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Al nostro cervello bastano 108 millisecondi per riconoscere il cibo

Al nostro cervello bastano 108 millisecondi per riconoscere il cibo

Ecco come la nostra alimentazione è legata al cervello. Quanto tempo impiega a riconoscere il cibo e quali selezioni sa operare

Lo stimolo dell’appetito nasce nel cervello ed è lì che nascono la dipendenza dal cibo come anche i disturbi che possono essere legati all’alimentazione.
E la selezione è rapidissima: secondo uno studio australiano, infatti, impieghiamo appena 108 millisecondi a riconoscere il cibo.
Non solo. Il nostro cervello sa immediatamente se quello che si sta osservando è un alimento naturale o processato. 

Gli occhi soddisfano la fame per primi

Quando ci capita di usare l’espressione “da mangiare con gli occhi” stiamo esprimendo una grande verità.
Perché, come ha sottolineato al New Scientist Tom Carlson, uno dei ricercatori dell’Università che ha realizzato lo studio, ancora oggi la vista, così come accadeva per i nostri antenati, è il senso principale attraverso il quale avvengono la ricerca, il riconoscimento e la scelta del cibo.
Tuttavia la scienza ha ancora poche risposte su cosa succeda dopo che l’immagine di un alimento si è impressa sulle nostre retine e come il nostro cervello lo riconosca come fonte di cibo.
Il team di ricercatori ha cercato spiegazioni con facendo un esperimento con venti volontari. Alle persone partecipanti sono state fatte vedere delle immagini di alimenti mentre un elettroencefalografo registrava l’attività elettrica del loro cervello. I dati raccolti sono stati poi stati consegnati a un algoritmo di machine learning.
Questo per ognuno dei volontari ha proceduto a creare un modello capace di riconoscere se stessero vedendo o meno immagini di cibo basandosi sull’attività registrata nel loro cervello.

cervello

Il cervello distingue immediatamente alimenti naturali e processati

Le persone sottoposte all’esperimento sono successivamente ritornate in laboratorio dove i ricercatori hanno nuovamente fatto vedere loro vari tipi di alimenti naturali e cibo processato come pizza e panini, ma anche oggetti non commestibili.
Al modello addestrato con i dati della prima fase dell’esperimento è stato chiesto quali immagini avessero come soggetto degli alimenti e se si trattasse di alimenti naturali o processati.

I risultati, utilizzando unicamente l’elettroencefalogramma dei partecipanti ha permesso di riscontrare sia differenze nell’attività elettrica del cervello nell’uno e nell’altro caso, sia di calcolare con precisione quanto impiega il sistema nervoso centrale a riconoscere un oggetto come alimento.
Quanto emerso dallo studio indica che il cervello può distinguere tra prodotti alimentari e non alimentari. E fa incredibilmente presto. Impiega infatti un tempo compreso tra 108 e 116 millisecondi, vale a dire un riconoscimento praticamente istantaneo se si considera che per far arrivare le informazioni visive raccolte dalla retina fino al cervello servono tra i 40 e i 60 millisecondi.

 

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