Amiche nella bellezza

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Aurora Arrigoni da Mogliano è la nuova Miss Venice Beach due anni dopo la compagna di scuola Linda Pani

La mora dopo la bionda. Non è uno dei luoghi comuni più diffusi quando si parla di belle ragazze, ma la bellezza c’entra eccome. Perché parliamo di Miss Venice Beach, il concorso che, da sette anni, incorona ogni anno la più affascinante del territorio metropolitano. Stavolta, nella manifestazione organizzata da Elisa Bagordo (una che, di bellezza, se ne intende in prima persona: è stata Miss Cotonella ed è entrata tra le prime dieci a Miss Italia 2002, l’edizione vinta da Eleonora Pedron), la corona e lo scettro realizzato da Abate Zanetti sono andati ad Aurora Arrigoni, diciottenne nata a Treviso e residente a Campocroce di Mogliano.

E c’è una storia singolare che lega l’altissima (182 centimetri) mora dagli occhi di ghiaccio a Linda Pani, che si è aggiudicata una delle precedenti edizioni di Miss Venice Beach (quella del 2015) e che ha difeso con onore i colori del Veneto nell’ultima edizione di Miss Italia, entrando tra le quindici e portando a casa due fasce nazionali. «Linda Pani – rivela Aurora – era mia compagna di classe alle elementari ed è ancora la mia migliore amica. Ho seguito in televisione la sua avventura a Miss Italia, così come lei ha sostenuto la mia partecipazione a Miss Venice Beach, e ci siamo portate fortuna. Lei mi ha dato il sostegno che mi serviva e quando ha saputo che ho vinto, è stata felicissima, anche se mi ha detto che potevo partecipare un anno prima, così mi avrebbe incoronato lei. Siamo due amiche complementari, con caratteri ben diversi, visto che io sono abbastanza timida, mentre lei ha tutte le caratteristiche per intraprendere la strada dello spettacolo. Si è visto a Miss Italia: è una che si mangia letteralmente il palco e sono anch’io orgogliosa di lei, per essere arrivata fin lì, ricevendo fasce importanti e portando a casa anche una buona visibilità, che non è strettamente legata alla vittoria».

Aurora è studentessa al quinto anno al liceo classico Berto di Mogliano. Non è fidanzata e ha un fratellino, Alessandro di 13 anni, che ha portato fisicamente al concorso come una sorta di portafortuna. E per il papà Carlo, imprenditore, e la mamma Eva, casalinga, anche solo la partecipazione della figlia, prima ancora della vittoria, è stata una sorpresa. «Mi sono iscritta soprattutto per superare i miei limiti, visto che, ripeto, per natura sono timida. Prima di tutto mi sono divertita molto, cosa che non pensavo, e già superare le selezioni è stato un traguardo importante. Dopo aver portato a casa una fascia degli sponsor, mai avrei quindi pensato di vincere anche la corona. Mia mamma si è messa a piangere, anche perché i miei genitori erano emozionati come me e non pensavano che sarei riuscita a salire sul palco. Sono stati quindi contenti della mia partecipazione, della mia volontà di mettermi un po’ in gioco per vincere le mie insicurezze ed avere così un aiuto per vari aspetti della mia vita. Diciamo che mi sono presa il diritto di sorprendermi».

La nuova Miss Venice Beach, del resto, conferma di avere più di un “lato nascosto”. «Sono cintura marrone di karate, oltre a piacermi molto la lettura, stare in famiglia, che è il mio punto di riferimento, e andare a scuola: sì, sono in effetti molto studiosa e, da quando avevo cinque anni, il mio sogno è diventare medico. Adesso mi concentrerò dunque soprattutto sullo studio, oltre a dedicarmi agli impegni legati a questo concorso, visto che un pensierino a continuare questa strada lo sto facendo. Cerco di tenermi aperte più strade lavorative. Intanto posso dire che sapevo che questo era un buon concorso, ben organizzato, e adesso che l’ho provato di persona, posso confermarlo». (A.M.)

Miss Venice Beach: un trampolino per le ragazze, un’occasione
per il territorio

«Le protagoniste di Miss Italia passano per Miss Venice Beach, io ho fatto il percorso contrario…». Commenta con una battuta, Elisa Bagordo, il fatto che, dopo la feltrina Laura Coden (seconda, ma con la fascia di Miss Romagna), a difendere la bellezza veneta a Jesolo, siano state due ragazze (Linda Pani di Mogliano, entrata tra le prime quindici, e Anna Bardi di Spinea, tra le prime trenta) lanciate proprio dal suo concorso (vincitrice nel 2015 la prima, seconda nel 2016 la seconda). «Ho tifato per Linda e speravo che l’allieva avrebbe superato la “maestra”, ma sono comunque soddisfatta per le due importanti fasce che ha portato a casa».

Miss Italia, del resto, si può dire che ha attinto dal concorso delle spiagge veneziane anche a livello di idee. «Da un paio d’anni il concorso nazionale punta sull’abbinamento tra bellezza e territorialità, cosa che noi facciamo da sette anni: una bellezza a 360 gradi, che va oltre l’apparire. Noi puntiamo a coinvolgere tutto il territorio metropolitano e le sue eccellenze, tra città e sapori, convinti dai fatti di poter contribuire a dare lustro alla grande Venezia a livello internazionale. E i Comuni ci hanno sempre sostenuto, così come aziende espressione di queste terre, visto che, da Bagghy, a Mimay, ad Abate Zanetti, i nostri principali sponsor sono espressione della grande capacità imprenditoriale delle nostre genti». (A. Min.)

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