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Agenzia delle entrate: nuovi poteri contro l'evasione

Agenzia delle entrate: nuovi poteri contro l'evasione
Agenzia delle Entrate

Tenore di vita, numero di prelievi, transazioni: tutti i dati che saranno comunicati direttamente al Fisco

A partire da giugno, i negozianti non potranno, neanche a fronte di piccole cifre, pretendere che queste siano pagate in contanti.
Secondo quanto previsto dal decreto legge n. 36, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 aprile, nel caso in cui lo facessero, sarebbero passibili di sanzione: 30 euro base ai quali si va ad aggiungere il 4% del valore della transazione.
Ma non è questa l’unica misura che il Governo ha attivato per ostacolare l’evasione fiscale.
Il provvedimento, infatti, riguarda direttamente il ruolo dell’Agenzia delle Entrate, alla quale saranno conferiti maggiori margini di intervento.
Dal 1° maggio 2022 è entrato in vigore anche l’obbligo di invio giornaliero di tutti i dati relativi ai pagamenti elettronici o digitali.
In sostanza, ogni transazione effettuata dai cittadini sarà comunicata all’Agenzia delle Entrate dal sistema informatico in modo tale che, osservando anomalie nell’uso del conto corrente (sia per eccessivi prelievi sia per pochi prelievi rispetto a quello che risulta essere il tenore di vita del possessore del bancomat), la stessa possa attivarsi per effettuare i debiti controlli.
Tali controlli potranno inoltre essere incrociati con le dichiarazioni dei redditi.
L’invio dei dati avviene direttamente dal Pos e non saranno solo importi di una certa consistenza a venir comunicati ma anche delle transazioni minime.
I commercianti e gli esercenti dovranno inoltre specificare anche il numero delle transazioni effettuate quotidianamente.
Nel caso in cui la dichiarazione dei redditi non corrispondesse ai dati in possesso dell’Agenzia, la stessa provvederà a inviare al cittadino interessato una lettera con contestuale possibilità di regolarizzare spontaneamente la propria posizione con il Fisco.
Ancora per tutto il 2022, i prelievi di contante non potranno superare i 2000 euro. Ma già a partire dal 2023 il tetto massimo ritornerà ad essere quello dei 1000.
L’attenzione dell’Agenzia delle entrate è concentrata anche su questi.
In virtù delle nuove direttive europee, inoltre, il Governo sta valutando appositi Decreti anti fiscali anche in vista delle ingenti risorse che circoleranno con il Pnrr.
L’obiettivo finale è la transizione digitale per raggiungere la quale il Governo ha disposto anche un potenziamento della struttura, che ha visto 4 mila nuove assunzioni negli ultimi anni

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Tag:  fisco