Coronavirus: tampone obbligatorio per le badanti di ritorno

badante

Un tampone per ogni badante di ritorno.
Il controllo sarà previsto dalla settimana prossima per tutte le persone che rientrano dal proprio Paese per accudire anziani e malati in Veneto.
La comunicazione è stata data dal presidente della regione Luca Zaia durante il consueto punto d’incontro stampa e di aggiornamento sul Coronavirus.
Il tampone sarà immediato e gratuito.

L’appello alle famiglie e alle badanti

Alle badanti, così come alle famiglie che ne richiedono il servizio, è raccomandato di rendere noto l’arrivo in Veneto attraverso il Sisp oppure anche semplicemente chiedendo un aiuto al medico di base, che potrà farsi da tramite per ottenere l’appuntamento in concomitanza con l’arrivo sul territorio.

“Queste persone prestano assistenza a persone potenzialmente a rischio. La sanità non guarda in faccia a nessuno – ha ribadito Zaia- Qui ci si occupa di salute ed è nostro compito proteggere i nostri anziani, le persone più fragili e le stesse badanti che vivono fra noi”.
La decisione arriva dopo l’evidenza del problema che si è palesato con il nuovo focolaio creatosi, molto probabilmente, nel pulmino con cui una badante ha fatto ritorno in Veneto per riprendere il lavoro dopo la chiusure delle frontiere per l’emergenza sanitaria.
In quel caso il focolaio ha coinvolto una decina di persone: la bandante di rientro, il figlio e altre otto persone che hanno viaggiato nello stesso pulmino.

Focolai veneti

I focolai in regione attualmente sono 22.
Sembrano tanti ma “per noi un focolaio – ha chiarito Zaia – è tale già quando risultano positive due persone nello stesso contesto“.
Al momento il più importante è quello di Feltre, dove sono risultati postitivi due dipendenti dell’Eurobrico, due loro familiari e due loro amici, per un totale di sei persone.
“Il monitoraggio dell’andamento della situazione dal 31 maggio a oggi mostra comunque, anche per quanto riguarda i focolai, una situazione abbastanza rassicurante – ha detto Zaia – Nella settimana compresa tra il 31 maggio e il 7 giugno i focolai erano 132. Nella settimana successiva sono diventati 56, poi 35 e ora 22“.

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