Buon compleanno Venezia

@Riccardo Roiter Rigoni
Nella foto in alto: La Basilica di San Marco @Riccardo Roiter Rigoni
di Alberto Toso Fei

Venezia compie oggi25 marzo 2020, 1599 anni, e si avvia a compiere i mille e seicento anni d’età, perché – alla pari di Roma, nata secondo la leggenda il 21 aprile del 753 avanti Cristo – ha un compleanno da festeggiare.
La data – il 25 marzo 421 – è logicamente convenzionale, ed è più legata al mito della città che non alla sua storia.

La Chronaca Altinate e la nascita di Venezia

A narrare come si svolsero i fatti è un documento apocrifo, la Chronaca Altinate“L’anno sopradetto 421 il giorno 25 del mese di Marzonel mezzo giorno del Lunedì Santo, a questa Illustrissima et Eccelsa Città Christiana, e maravigliosa fù dato principio ritrovandosi all’hora il Cielo in singolare dispositione. […] Il tempo, la stagione, il mese, settimana, giorno, et hora, insieme con molt’altre circostantie, furono presaghi delle grandesse sue, alla quale con larga mano dovea il Sommo Fattore concedergli. […] Nella Sede di San Pietro Pontefice Massimo, all’hora havea la residenza sua Papa Celestino Secondo. Nell’Imperio si ritrovavano Teodosio il Giovine, et Valentino, dinotando la detta Città essere Celeste, e Valenti, gli habitatori di lei, e parimenti di humiltà, di ricchezze, e di prudenza dotati”.

L’origine dei veneziani tra storia e mito

Secondo questo scritto Venezia fu fondata tredici anni dopo l’arrivo dei Veneti in laguna, e furono scelti mese, giorno e ora sulla base della congiunzione astrale.
Ma da dove siano venuti questi Veneti, anche questo è (parzialmente) un mistero.
Se è assodato che buona parte della popolazione arrivò dalla terraferma, in fuga dai Longobardi, esiste infatti anche il mito di Antenore, che fuggito da Troia in fiamme approdò in laguna prima di spostarsi all’interno e fondare Padova. Una indagine sul Dna delle famiglie veneziane più antiche avrebbe infatti trovato tracce che conducono alla Paflagonia, un’antica regione costiera dell’Anatolia centro-settentrionale.

La fondazione a Rialto

A ogni modo, l’atto della fondazione della città si concretò con la fondazione della piccola chiesa di San Giacomo di Rialto, San Giacometto per i veneziani, che è considerata la più antica della città, a dispetto dei successivi rifacimenti.

E per questo motivo per tutti i secoli a venire, fino alla caduta della Repubblica, il capodanno si festeggiò il primo marzo (così come era ai primordi dell’Impero romano, e in effetti con questo sistema i mesi di settembre, ottobre, novembre e dicembre “tornarono” al loro antico posto, come settimo, ottavo, nono e decimo mese dell’anno), e nei documenti ufficiali – allo scopo di evitare fraintendimenti con gli Stati in cui era in vigore il calendario gregoriano – la data era indicata con MV, “more veneto”, ovvero “secondo l’uso veneto”.
In tal modo, per esempio, il 18 febbraio 1607 more veneto corrispondeva alla data generale 18 febbraio 1608, in quanto l’anno 1608 iniziava in Veneto solo a partire dal mese seguente e quindi nei possedimenti della Serenissima febbraio risultava essere l’ultimo mese del 1607.

Rivo Altus e la nascente Serenissima

Al di là degli aspetti leggendari però quella di Rialto, RivoAltus, fu una delle prime aree colonizzate.
Già in epoca paleoveneta gruppi di persone costruivano le loro
palafitte lungo il Rio Businiacus, uno dei nomi antichi del Canal Grande. Qui si trasferì secondo la tradizione il governo della nascente Serenissima nel IX secolo, spostandosi da Metamauco.
Il trasferimento avvenne nell’809, quando il doge Angelo Partecipazio mise al sicuro le sue genti su questo gruppo di isole, maggiormente difendibili dall’assalto imminente di Pipino, figlio di Carlo Magno.
Sbarcati a Metamauco, i Franchi la trovarono abbandonata.

La “vecchia” e la trappola per i Franchi

Sull’isola solo una vecchia, che consigliò al nemico di gettare un ponte di legno sulle basse acque della laguna per prendere Rialto, divenuto centro della resistenza veneziana. Ma in realtà era una trappola: sentendo le tavole sconnesse oscillare sotto i loro zoccoli, i cavalli si spaventarono e si gettarono in acqua coi loro cavalieri, che furono decimati dai veneziani, la cui vittoria è raccontata anche da Giovanni Diacono nella sua Cronaca veneziana.
Una strage tale da far attribuire il nome di Orfano al profondo canale che ne fu teatro.
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2 commenti su “Buon compleanno Venezia”

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