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Col “Piano clima”, un nuovo bonus energia dal 2028

Col “Piano clima”, un nuovo bonus energia dal 2028

Dopo il via libera di Palazzo Chigi, il documento passa ora alla Ue per il negoziato formale in vista della approvazione

La decarbonizzazione dei consumi è uno dei principali pilastri della politica energetica dell’Unione Europea mirata alla transizione ecologica. Non a caso, per il mercato delle quote di carbonio, Bruxelles ha introdotto un nuovo sistema, chiamato Ets2, che impone obblighi e tariffe sui combustibili fossili per incidere sulla riduzione delle emissioni di anidride carbonica prodotte dal riscaldamento degli edifici e dal trasporto su strada.
Questa strategia per il raggiungimento degli obiettivi ambientali ha dunque un costo, che rischia di gravare su famiglie e imprese in una fase già particolarmente delicata sul fronte dei rincari dei prezzi dell’energia.
Per questo, il Consiglio dei ministri italiano, prima della trasmissione alla Commissione Ue per il via al negoziato formale verso l’approvazione, ha completato l’esame del Piano sociale per il clima, al cui interno è previsto un nuovo bonus sociale “energia plus”.

Il nuovo bonus energia

Una volta ottenuto il via libera europeo, l’agevolazione sarà riservata ai circa 4,7 milioni di nuclei familiari con Isee inferiore a 25 mila euro. Il bonus, inserito tra le priorità del Piano, dovrebbe scattare dal 2028, con durata quadriennale fino al 2031. Il sostegno temporaneo al reddito sarà erogato automaticamente nella bolletta elettrica.
Il Piano prevede la copertura economica della misura con una spesa di 1,34 miliardi di euro: 1 miliardo dal Fondo sociale per il clima, mentre il resto del budget dovrà essere garantito attraverso un contributo nazionale.
Il contributo, illustra il documento inviato alla Ue, si inserisce all’interno delle azioni di accompagnamento alla fase iniziale di applicazione del sistema Ets2. L’obiettivo è quello di mitigare l‘impatto economico dell’estensione delle nuove regole sul carbonio alle case delle famiglie vulnerabili, che si stima potrebbe far lievitare i costi energetici tra 180 e circa 400 euro annui per nucleo. Nella fase iniziale della transizione energetica, attraverso il bonus, si punta così a garantire la possibilità di sostenere i costi dei consumi energetici essenziali, a partire da quelli di riscaldamento.

Il funzionamento del bonus

Per usufruire del bonus, per le famiglie il cui indicatore rientra nel perimetro del contributo, non sarà necessaria una domanda specifica, ma solo aver presentato la dichiarazione sostitutiva unica ai fini Isee.
Sarà quindi Arera a verificare il possesso di tutti i requisiti, compreso l’utilizzo di un contatore non superiore ai 4,5 kilowatt di potenza. Un discorso a parte va fatto per le famiglie associate a una fornitura domestica ricadente in determinate zone climatiche. L’importo del beneficio effettivamente concesso sarà infatti modulato anche in base ai differenziali di fabbisogno termico.
L’agevolazione, cioè, non sarà uguale per tutti. Il calcolo dell’importo erogato, oltre che al livello di vulnerabilità economica familiare espresso dall’Isee e alla zona climatica di residenza, guarderà anche alla stima dell’impatto potenziale del nuovo sistema sui costi energetici domestici elaborata da Ispra. È inoltre previsto un meccanismo di decalage, che si tradurrà in una graduale riduzione dell’intensità del beneficio nel corso degli anni, tenendo conto dell’entrata a regime delle misure strutturali previste dal Piano e degli strumenti nazionali di efficientamento energetico.

Alberto Minazzi

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Tag:  bonus, energia

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