Dopo il vertice dei leader di maggioranza a Palazzo Chigi, si punta al via libera in Consiglio dei ministri entro metà della prossima settimana
Il momento in cui sarà svelata la Manovra 2027, con le misure particolarmente attese da famiglie e imprese nell’attuale fase di grande difficoltà, si avvicina.
Non sono ancora state indicate date precise, anche perché si attendono risposte dall’Unione Europea sulle richieste di maggior flessibilità nell’utilizzo delle risorse derivanti dallo scostamento di bilancio appena approvato. E c’è ancora qualche approfondimento tecnico da perfezionare.
Ma, dopo il vertice tra i leader della maggioranza di giovedì 22 a Palazzo Chigi, il secondo in una settimana, l’obiettivo realistico è quello di riuscire a portare per l’approvazione il testo definitivo della Legge di Bilancio in Consiglio dei ministri tra martedì 27 e mercoledì 28 ottobre.
Le priorità del Governo verso la Manovra
Si è giunti, insomma, alla fase degli ultimi ritocchi. E, come ha sottolineato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, “in questa fase si diffonde una sorta di aspettativa generalizzata, come se con il bilancio dello Stato si potessero affrontare, se non risolvere in una volta sola tutte le questioni che riguardano il Paese”.
“Ma sappiamo che non è così”, chiude il cerchio Giorgetti, auspicando “uno sforzo congiunto delle istituzioni, delle imprese e delle parti sociali”. Il Governo, da parte sua, è allora chiamato a fissare delle priorità economiche e sociali nelle quali concentrare le non certo ricche risorse.
“Fari” della Manovra che sarebbero stati individuati in giovani e famiglie, ceto medio e anziani, puntando nel contempo a potenziare il sistema sanitario (con nuovi finanziamenti e anche l’ipotesi di un cashback) e a contenere i costi dell’energia, tanto per i privati quanto per le imprese.

Le possibili misure per i giovani
Uno dei temi principali al centro dell’ultima riunione, secondo quanto emerso, sono stati proprio i giovani e le loro prospettive. È stato il vicepremier, Antonio Tajani, a confermare che il Governo sta lavorando per dare loro “segnali importanti” con “provvedimenti concreti”. Tra questi, il ministro ha ammesso che, tra le misure a favore delle nuove generazioni, è per esempio all’esame una “No Tax Area” dedicata.
In tal senso, una delle più concrete proposte sul tavolo è l’introduzione di una flat tax al 5% sugli stipendi degli Under 35, per incentivare gli aumenti salariali. Per raggiungere l’obiettivo di aiutare i giovani, nel pacchetto di misure ventilato da Tajani rientrerebbe anche “una serie di provvedimenti che possano agevolarne l’ingresso del mondo del lavoro”, consentendo di lavorare in particolare ai “giovani che vogliono formare una famiglia”.
Taglio dell’Irpef: un intervento in due fasi?
Tra le principali misure per ceto medio e famiglie, il nodo più importante resta quello del taglio dell’Irpef. Al riguardo, mentre continua il confronto, le ultime ipotesi circolate sono quelle di un’estensione dell’aliquota al 33% da applicare gradualmente. La soglia di applicabilità potrebbe cioè essere alzata a 55 mila euro nel 2027 e a 60 mila nel 2028, consentendo così di contenere un impatto sui conti pubblici stimato in circa 3,5 miliardi di euro.
A confermare il fatto che il Governo abbia iniziato a ragionare in questo senso è stato lo stesso Tajani. I margini finanziari per la misura, che potrebbe interessare circa 3 milioni di contribuenti, sono però ridotti. E i tecnici della Ragioneria dello Stato avrebbero avanzato dei dubbi sulla sua fattibilità. Sempre riguardo all’Irpef, intanto, nel question time alla Camera il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha confermato l’intenzione di mantenere l’esenzione per il settore.
Il nodo-risorse
L’altro vicepremier, Matteo Salvini, continua invece a spingere sulla modifica delle norme sulla pensione anticipata.
Su questo, come sugli altri temi, il vero nodo che dovrà trovare una risposta per la Legge di bilancio resta però quello delle risorse. Il Governo, cioè, deve trovare la quadratura del cerchio attraverso soluzioni condivise che sostengano la crescita economica, ma sempre rispettando la stabilità finanziaria del Paese.
In tal senso, anche all’interno del Governo è tutt’altro che risolta la questione del contributo economico da 5 miliardi che potrebbe essere chiesto a banche e assicurazioni. L’Associazione bancaria italiana ha espresso perplessità al riguardo, visto l’accordo triennale siglato lo scorso anno col Governo. E Palazzo Chigi punta alla strada del dialogo. Il vicepremier Tajani, escludendo un nuovo coinvolgimento del comparto petrolifero, ha però sottolineato la necessità di estendere a tutto il settore finanziario la platea dei soggetti che contribuiranno alla Manovra.
Alberto Minazzi








