Italia già in pieno clima festivaliero, tra ricerche delle preferenze degli italiani su Google, “profezie” Ai e analisi dei successi dei vincitori degli anni precedenti
Nell’Italia dei grandi eventi, il passaggio di testimone nella “staffetta” tra Olimpiadi di Milano-Cortina e Festival di Sanremo è ormai imminente. Domenica 22 i Giochi invernali si chiuderanno infatti ufficialmente con la cerimonia all’Arena di Verona e, in attesa dell’appuntamento paralimpico di marzo, da martedì 24 partirà infatti la kermesse canora, che nel 2026 è slittata a fine mese proprio per evitare sovrapposizioni con le gare a cinque cerchi.
Ma l’avvicinamento a Sanremo è già abbondantemente partito, così come i pronostici su chi si aggiudicherà la 76^ edizione.
Con le possibili chiavi di lettura che aumentano grazie alla tecnologia e alle possibili letture offerte, per esempio, dall’uso dei motori di ricerca o dai chatbot di intelligenza artificiale.
Mentre artisti e produttori, forse ancor più che guardare al trofeo che verrà consegnato al vincitore nella notte tra il 28 febbraio e il 1 marzo, si stanno concentrando su quella che sarà poi la promozione delle canzoni, magari prendendo esempio dai primi classificati che hanno saputo sfondare anche sul mercato discografico.
Arisa o Ermal Meta? I possibili favoriti tra Google e Ai
A sondare l’interesse digitale degli italiani verso i 30 artisti in gara è stata un’analisi svolta da Casinos.com sulle ricerche effettuate su Google negli ultimi 3 mesi. È chiaro che, trattandosi del Festival “della canzone italiana”, la variabile maggiormente determinante sarà il brano presentato da ognuno di loro a Sanremo 2026. Al tempo stesso, una componente da non sottovalutare è il seguito con cui i partecipanti arrivano all’Ariston. E, secondo i dati del principale motore di ricerca, a spiccare è Arisa, con un interesse medio di 27, seguita da Levante (a 21) e dalla coppia Fedez-Masini (20).

Il podio di Google sarebbe dunque ben definito, anche perché appaiono molto più distanti i vari Elettra Lamborghini, J-Ax, nayt e Tommaso Paradiso, a quota 10. Ben diverse le indicazioni sul sito Fanpage, che ha provato a interpellare ChatGPT e Gemini, che hanno peraltro espresso un giudizio unanime sul grande favorito: Ermal Meta, con “Stella Stellina”.
Il primo chatbot attribuisce al cantante, in passato già vincitore in coppia con Fabrizio Moro, un punteggio di 95/100 e lo posiziona davanti a Levante (92) ed Enrico Nigiotti (91). Per Gemini, invece, dietro i 94 punti del cantautore italo-albanese si trovano Arisa (91) e Serena Brancale (90).

Uno sguardo al passato, tra la coppia Mahmood & Blanco e i Maneskin
Sempre sui volumi di ricerca di Google si basa un’altra analisi, condotta da Online-Casinos.com, sulle canzoni vincitrici di Sanremo più cercate. Al primo posto si colloca “Brividi” di Mahmood & Blanco del 2022, con quasi 530 mila ricerche medie annuali, seguita da “Due vite” di Marco Mengoni (2023, 258 mila ricerche) e da “La noia” di Angelina Mango (2024, oltre 251 mila). Nella top ten, la più “antica” è “Per Elisa” di Alice (94.560 ricerche), che vinse nel 1981.
Per gli artisti è comunque ancor più interessante, vista la ricaduta economica, la seconda parte della ricerca, che stila la graduatoria dei brani primi al Festival che hanno generato più incassi su Spotify.
Con oltre 586 milioni di ascolti, e quasi 2,2 milioni di guadagni stimati in royalties, la leadership è in questo caso indiscutibilmente dei Maneskin, con la loro “Zitti e buoni” del 2021.

Numeri che non vengono avvicinati nemmeno sommando le 2 canzoni che seguono in classifica (“Soldi” del 2019 in solitaria e il già citato duetto con Blanco “Brividi”) con cui Mahmood ha vinto a Sanremo, che raccolgono rispettivamente oltre 265 milioni e quasi 169 milioni di ascolti, mentre i guadagni si attestano a poco meno di 988 mila e più di 628 mila euro.
Ma anche nell’era della musica digitale, dietro a “Due vite” di Marco Mengoni, la vincitrice del 2025 “Balorda nostalgia” di Olly e quella dell’anno precedente (“La noia” di Angelina Mango), c’è spazio per la canzone che, nel 1958, ha segnato la vera svolta della musica leggera italiana. Ovvero “Nel blu dipinto di blu” di Domenico Modugno, che tutti meglio conoscono come “Volare”.
Alberto Minazzi






