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AbanoZen, il benessere diventa un festival: quattro giorni per imparare a rallentare

AbanoZen, il benessere diventa un festival: quattro giorni per imparare a rallentare

Tra yoga, meditazioni e rituali, Abano Terme si trasforma in una capitale internazionale della cura di sé. E mentre il settore termale cresce, il Veneto rilancia il suo modello di salute tra tradizione e innovazione

Ad Abano Terme la cura non è una moda passeggera.
È storia, economia e persino linguaggio quotidiano.
Da sempre simbolo del termalismo italiano, la città ai piedi dei Colli Euganei torna a raccontare il suo legame profondo con il benessere attraverso AbanoZen 2026, il festival che dal 30 maggio al 2 giugno trasformerà il Parco Urbano Termale in una grande oasi dedicata all’equilibrio tra corpo e mente.
Quattro giorni di attività gratuite tra yoga, meditazione, pratiche orientali, showcooking, workshop, discipline energetiche e performance immersive, in un evento che negli anni è diventato uno degli appuntamenti più riconoscibili del panorama olistico nazionale. Non solo un festival, ma un’esperienza collettiva che intercetta un bisogno sempre più contemporaneo: fermarsi, respirare, ritrovare spazio mentale.

AbanoZen, il festival dove Oriente e terme si incontrano

L’edizione 2026 sarà la più internazionale di sempre.
Sono attesi 115 espositori provenienti da tutta Italia, quasi 80 eventi gratuiti e ospiti da 13 Paesi diversi.
Il Parco Urbano Termale verrà suddiviso in aree esperienziali pensate per accompagnare i visitatori in un viaggio tra culture e pratiche differenti: sessioni di yoga all’aperto, meditazioni guidate, rituali thailandesi, medicina tibetana, ayurveda, arti marziali, danze sacre indiane e bagni sonori.

abanozen
Nel cuore del festival ci sarà anche uno degli appuntamenti più suggestivi: il “Mandala di Luce per la Pace”, previsto sabato sera. Milleotto candele illumineranno il parco in una grande geometria sacra aperta al pubblico, trasformando la meditazione collettiva in un rito contemporaneo capace di unire spiritualità, silenzio e partecipazione.
Tra gli ospiti internazionali figurano la maestra indiana Reena Bhanot, il maestro Shajeer Kizhakekara con i percorsi di Tribalosophy e Amadio Bianchi, considerato uno dei grandi ambasciatori mondiali dello yoga.

Il boom della wellness culture passa dalle terme

Ma dietro il successo di AbanoZen c’è anche qualcosa di più profondo: il ritorno delle terme come presidio di salute integrata. Non più soltanto luoghi legati al relax o alla vacanza senior, ma spazi in cui prevenzione, riabilitazione e benessere psicofisico dialogano con nuove esigenze sociali.
Proprio in questi giorni la Conferenza Stato-Regioni ha dato il via libera al rinnovo dell’accordo nazionale per le prestazioni termali fino al 2028, confermando il ruolo strategico del comparto all’interno del Servizio sanitario nazionale.
Secondo i dati regionali, il Veneto oggi conta 80 stabilimenti termali accreditati, oltre 90mila ricette prescritte e più di un milione di prestazioni erogate ogni anno, per un valore complessivo vicino ai 25 milioni di euro. Numeri che raccontano una trasformazione precisa: le terme non sono più solo luoghi di evasione, ma sempre più strumenti di prevenzione, recupero motorio, benessere respiratorio e supporto psicologico.

La nuova idea di lusso: stare bene

Nel frattempo cambia anche il modo di viaggiare. Sempre più persone scelgono destinazioni legate al benessere, alla lentezza e alla riconnessione personale.
In questo scenario Abano Terme prova a ridefinire la propria immagine: non solo capitale europea del fango termale, ma luogo dove convivono salute, spiritualità contemporanea e qualità della vita.
Ed è forse questo il motivo per cui AbanoZen continua a crescere.

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