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Cambiamenti climatici: per IPCC "non possiamo più attendere"

Cambiamenti climatici: per IPCC "non possiamo più attendere"

Terre che bruciano, altre che si inondano.
Temperature che schizzano, fenomeni naturali sempre più imprevedibili e spesso spaventosi.
C’è poco da dire “le stagioni non sono più quelle di una volta”.
E’ il mondo intero che sta cambiando.
Con una velocità che non si è finora mai riscontrata.
Secono Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change), stiamo registrando le concentrazioni di gas serra più alte degli ultimi 800 mila anni e alcuni cambiamenti in atto sono già irreversibili.

Il cambiamento nei mari

Il livello dei mari, per esempio, sta crescendo tre volte tanto rispetto al XX secolo.
Tra il 1901 e il 2020 si è alzato di 20 cm, con una crescita media di 1,35 mm/anno fino al 1990, mentre ha registrato una crescita accelerata di 3.7 mm/anno fra il 2006 e il 2018.
La stessa acidificazione delle acque marine – evidenzia, secondo fonti di agenzia, il rapporto, che sarà pubblicato oggi – sta procedendo “a una velocità mai vista in precedenza, almeno negli ultimi 26 mila anni”.

Il cambiamento delle temperature

Anche l’innalzamento delle temperature, negli ultimi 50 anni, ha preso una velocità senza eguali rispetto a quanto si è verificato negli ultimi 2000 anni.
Il rapporto Ipcc, definito dalla climatologa Corinne LeQueré “uno dei più importanti rapporti scientifici mai pubblicati”, è stato redatto da ben 234 scienziati di 195 Paesi che, dal 26 luglio, a porte chiuse, si sono riuniti per trovare una soluzione.
L’obiettivo consiste nel riportare in equilibrio il termometro, il che significa riuscire a limitare il riscaldamento globale a +1,5 rispetto all’era preindustriale.
Il rischio, invece, è quello di raggiungere una temperatura superiore di 3 gradi nel 2030 e addirittura di 4 nel 2100.

IPCC: “Non possiamo permetterci di aspettare”

Per ritornare a livelli di temperatura accettabili, hanno concluso gli esperti, è necessario dimezzare le emissioni di gas serra entro il 2030 e portarle a zero nel 2050.
“Non possiamo permetterci di aspettare due, cinque o 10 anni – ha commentato il presidente designato della Conferenza mondiale dell’Onu Alok Sharma – Questo è il momento:  o si agisce ora o non avremo più tempo
Il rapporto sarà pubblicato oggi ed è chiaro che è più di un semplice allarme.
A novembre, a Glasgow, in Scozia, è previsto un altro vertice dell’ Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC).

L’inviato speciale

Sulla gravità della situazione si è espresso il ministro degli Esteri Luigi Di Maio annunciando la nascita di una “nuova figura  strategica” che, per l’ Italia, seguirà passo passo la situazione. Si tratta di un “inviato speciale”, un professionista nel campo dei cambiamenti climatici che, come già accade in Usa, nel Regno Unito e in Francia, “seguirà i negoziati e rappresenterà l’Italia a tutti i tavoli internazionali”.

Consuelo Terrin

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