Dal nuovo rapporto Censis emerge che gli over 65 sono già un quarto della popolazione e ne rappresenteranno oltre un terzo entro il 2050. Più del 36% degli anziani “autosufficienti” dichiara di aver bisogno di supporto anche per attività quotidiane
Fare la spesa, andare in farmacia, raggiungere lo studio medico o semplicemente uscire per una passeggiata.
Gesti che definiscono la quotidianità, ma che per una parte sempre più ampia di anziani in Italia non sono più scontati.
Dietro l’immagine di un Paese tra i più longevi d’Europa, il nuovo rapporto Censis racconta un’altra realtà: oltre un anziano su tre ha bisogno di aiuto per affrontare le attività di tutti i giorni, pur risultando formalmente autosufficiente.
E la paura di perdere l’autonomia supera perfino quella della morte.
La percentuale (36%) di coloro che dichiarano le proprie difficoltà ad affrontare la vita quotidiana è raddoppiata nel corso degli ultimi 20 anni,
Il Rapporto “Invecchiare nell’Italia della longevità. Come costruire un Paese a misura di anziani”, realizzato dal Censis rileva che le persone in Italia con almeno 65 anni costituiscono il 25,1% della popolazione, dato che rende l’Italia il Paese più longevo dell’Unione Europea.
La triste consapevolezza di essere fragili
Tra gli over 65, il 31,7% chiede aiuto di tanto in tanto, il 4,9% spesso perchè sperimenta parecchie difficoltà , l’1,4% è totalmente autosufficiente.
Quello che emerge dal Rapporto è una nuova consapevolezza della fragilità legata all’età che avanza.
Ben l’89,6% dei longevi afferma che, per quanto ci si possa prendere cura di sé, il declino fisico non può essere fermato e il 79,3% si è rassegnato al fatto che certi cambiamenti legati al tempo che trascorre sono irreversibili.
Per il 79,8% accettare la vecchiaia come condizione permanente aiuta a dare più valore al presente.
Crollo della natalità, meno giovani e sempre più anziani
Il quadro sulla popolazione è presto fatto.
Il Censis rivela che nel periodo 1951-2025 i minori fino a 17 anni sono diminuiti del 38,8% e i giovani tra 18 e 34 anni del 18,9%.
Sono per contro aumentate del 53,7%le persone in fascia 35-64 e quelle con almeno 65 anni hanno avuto un vero e proprio exploit pari al 248,6%.
Le proiezioni demografiche al 2050 indicano che gli anziani saranno oltre 18,9 milioni, il 34,6% del totale, ovvero più di un italiano su tre.
Secondo gli attuali over 65 si diventa anziani in media a 76,7 anni e i segnali dell’età, al di là di quella anagrafica, arriva per il 69,4% dei longevi se si perde l’autosufficienza; per il 24,9% in caso di morte di amici o coetanei; per il 22,3% in caso di morte del coniuge; per l’8% al momento del pensionamento e per il 4,2% quando si diventa nonni.
La paura di dipendere dagli altri, tra famiglia fulcro dell’assistenza e solitudine
Altri dati del rapporto Censis suggeriscono che per l’82,8% degli anziani, la paura maggiore è di dover dipendere dagli altri in futuro mentre il 33,5% teme la morte.
Solo il 16,5% degli intervistati vorrebbe vivere fino a 120 anni.
Il fulcro per le cure degli anziani rimane la famiglia.
Nel momento del bisogno il 52,7% si rivolge ai figli; il 49,6% a coniugi e conviventi; il 16% su altri parenti; il 10,4% su amici e conoscenti; il 7% su badanti e l’1,9% su infermieri o assistenti domiciliari delle strutture pubbliche. Il 7,8% non ha persone su cui possa contare.
Proprio sul fronte solitudine, si sente in questa situazione il 62,3% degli anziani.



