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A Venezia aprono al pubblico le venti sale private del Palazzo Reale

A Venezia aprono al pubblico le venti sale private del Palazzo Reale
Sale Reali, Museo Correr, Venezia

Si potranno visitare dal 15 luglio le stanze che furono abitate dalle case regnanti Bonaparte, Asburgo e Savoia

Il “dimenticato” Palazzo Reale di Venezia, il complesso più rappresentativo della storia politica e dell’arte della città durante tutto il XIX secolo, viene restituito al pubblico in tutta la sua magnificenza.
Ci sono voluti una quindicina di anni di ricerche e impegnativi lavori per riportarlo all’originario splendore. Ma ora tutti lo potranno ammirare.
Forse non tutti sanno che il Palazzo Reale a San Marco è l’edificio che oggi ospita il Museo Correr.
Dal prossimo 15 luglio, accanto all’usuale percorso di visita, apriranno al pubblico anche le venti sale private che riportano indietro nel tempo alle tante illustri persone che vi hanno abitato nel corso della storia: da Eugène de Beauharnais, figlioccio di Napoleone, all’imperatrice Sissi, Massimiliano d’Asburgo, Re Vittorio Emanuele II e la regina Margherita di Savoia.

Salone da Ballo_Museo Correr, Venezia
Salone da Ballo del Museo Correr, Venezia

Esperti restauratori e artigiani con la loro abilità sono riusciti a ricreare l’atmosfera dei fasti passati.
Gli spazi sono splendidamente decorati e arredati con mobili, tappezzerie e oggetti originali. E si affacciano sugli incantevoli Giardini Reali, tanto amati dalla principessa Sissi.
Anche questi sono stati sottoposti in tempi recenti a un restauro conservativo che ha riguardato sia la parte dedicata al giardino dove l’architetto Paolo Pejrone, ispirandosi all’originaria idea austriaca dell’atmosfera mediterranea, ha valorizzato gli spazi con glicini e piante di agrumi, sia la parte architettonica.
Oggi si sono aggiudicati il titolo di  “Giardino pubblico più bello d’Italia“.

parchi e giardini
I Giardini Reali di Venezia, a San Marco

Gli appartamenti Reali di Sissi a San Marco

La chiamavano “la principessa infelice”, anche se molti di noi la ricordano così come ci è arrivata attraverso l’interpretazione di Romy Schenider nella trilogia “Sissi” di Ernst Marischka.
Certamente l’imperatrice d’Austria Elisabetta non fu felice quando decise di trascorrere periodi, più o meno lunghi, a Venezia.
La prima volta aveva 16 anni. Era il 1856 e arrivò in laguna per soggiornarvi 38 giorni.
In città era tutto pronto per accogliere lei e l’altrettanto giovane marito, Francesco Giuseppe I d’Austria.
A Palazzo Reale, lo stesso che fu in precedenza di Napoleone e successivamente dei Savoia, erano stati fatti tutti i lavori possibili per rendere omaggio ai sovrani.
Non erano ben visti a Venezia e, arrivati a San Marco, il popolo li accolse con un silenzio imbarazzante.
Ma ufficialmente, per i giovani regnanti, il cerimoniale fu ineccepibile. Soprattutto, fu personalizzato il Palazzo Reale, l’attuale Museo Correr, che a Sissi ha dedicato un itinerario particolare.

Sala delle Udienze
Il ritratto dell’imperatrice Sissi realizzato da Franz Schrotzberg. Sala delle Udienze, Museo Correr, Venezia

Le stanze dell’Imperatrice d’Austria Elisabetta

La sua camera con ricca tappezzeria neo barocca blu e oro, il suo boudoir, la piccola stanza da toilette in finissimo marmorino grigio-azzurro con micro cristalli brillanti realizzato esclusivamente per lei, con stucchi sul soffitto intrecciati a mughetti in metallo e aquile con gli stemmi dei regni di Austria e Baviera.
La Sala delle Udienze in cui si trovava il suo ritratto realizzato da Franz Schrotzberg, la stanza da toilette personalizzata con una decorazione raffigurante  la Dea protettrice delle Arti che nei tratti molto ricorda l’ “imperatrice vanitosa”, che lì trascorreva tre ore ogni giorno a spazzolare i suoi lunghissimi capelli.

D’altra parte Sissi era considerata una delle donne più belle dell’epoca.
Ma non era, o non era più, la giovane spontanea, anticonvenzionale e allegra principessa acclamata dalle folle che abbiamo visto nei film.
La sovrana d’Austria si era chiusa nel suo dolore e nello studiolo del Palazzo Reale veneziano scriveva poesie tristi o passeggiava in solitudine tra le aiuole dei Giardini Reali con lo sguardo rivolto verso il Bacino di San Marco.
Il marito talvolta la raggiungeva e insieme consumavano i loro pranzi non ufficiali nella Sala Ovale, tra pareti decorate in stile pompeiano con uccelli, divinità, fiori e motivi geometrici.

Palazzo reale_Museo Correr, stanza della toilette con decorazione che raffigura la Dea protettrice delle Arti
Palazzo Reale Museo Correr, stanza della toilette con decorazione che raffigura la Dea protettrice delle Arti

Più austera era la Sala delle Udienze, dove l’imperatrice Sissi iniziò a ricevere le persone che volevano esprimerle il loro malcontento.
Il pavimento era in legno e la tappezzeria, come ancor oggi si può vedere, era rosso crema. Dieci poltrone settecentesche, una specchiera e un lampadario di Murano confermavano la preziosità della stanza.
Tra l’appartamento dell’imperatrice Sissi e quello dell’imperatore Francesco Giuseppe c’era un passaggio privato, l’anticamera degli appartamenti, che offre una straordinaria vista su San Marco e San Giorgio.

Sissi a Venezia

L’imperatrice Sissi non restò a Venezia solo quei 38 giorni del 1856, quando visitò scuole, orfanotrofi e istituzioni benefiche, partecipò a numerose feste nei palazzi, ad alcuni spettacoli al Teatro La Fenice e alla Regata Storica da Palazzo Balbi.
Nonostante la non affettuosa accoglienza da parte del popolo veneziano, scelse di ritornare, rimanendoci a vivere per sette mesi, nell’ottobre del 1861.
Aveva da poco perso la piccola figlia Sofia e Venezia rappresentò per la sovrana un rifugio. Vi arrivò con l’altra figlia Gisella e l’unico figlio maschio, Rodolfo.
Rientrata in Austria, l’imperatrice Sissi ritornò ancora in laguna solo nel 1895, ancor più triste e chiusa in se stessa dell’ultima volta.

Dettaglio Sale Reali, Museo Correr, Venezia
Dettaglio Sale Reali, Museo Correr, Venezia

Sei anni prima il figlio Rodolfo si era suicidato e Sissi, fuggita dalla corte viennese, aveva iniziato a rifugiarsi ovunque le sembrasse di trovare un po’ di pace.
A Venezia, che nel frattempo era caduta (1866) sotto il dominio dei Savoia, era giunta in incognito per visitare la Biennale d’Arte.
Nello stesso periodo erano in città però anche il re Umberto I e la regina Margherita di Savoia.
L’imperatrice fu così costretta a rendere pubblica la sua visita
e a rendere omaggio ai due sovrani, i nuovi inquilini di quel Palazzo Reale che era stato il suo e che oggi, museo, ricorda, nell’itinerario a lei dedicato, la sua storia.

 

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