Dal 1 al 30 settembre alla Fondazione Cini nell’isola di San Giorgio, oltre 700 opere realizzate da centinaia di artisti raccontano la maestria artigiana contemporanea nella trasformazione creativa dei materiali
Il titolo è Homo Faber 2026: An Island of Light.
Un’edizione quella di quest’anno, che prende il via il 1 settembre nelle sale e giardini della Fondazione Giogio Cini, nella veneziana isola di San Giorgio Maggiore.
Protagonisti assoluti degli spazi espositivi, insieme a materiali, talento e creatività, sono gli artigiani che, con le loro opere, tra fotografie, video, poesia e musica metteranno in risalto le loro capacità svelando chi sono.
Le opere in mostra e le installazioni saranno presentate dagli Young Ambassadors, 90 talentuosi studenti di design e arti applicate provenienti da tutto il mondo selezionati da Homo Faber per animare l’evento.
Cosa si vedrà a Homo Faber 2026
Come spiega la direttrice artistica dell’evento Es Devlin, pluripremiata artista britannica celebre per le sue monumentali installazioni e sculture cinetiche che hanno arricchito musei, gallerie, teatri e stadi olimpici in tutto il mondo, il percorso espositivo si sviluppa attraverso una quindicina di installazioni in suggestivi giochi di luce, acqua, riflessi, movimento e suoni e si possono ammirare oltre 700 opere.

La ricostruzione di un laboratorio artigianale “An Atelier Alive” in tre delle principali sale della Fondazione, permette di mostrare da vicino gli strumenti operativi degli artigiani. Qui maestri della ceramica, del vetro, del metallo, del tessile e molte altre discipline condividono con i visitatori il loro sapere, le loro tecniche e i loro processi creativi. I materiali naturali sono la fonte di ispirazione dei capolavori realizzati alla presenza del pubblico da artisti del legno e intrecciatori in “A Rooted Ascent”, mentre le tecniche tradizionali giapponesi del kintsugi e dell’hanco sono reinterpretate da maestri artigiani europei in due laboratori partecipativi con prenotazione obbligatoria su homofaber.com
Alto artigianato in laguna
Homo Faber 2026, giunta alla quarta edizione, curata dalla Michelangelo Foundation for Creativity and Craftsmanship in partnership con Fondazione Giorgio Cini e Fondazione Cologni dei Mestrieri d’Arte è dunque uno spazio dove esplorare i mestieri d’arte, apprenderne il linguaggio e lasciarsi ispirare dalla creatività del fare.
Tutti gli artisti presenti concorrono a uno dei tre premi assegnati rispettivamente dal pubblico, dalla stampa accreditata e dagli Young Ambassador.

Si può votare scaricando l’app Homo Faber e scansionando il QR code esposto accanto a ciascun oggetto in esposizione.
Le votazioni sono aperte fino alla fine di settembre e i vincitori annunciati nel corso della giornata conclusiva dell’evento. A ciascun vincitore sarà assegnato come sostegno per il proprio lavoro, un premio in denaro di 10 mila euro.
Un’esperienza a 360 gradi
Non solo spazi espositivi. La quarta edizione di Homo Faber comprende un ricco programma di dimostrazioni dal vivo, laboratori partecipativi ed esperienze gastronomiche uniche offrendo diverse occasioni per immergersi ancora di più nel mondo dell’artigianato e di organizzare la giornata in base ai propri interessi.

Ritorna anche Homo Faber in città. Per tutto il mese di settembre le 130 botteghe artigiane veneziane che si trovano sulla Homo Faber Guide, apriranno le porte ai visitatori mentre prenderà il via un programma di mostre su Venezia e il suo ricco patrimonio artigianale in alcuni luoghi della città. Tra questi Casa San Lorenzo, sede culturale permanete del cantiere nautico italiano dove vi sarà “Ca’ Riflesso” di Artemest, esposizione dedicata ai maestri artigiani italiani e “Fiat Lux” di De Mains De Maitres Luxembourg che presenta artisti dell’artigianato d’autore del Granducato. Oltre all’iconica scala in vetro di Casa San Lorenzo c’è l’installazione “The Integrity of Materials” dedicata a quattro oggetti contemporanei realizzati da affermati maestri veneziani.



