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Musica in quota con “I suoni delle Dolomiti”

Musica in quota con “I suoni delle Dolomiti”
©Trentino Marketing_Passo Rolle-MonteCastellazzo-L' alba delle Dolomiti-Cello Raduno_Daniele Lira

Torna dal 24 agosto il festival che porta artisti internazionali e pubblico tra vette, prati e rifugi del Trentino

Un’esperienza unica, dove il silenzio diventa ascolto, il cammino condivisione.
La definizione che gli organizzatori danno de “I suoni delle Dolomiti” riassume perfettamente la particolarità del festival di musica in quota sulle montagne Patrimonio mondiale dell’umanità Unesco.
Perché la storica rassegna, che torna dal 24 agosto al 3 ottobre 2026 con la direzione artistica di Mario Brunello, porta gli artisti internazionali e il loro pubblico tra le vette, i prati e i rifugi alpini promuovendo un turismo all’insegna della sostenibilità, della consapevolezza e della tutela ambientale.

I suoni delle Dolomiti 2026 e la sua attenzione all’accessibilità

Il calendario della manifestazione, che prevede per la sua 31^ edizione un intero mese di concerti gratuiti (tranne il Trekking dei Suoni dal 7 al 9 settembre sulle Pale di San Martino) in 17 location nelle Dolomiti trentine, propone 18 appuntamenti, 4 dei quali accessibili anche a persone con disabilità, a conferma dell’attenzione per le tematiche dell’accessibilità e dell’inclusione.
Tutti i luoghi convolti, non a caso, sono raggiungibili a piedi con percorsi di varia intensità. E, oltre all’adesione alla European Festivals Association, dall’anno scorso il festival, proposta unica nel panorama europeo e internazionale, ha implementato un sistema di gestione conforme alla certificazione ISO 20121:2024 per eventi sostenibili.
Nato nel 1995 partendo dall’idea del giornalista e dirigente culturale Paolo Manfrini, il festival ha fin dall’inizio scelto di rinunciare a palchi, amplificazioni e grandi platee, riuscendo a intrecciare arte, ambiente e cammino e trasformando la fruizione musicale in un’esperienza autentica, immersa nella natura e aperta all’incontro tra artisti e pubblico, coinvolgendo attivamente gli spettatori nelle attività culturali, sociali e turistiche.

©Trentino Marketing_Camilla Pizzini_I Suoni delle Dolomiti_Paolo Fresu-Orchestra Haydn-Alessandro Bonato

Ogni evento del festival dà vita a un’esperienza immersiva e collettiva, in cui la musica si fonde con il paesaggio e il silenzio diventa uno spazio di ascolto, stimolando la riflessione sul rispetto per l’ambiente e sull’importanza di un futuro sostenibile e accessibile favorendo un turismo consapevole.

Il programma del festival 2026: da agosto a metà settembre

Anche quest’anno, I suoni delle Dolomiti propongono una serie di performance di artisti di fama internazionale che attraversano generi e tradizioni.
L’apertura è fissata alle 12 del 24 agosto in Val Nana, presso malga Tassulla, con “Archi, Corde, In-canto”, progetto speciale con protagonisti I Violoncellisti della Scala e il Coro Sosat.
Si passerà quindi, alle 12 del 28 agosto al rifugio Tosa Pedrotti, con l’esibizione del violinista Ilya Gringolts.
Il mese di settembre inizia, il 2 alle ore 6, con uno degli appuntamenti più suggestivi: L’Alba delle Dolomiti, con il concerto delle Belles of the Rockies al Sass Pordoi. E si prosegue, alle 12 del 4, con il concerto del Quinn Christopherson Trio a malga Canvere.
Dal 7 al 9 settembre, quindi, sarà la volta del Trekking dei Suoni, che unisce cammino e musica in alta quota, fino al concerto di Mario Brunello e Gilles Apap alle 12 del 9 in località Prati Col a San Martino di Castrozza.

©Trentino Marketing_Pale di SanMartino-RifugioRosetta-CeciliaChailly_RaoulJacometti

Ancora, il 10 (alle 12), in località Tresca in Val di Fiemme, sarà la volta dei Baba Yaga; il 12 (alle 12) al piano del Lago asciutto suonerà l’Ilumina Ensemble; il 15 (alle 12), presso malga Brenta Bassa a Sant’Antonio di Mavignola, toccherà al progetto “Beyond”, dedicato al Seicento italiano, con il controtenore Jakub Józef Orliński e l’ensemble Il Pomo d’Oro, fruibile anche da persone con disabilità motoria e uditiva.

La seconda parte di “I suoni delle Dolomiti”

A settembre sono quindi previste le esibizioni del MediBa 4tet (il 17, alle 12, ai laghi di Bombasel in Val di Fiemme), della trombettista Lucienne Renaudin Vary e del fisarmonicista Félicien Brut (il 19, alle 12, in località Giasenei, a Sagron Mis), del Voces8 Scholars Ensemble (che presenterà “All Seems Beautiful alle 12 del 20 a Pradalago) e del trio Doctor 3 (Danilo Rea, Enzo Pietropaoli e Fabrizio Sferra), con “Lontano Lontano” (alle 12 del 21 a Villa Welsperg, all’imbocco della Val Canali), progetto pensato per essere fruito anche da persone con disabilità motoria e uditiva.
Ancora, il 26, alle 12, in località Tresca sarà protagonista l’Alash Ensemble e il 27 (alle 12) si esibirà al passo delle Selle la cantautrice Anna Castiglia, mentre dal 29 settembre al 1° ottobre, in Val di Fassa, si terrà il progetto “Musica verticale”, novità dell’edizione 2026 che mette in dialogo due mondi apparentemente lontani: musica e arrampicata.
Il 29, alle 20.45, al Teatro Navalge di Moena, si esibiranno Alexander Huber, Chiara Schmidt, Giuseppe Cederna e l’Ensemble Cortlys in un concerto pensato per essere fruito anche da persone con disabilità motoria e uditiva.
Il progetto si sposta all’aperto alle 14 dell’1 ottobre, in località Gardeccia, nel Catinaccio, mentre, a chiudere il festival sarà, il 3 ottobre alle 12, a Pian de Jiadoes, in Val di Fassa, il cantautore Daniele Silvestri.

Alberto Minazzi

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