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L’emergenza non è finita. Ma nessuno è più solo

Nella foto in alto: Il leone e il campanile di San Marco: l’ icona del gruppo. “Non so di chi sia questa immagine. Autore, sarò felice di taggarti, se ti farai avanti -scrive Caterina Tramontin, l’amministratrice- Intanto GRAZIE, rende perfettamente lo spirito di noi Veneziani, oggi. Ci uniamo a Caterina.

Tredicimila in pochi giorni: il gruppo social che ha fatto esplodere la solidarietà

“Mi serve aiuto per favore: una signora di Venezia ha perso tutto, anche il materasso. Sta dormendo su una sedia, ha bisogno di coperte, lenzuola, asciugamani…”
“Non ho soldi ma metto a disposizione le braccia. Fatemi sapere”
“Ciao a tutti. Ho bisogno di una pompa per tirare fuori acqua dal mio magazzino. C’è qualcuno che mi possa aiutare?”
“In calle lunga San Barnaba ci sono persone che hanno bisogno di un aiuto coi propri locali. Io non riesco ma qualcuno andrebbe a dare un’occhiata?”
“Domani sono a casa dal lavoro di elettricista e visto il nuovo picco di marea di 160 cm. son disponibile a venire a Venezia per ripristinare impianti elettrici e altro. Ma sono sprovvisto di stivali e in giro non se ne trovano. Tg. 44”
“Urgente, un elettricista volontario ha bisogno di stivali misura 44!”
Li presto io a Sebastiano gli stivali, glieli porto in stazione domani quando arriva”…

Aiuti concreti ai veneziani

Sono solo alcune delle centinaia di richieste e offerte di aiuto postate sul gruppo “Aiuti concreti ai veneziani – acqua alta 12/11/2019”, attivato dalla sera successiva all’ “acqua granda” da Caterina Tramontin.
Veneziana, durante le drammatiche ore che vedevano Venezia flagellata dal maltempo e invasa dalla grande marea d’acqua, davanti allo schermo, leggeva nei vari gruppi Facebook su Venezia le richieste di aiuto   Erano richieste sparse, mischiate ad altre cose, affidate alla buona sorte o al buon cuore di chi leggeva. Caterina, che è una web marketer specialist attualmente in cerca di lavoro, ha quindi subito pensato che avrebbe potuto dare un aiuto mettendo in piedi un gruppo dove concentrare queste domande e  offerte in modo che, coadiuvate, si incontrassero.

I social come veicolo di solidarietà

“Ho chiesto a un paio di amiche se volevano aiutarmi in questo progetto, sapevo già che sarebbe stato impegnativo, ma non così tanto” inizia a spiegare Caterina, che ha subito messo a disposizione il suo bagaglio di esperienza di social manager. Che non è poco in questi frangenti, visto che nel solo giro di quattro giorni, si sono iscritti al gruppo  ben 12.000 persone. A dieci giorni dal disastro sono arrivati oltre i 13.200. “Ma non riuscivamo a seguire tutte le richieste. C’erano sette-ottomila persone che chiedevano di aiutare in qualche modo e allora ci siamo avvalse di alcune persone, tra gli iscritti, destinando a ciascuna un compito.  E così oggi nel gruppo siamo in nove amministratrici, anche se non ci siamo mai viste di persona. Una bella squadra, molto affiatata, con delle affinità”. Tutte donne.

I tassisti veneziani nell’emergenza

I primi a muoversi a Venezia, nell’ora stessa dell’acqua granda, sono stati i tassisti d’acqua. Si sono messi subito a disposizione, accompagnando le persone in difficoltà alla stazione dei treni o a piazzale Roma, e tornando indietro a prendere i negozianti che, disperati, correvano in negozio o nei locali a vedere di salvare il salvabile. Nel gruppo la gente che ha avuto bisogno di loro li ringrazia ancor oggi pubblicamente di continuo. “Loro si sono organizzati in squadre – dice orgogliosa Caterina – e con coloro che hanno una barca stanno collaborando con Veritas per portare via gli ingombranti inservibili. All’Anfass (Associazione di famiglie di persone disabili intellettive e relazionali) della Giudecca hanno trasportato i primi divani e materassi, perché era tutto finito sott’acqua. E senza chiedere un soldo”.

Gli elettricisti: volontari infaticabili

Per gli utenti che commentano sono degli eroi. Anzi, “super eroi con gli stivali”, come gli elettricisti, richiestissimi, perché moltissimi cittadini, a Venezia e nelle isole, soprattutto a Pellestrina, hanno perso gli elettrodomestici. “C’è Simone Zennaro da Murano, nel tempo libero volontario in oncologia, che, visti gli appelli sul gruppo, si è mosso da subito. Poi sono arrivati tanti altri, come Alex Russo, che dopo una notte di lavoro da Verona si è precipitato a Venezia e ha lavorato per tre giorni alle riparazioni, così come William, Matteo, Riccardo, Antonio.
Con altri hanno formato una squadra e Simone coordina gli interventi man mano che la gente li richiede nei post. Nessuno di loro chiede un centesimo, non accettano neanche un caffè”.

Occhi aperti per veicolare gli aiuti

Alcuni appelli non arrivano direttamente.
“Un genitore della scuola San Giuseppe ci aveva detto che le suore anziane erano da sole nel ripulire tutte le aule. E’ bastato contattarle, chiedere di cosa avevano bisogno, mandare delle persone che si erano offerte. Erano sorprese di ricevere aiuto, non ci credevano”.
Caso risolto, come tanti altri.

I ristoratori nel post-emergenza: un pasto caldo per tutti

Molti appelli sono arrivati  anche da ristoranti e trattorie, che tutt’ora offrono un pasto caldo ai veneziani che hanno i forni per cucinare fuori uso.
“La cosa più bella – dice con appagamento Caterina – è la solidarietà che è esplosa.  Tutti aiutano tutti come possono. Offrono braccia, un pasto caldo, una buona parola.

Aiuti concreti dalla terraferma

Dalla terraferma, il Nordest e anche da altre regioni, tra amici e associazioni organizzano raccolte alimentari, di elettrodomestici, di biancheria. E poi i ragazzi, gli studenti a Venezia ma tanti da fuori…  Grazie al gruppo sono state messe in circolo tante energie”. “Aiuti concreti ai veneziani” interagisce con altri gruppi, come “Venice Calls”, 2500 ragazzi che si sono messi in rete per offrire il loro aiuto, o “Marea solidale” per intervenire nelle scuole, università, i luoghi di cultura.

N-o-i ruggiamo!

“Duri i banchi!” Scrivono ripetutamente gli utenti. “Non a caso – fa notare Caterina – per il gruppo ho scelto l’immagine di un leone ruggente accanto al “paron de casa”, il campanile di San Marco.  N-O-I ruggiamo! Nel gruppo siamo perfetti sconosciuti, non ci conosciamo. Ma ognuno ha espresso il desiderio che quando finirà tutto questo organizzeremo una grande festa per conoscerci tutti di persona”. Ma l’emergenza non è finita. Caterina è una macchina da guerra. Da giorni è in piedi dalle 6 di mattina fino a tarda notte. Risponde anche alle 3 del mattino. L’adrenalina provocata dalla situazione la sorregge. Lei come le amministratrici del gruppo Lisa Rampazzo, Maila Bin, Silvia Scagnetto, Nicoletta Badolin, Giada Armellin, Ksenia Botter, Claudia Pumanelcuore Cadoni, Giulia Olimpia Rispoli Ruggieri. 

Elisa, un’utente, commenta così. “Sto pensando che questa tragedia non ci ha spezzati ma ci ha uniti ancora di più. Ha fatto uscire il meglio di noi. Questo è un gruppo bellissimo pieno di umiltà, umanità e tanto amore. Grazie a tutti. Mi avete lasciato nel cuore uno splendido esempio. Siete meravigliosi, tutti eroi silenziosi”.

 

 

2 commenti su “L’emergenza non è finita. Ma nessuno è più solo”

  1. Alessandra schiavon

    Stupendo, sono orgogliosa di questa città, delle sue donne, dei suoi uomini, e dei suoi figli, sono a disposizione con il mio uomo x aiutare, fare spese alimentari e consegnarle a domicilio, insomma il mio tempo finito il lavoro alle 15 e x voi

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