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Acqua alta: guardare avanti, oltre l’emergenza

Piazza San Marco allagata

 Danni: indennizzi tra qualche settimana.

Mose: Il 26 Novembre si riunirà il Comitatone.

Ancora una volta in mezzo all’acqua, Venezia e i veneziani cercano di tenere la testa alta e di guardare avanti. L’ondata di maltempo e di acqua alta non è ancora finita, ma si continua a lavorare per cercare di fare in qualche modo fronte ai danni.

Anche le istituzioni si muovono per costruire il “dopo”. Che non potrà limitarsi solo alla gestione della catastrofe di questi giorni. Ma, avendo lasciato passare quasi inascoltata per 53 anni la lezione del 1966, dovrà stavolta veramente far sì che, per quanto dipende dall’uomo, certe situazioni non si ripetano più.

Il sindaco Brugnaro commissario per l’emergenza

“Il sindaco @LuigiBrugnaro è stato nominato commissario per l’emergenza e con lui ho fatto un sopralluogo a #Venezia. La situazione è complessa ma lo Stato c’è e il Governo è pronto a fare tutto ciò che è necessario per proteggere questa preziosa e fragile città”. L’annuncio è stato dato, con un tweet, dal ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà. La notizia, di questa mattina, fa seguito alle parole pronunciate dal premier Conte ieri in occasione del sopralluogo a Pellestrina e del vertice in Prefettura.

Lo stato di emergenza e i primi fondi

Un altro annuncio del presidente del Consiglio che si è subito tradotto in fatti concreti è quello dell’adozione del decreto, richiesto dal presidente del Veneto, che dichiara lo stato di emergenza. Il Consiglio dei Ministri si è infatti riunito già nella serata di giovedì, adottando la decisione e stanziando i primi fondi. Si tratta di 20 milioni, da destinare agli interventi più urgenti, a sostegno della città e della popolazione, per ripristinare la funzionalità dei servizi.

Il presidente del consiglio Giuseppe Conte con il ministro Paola De Micheli e il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro

Due fasi per i risarcimenti

Conte ha specificato anche che ci saranno 2 fasi per gli indennizzi.
La prima, con soldi che il premier ha dichiarato che «arriveranno subito», riguarda i risarcimenti di entità “minore”. Si tratta dei danni fino a 5.000 euro subiti dai privati e quelli fino a 20.000 per le attività commerciali. La speranza è quella di riuscire a partire con i risarcimenti effettivi entro un paio di settimane.

Ovviamente, si aprirà poi la partita dei danni più consistenti. Una liquidazione di cui si dovranno occupare i tecnici, coordinati dal commissario per l’emergenza. Sempre ricordando che i danni, piccoli o grandi che siano, vanno documentati in modo inequivocabile. E’ del tutto prematuro arrivare a una quantificazione ma la prima stima, a spanne, parla di già un miliardo di euro di danni.

Comitatone e Mose

Per trasformare una catastrofe in un’occasione di crescita, l’onda emotiva di queste ore dovrà portare finalmente a risposte importanti per il futuro di Venezia. Qualche primo, sia pur piccolo, passo c’è già stato. Giuseppe Conte ha annunciato che finalmente tornerà a riunirsi, dopo 2 anni, il Comitatone.

La data (ancora indicativa, ma attendibile) è quella del 26 novembre. E si parlerà di tutti i problemi di Venezia. Non solo grandi navi e coordinamento tra le varie autorità competenti sulla Laguna, o le nomine delle cariche attualmente mancanti (come il presidente del Provveditorato ex Magistrato alle Acque o il terzo commissario del Consorzio Venezia Nuova). Ovviamente, uno dei principali argomenti all’ordine del giorno sarà il Mose. Per il completamento del quale il Governo ha già nominato un super commissario in Elisabetta Spitz, ex direttore dell’Agenzia del Demanio. Obiettivo, primavera 2021: la nuova data che proprio il premier ha dichiarato ieri come quella dell’entrata in attività delle paratoie mobili.

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