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Addio a Eugenio Scalfari, protagonista dei nostri tempi

Addio a Eugenio Scalfari, protagonista dei nostri tempi

All’età di 98 anni, è morto Eugenio Scalfari, fondatore dell’Espresso (1955) e de “La Repubblica” (1976), tra i fondatori del Partito Radicale e poi deputato del Partito Socialista Italiano (1968-1972), scrittore di saggistica e di narrativa, filosofo che molto si è interrogato sul conflitto tra la ragione e i sentimenti.
Ne ha fatte talmente tante, Eugenio Scalfari, nella sua vita, che la sua biografia ha preferito scriverla direttamente lui.
L’ha preparata per il suo novantesimo compleanno, quando è stata pubblicata dalla sua creatura forse più sentita: “La Repubblica”, che fece nascere e crescere per vent’anni.
In questi ultimi otto anni Eugenio Scalfari non ha interrotto le sue attività di scrittura, di vaglio e confronto.
“Deputato della Repubblica, ha accompagnato il suo amore per il giornalismo all’impegno civile e politico, all’alto senso delle istituzioni e dello Stato – ha ricordato il presidente del Consiglio Mario Draghi – Esprimo ai suoi cari, ai direttori Maurizio Molinari e Lirio Abbate e a tutti i giornalisti de La Repubblica e de L’Espresso, le più sentite condoglianze a nome di tutto il Governo. A me mancheranno molto i nostri confronti, la nostra amicizia“.
Al Senato, la notizia della sua morte è stata accolta con un minuto di silenzio in aula seguito da un breve discorso commemorativo della presidente Elisabetta Casellati.
“La scomparsa di Eugenio Scalfari lascia un vuoto incolmabile nella vita pubblica del nostro Paese. Fondatore de L’Espresso e de La Repubblica, che ha diretto per vent’anni, Scalfari è stato assoluto protagonista della storia del giornalismo. La chiarezza della sua prosa, la profondità delle sue analisi, il coraggio delle sue idee hanno accompagnato gli italiani per oltre settant’anni e hanno reso i suoi editoriali una lettura fondamentale per chiunque volesse comprendere la politica, l’economia“.
Nato a Civitavecchia il 6 aprile 1924 ma poi cresciuto a Sanremo, dove al liceo ebbe come compagno di banco Italo Calvino, Eugenio Scalfari aveva iniziato a muovere i primi passi nel giornalismo al “Mondo” di Aldo Pannuzio e l’”Europeo” di Arrigo Benedetti, con il quale fondò poi l’Espresso, del quale diventò, dal 1962, direttore oltre che manager. Quattordici anni dopo, fondò “La Repubblica”.

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