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AUDI URBAN FUTURE AWARD: IL 2030 È DIETRO L’ANGOLO

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“La mobilità nella megalopoli del domani”, è il tema dell’iniziativa promossa da Audi ospitata dalla Scuola Grande della Misericordia di Venezia
Quando il gruppo Umana ha deciso di restituire alla città uno dei suoi luoghi della memoria, impegnandosi per la riapertura della sansoviniana Scuola Grande della Misericordia come punto di riferimento culturale della città metropolitana, certo conosceva le potenzialità della struttura che proprio per l’inusuale volume a lungo era stata uno dei templi del basket nazionale. Ma forse non si poteva ancora immaginare che proprio quello straordinario e incompiuto edificio, teatro di alternate vicende storiche e testimonianza della volontà di potenza della Venezia cinquecentesca, sarebbe tornato ad essere scenario di progetti e visioni sulla città.
L’Audi Urban Future Award, il premio sulla “visione” del futuro urbano indetto da Audi, non poteva infatti trovare location più appropriata dei mirabili spazi della Scuola Grande della Misericordia. Magnificenza architettonica frutto della “visione” della città e della sua evoluzione nel tempo, fotografia di un sentimento sociale che diventa urbanistico, la Misericordia è infatti oggi peculiare incontro tra stratificazione storica e funzionalità gestionale: il disegno, il progetto, l’impegno anche pubblico dell’uomo nella determinazione del carattere della propria epoca.
Con questo spirito il complesso monumentale era stato edificato nel 1531 e con questo spirito è stato riaperto nel 2009. Un principio, quello della responsabilità sociale, che spinge alcune aziende a guardare oltre la propria fetta di mercato e a farsi carico della qualità pubblica del tempo presente e delle chances del tempo futuro. L’Audi Urban Future Award nasce su queste premesse, con l’attenzione per l’innovazione, la ricerca e la sostenibilità della casa che ha fatto proprio il brand “Vorsprung durch Technik” (progresso attraverso la tecnologia), con la volontà di interrogarsi oggi su come sarà la città del domani.
Chiara è la convinzione che le città, soprattutto le “megalopoli”, le grandi città metropolitane, siano cellule di innovazione e progresso a cui sarà richiesta flessibilità di forme e progetto nella reazione alla costante crescita demografica e non solo. Il premio infatti ha lo scopo dell’incontro e confronto tra differenti visioni e posizioni, ponendo interrogativi culturali e sociali ma anche di sostenibilità ambientale ed innovazione tecnologica.
Concretizzando inoltre la consapevolezza della responsabilità sociale del marchio in un impegno costante per un futuro sostenibile, l’iniziativa apre al contempo a nuove prospettive e soluzioni innovative sulla mobilità in un ipotizzato 2030 e negli anni a venire, caratterizzati da una sempre maggiore integrazione tra le differenti realtà: tecnologica, architettonica, umana, logistica. A sei tra i principali studi internazionali d’architettura è stato così chiesto di dipingere uno scenario capace di trasmettere l’interconnessione di effetti del cambiamento sociale, economico, estetico, tecnologico ed ecologico che possa risultare alternativo ai modelli di sviluppo urbanistico attualmente disponibili. Alison Brooks Architects (Londra), Bjarke Ingels Group (Copenhagen), Cloud9 (Barcellona), Diller Scofidio & Renfro (New York), J. Mayer H. Architects (Berlino) e Standardarchitecture (Pechino) sono stati invitati a ripensare le città riprogettandone forma e sostanza, promuovendo un dialogo sulle sinergie possibili per la mobilità e lo sviluppo urbanistico anche con attenzione ai temi dell’elettrificazione, del collegamento in rete, di una nuova definizione di spazio.
Dopo Ingolstadt e Londra, il percorso creativo si è concluso a Venezia, dove i risultati sono stati trasformati in una visionaria e suggestiva esposizione curata da Stylepark AG, perfettamente inserita nel contesto architettonico della Scuola Grande della Misericordia e per questo appositamente pensata. Qui il 25 agosto J. Mayer H., ed il suo studio, è stato eletto vincitore del primo Audi Urban Future Award per aver « trasgredito in maniera radicale le nostre consuetudini visive in relazione alle città e partendo da questo» e per aver «progettato nuovi appigli per un’estetica urbana completamente nuova». La giuria ha ritenuto infatti che «l’incrocio e la sovrapposizione di realtà e virtualità non solo indirizzano la nostra percezione delle aree urbane verso nuove forme sinora insospettate ma trasformano in modo fondamentale la città stessa». La città immaginata da Mayer focalizza sulla tecnologia digitale partendo dallo sviluppo urbano esistente e ottenendo esiti inaspettati.
Qui la tecnologia non determina risultati ma diventa strumento per aprire lo spazio urbano ad una moltitudine di interventi, significati, possibilità. Si potrebbe parlare di “urbanizzazione tecnologica”, commistione relazionale tra la forma e il senso capace di disegnare lo spazio esterno valorizzando insieme estetica e funzionalità e approntando al contempo uno standard ineludibile di etica civica e sostenibilità ambientale. È la prima volta che una casa automobilistica si intesta il tema del futuro in modo così complessivo con un premio che rappresenta il riconoscimento più ricco per l’architettura tedesca. Una iniziativa che dimostra come la sensibilità verso gli aspetti culturali, sociali, ambientali dell’individuo e delle comunità sia un tassello imprescindibile dello sviluppo, in cui fare impresa è partecipazione consapevole alla propria epoca ed il futuro è costruzione costante di tasselli identitari. Una esposizione, un premio, un’idea che non poteva non trovare la sua esatta espressione nel contesto metropolitano della città di Venezia e nella cornice della Scuola Grande della Misericordia.
 
DI COSTANZA MESSINA

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