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Nuovo Codice della strada, si cambia: patente a 17 anni, sorpasso a destra e nuove multe

Nuovo Codice della strada, si cambia: patente a 17 anni, sorpasso a destra e nuove multe

Più proporzionalità nelle sanzioni, stretta sulle auto senza assicurazione, casco e targa per le bici elettriche e nuove regole per moto e autostrade

La sicurezza della circolazione come priorità, ma al tempo stesso norme che siano il più vicino possibile alle esigenze degli automobilisti. Sono queste le linee principali su cui si basa l’idea del nuovo Codice della strada elaborata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Dalla patente ai diciassettenni (sulla base del principio della “guida accompagnata” da un patentato di almeno 24 anni) a una maggiore proporzionalità delle multe, dalla possibilità di superare a destra in autostrada all’obbligo di casco e targa per le bici elettriche, il pacchetto di novità si presenta estremamente corposo e variegato.
L’obiettivo è quello di arrivare a trasmettere al Parlamento, entro metà ottobre 2026, un testo quanto più condiviso con operatori e associazioni di settore. Per questo, il Mit ha inviato i materiali di lavoro a un centinaio di questi stakeholder, dando loro tempo fino al 13 settembre per presentare osservazioni e un massimo di 5 proposte di modifica mirate.

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Le principali proposte del nuovo Codice della strada

Nell’annunciare l’apertura della fase di completamento del processo di consultazione, il Mit ha evidenziato in un comunicato ufficiale le principali direttrici del nuovo Codice della Strada. E cioè più tutele per gli utenti vulnerabili, stretta sui veicoli senza assicurazione, multe non vessatorie, obbligo di contrassegno per i cicli a propulsione, più tutele per i motociclisti, maggiori garanzie per i cittadini e più risorse per la sicurezza delle strade, recupero delle sanzioni non pagate dagli stranieri e contrasto ai veicoli abbandonati.
Tra le nuove tutele per motociclisti e nuove forme di mobilità rientra lo studio dell’introduzione della circolazione per file parallele su autostrade e superstrade a 3 corsie, che comporterebbe l’apertura ai sorpassi a destra. Quanto ai motociclisti, insieme a maggiori protezioni in autostrada, si sta lavorando per concedere loro l’utilizzo della corsia di emergenza in caso di incidenti o forti rallentamenti.
Per i disabili, si intende introdurre l’obbligo per i Comuni di aderire alla piattaforma Cude (Contrassegno europeo di parcheggio per le persone con disabilità) per l’identificazione digitale delle targhe, escludendo, in caso di violazioni, i dispositivi per l’accertamento a distanza usati per sosta riservata e Ztl. Linea dura, poi, contro chi circola senza assicurazione, con controlli rafforzati, l’introduzione del divieto di marcia digitale, cioè il blocco basato sull’incrocio delle banche dati della Motorizzazione, e la possibilità di sequestro immediato in caso di mancata regolarizzazione.

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Il nuovo sistema sanzionatorio

Il nuovo Codice della strada rivoluzionerebbe anche il sistema delle sanzioni, con lo stop alle multe vessatorie e l’introduzione del principio secondo cui “chi crea più rischio, paga di più”. I pilastri in tal senso sono la previsione di multe più semplici e proporzionate alla gravità effettiva delle violazioni (multa base più 5 o 10 euro a km/h in più in base a dove è avvenuta la violazione), sanzioni più severe per i veicoli non assicurati, riduzione degli incrementi in caso di pagamento difforme e recupero delle sanzioni non pagate dagli stranieri nei 5 anni successivi alla violazione.
Riguardo a questo ultimo punto, sarebbe in particolare prevista la possibilità di riscossione coattiva nei confronti di qualsiasi conducente si trovi a circolare in Italia sul veicolo con cui è stata commessa l’infrazione. Le garanzie per i cittadini potranno inoltre aumentare grazie a un potenziamento del ricorso al prefetto, una disciplina più semplice dell’autotutela per chiedere l’annullamento dei verbali errati, con maggiore proporzionalità nei casi di piccoli errori nel pagamento, e la riduzione da 90 a 30 giorni del termine per la notifica dei verbali relativi agli accertamenti da remoto.
Il Mit propone quindi, oltre alla riduzione da 82 fasce di sanzione a 21 scaglioni, uno stop all’aumento automatico delle multe legato all’inflazione e la previsione che una quota maggiore delle risorse derivanti dalle multe vadano destinate direttamente alla sicurezza delle strade. La proposta allo studio prevede in particolare la destinazione del 70% dei proventi all’ente proprietario della strada, da reinvestire in interventi per la sicurezza, e il 30% all’ente accertatore per le attività di controllo e notifica. Al lavoro, infine, misure per il contrasto al degrado e ai veicoli abbandonati.

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Le altre novità emerse

Quello inviato agli operatori del settore non è ancora il testo unico definitivo, per il quale la palla tornerà al Mit dal 15 settembre. E, oltretutto, i dettagli tecnici ed esecutivi saranno definiti attraverso successivi regolamenti attuativi. Ma, anche al di là dei comunicati ufficiali del Ministero, sono intanto già emersi ulteriori dettagli sulle misure inserite nel documento di lavoro. Il nuovo Codice, per esempio, punta a uno snellimento di quello attuale, riducendo a 8 i Titoli principali, nei cui 291 articoli verranno fissati i princìpi fondamentali della sicurezza stradale e della circolazione.
Tra le proposte, la completa digitalizzazione dei verbali di contravvenzione e dei documenti di guida, facendo cadere l’obbligo di avere con sé fisicamente patente e libretto cartacei. Uno dei 49 capitoli sarà poi dedicato ai 7 reati della circolazione stradale: “gare clandestine”, “esercizio abusivo dell’attività di guardiamacchine o parcheggiatore”, “alterazione o manomissione delle targhe”, “guida senza patente”, “guida in stato di ebbrezza o dopo aver assunto stupefacenti”, “fuga e omissione di soccorso a seguito di sinistro”, “fuga a seguito di alt o forzatura del posto di blocco”.
È infine allo studio l’introduzione di una gerarchia della strumentazione per il controllo stradale, distinguendo tra dispositivi “omologati”, “approvati” e “di videosorveglianza”, e quella della figura degli “ausiliari di Polizia stradale” che, una volta abilitati, potranno regolare gli incroci in assenza dei semafori o in situazione di congestione stradale, rilevare gli incidenti sulle strade extraurbane secondarie e urbane in caso di danni solo a cose, effettuare scorte tecniche ai veicoli eccezionali, svolgere servizi di regolazione del traffico nelle competizioni ciclistiche o podistiche.

Alberto Minazzi

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