Mentre a livello nazionale con il Nuovo Piano Casa si intende contrastare l’emergenza abitativa realizzando oltre 100 mila alloggi in dieci anni, Regioni e Comuni sono al lavoro. A Venezia approvata una variante che trasformerà il cuore di Mestre
Case, verde pubblico, piste ciclabili, percorsi pedonali, parcheggi, piazze e servizi di quartiere attraverso la riqualificazione degli edifici esistenti. Sono i cardini sui quali, a livello nazionale e regionale, si sta costruendo il futuro delle città.
Sempre meno parla di espansione dei centri urbani: la parola d’ordine è diventata rigenerazione.
Che significa la priorità di recuperare aree già urbanizzate, edifici abbandonati e complessi sottoutilizzati.
Si recuperano le plastiche, si recuperano gli abiti, si recuperano i materiali. E ora si recuperano anche gli immobili degradati.
Non esiste ancora una legge organica sulla rigenerazione urbana in Italia, ma esiste già un fatto culturale: l’idea che non si debba più costruire il nuovo, bensì trasformare ciò che esiste.
Le città del futuro
È un cambio di visione che attraversa ambiente, economia e città e che sta lentamente ridefinendo il modo stesso di pensare lo sviluppo urbano. Succede un po’ in tutta Italia.
Le città stanno iniziando a sperimentare sul campo ciò che non è ancora normato in modo sistematico. A fronte di dismissioni industriali, patrimonio edilizio datato, crescente domanda abitativa e necessità di riqualificazione, qualcuna anticipa.
Mestre, nel comune di Venezia, ne è un esempio.
In quest’ottica di trasformazione delle città il sindaco di Venezia Simone Venturini e l’assessore all’Urbanistica Paolo Romor, hanno presentato il piano di riqualificazione edilizia e sociale, approvato con la variante n.122 al Piano degli Interventi (riguarda l’area di Piazza XXVII Ottobre – occupata dai magazzini Campana e l’ex torre Telecom alla Cipressina) destinato a trasformare il cuore della città.

Parole d’ordine residenza e qualità
Non è un percorso improvvisato. Negli ultimi mesi l’amministrazione veneziana ha già impostato una traiettoria che passa dal Piano Casa alla futura definizione del Documento del Sindaco, atteso dopo l’estate, che dovrebbe delineare la strategia urbanistica complessiva del mandato.
La presentazione di questi giorni si inserisce quindi dentro una sequenza più ampia: prima l’emergenza abitativa, poi la risposta sul patrimonio edilizio esistente, ora una visione più strutturata di rigenerazione urbana.
In Italia la rigenerazione urbana è ancora affidata a strumenti frammentati quali varianti urbanistiche, programmi complessi, accordi pubblico-privato. Ecco che il caso Mestre diventa interessante anche a livello nazionale.
Non si tratta soltanto di riqualificare edifici o ridisegnare quartieri. La rigenerazione urbana, nella sua accezione più avanzata, è ormai un processo integrato: abitare, mobilità, spazi pubblici, servizi, sostenibilità energetica e coesione sociale. Una trasformazione che non riguarda solo le città, ma il modello stesso di sviluppo.
Cresce l’offerta abitativa a Mestre
Il primo intervento interessa un’area di 1.745 metri quadrati in Piazza XXVII Ottobre, occupata dal attualmente dai Magazzini Campana, in posizione cerniera con via Paolo Sarpi. Qui è prevista la rigenerazione complessiva con la demolizione delle strutture prive di valore architettonico, il recupero degli edifici di interesse storico e la realizzazione di un nuovo complesso a prevalente destinazione residenziale. Saranno mantenute le attività commerciali esistenti inserendo nuovi servizi, tra i quali un Bici Park.

La riqualificazione comprende anche il rifacimento di via Paolo Sarpi, il recupero dell’antico arco e la valorizzazione dell’area come percorso a prevalente fruizione pedonale; l’ammodernamento dei sottoservizi, dell’illuminazione e dell’arredo urbano; il potenziamento della rete di smaltimento delle acque meteoriche e la sistemazione dell’area verde di Piazza XXVII Ottobre con interventi per migliorare accessibilità, percorsi pedonali e qualità complessiva dello spazio pubblico.
Altre case negli spazi ex Telecom alla Cipressina
Il secondo intervento riguarda la Cipressina, nello specifico l’ex compendio Telecom di via San Damiano che si trova da tempo in stato di abbandono. Al posto di questa struttura troveranno posto tre moderni edifici di cinque piani dotati di appartamenti a uso residenziale e di un parcheggio privato interrato da 120 posti auto.

La torre esistente a sud, alta 52 metri, sarà interamente ristrutturata per ospitare uffici nei primi livelli e alloggi ai piani superiori. Un’ampia area verde attrezzata sorgerà in continuità con via Olivolo, ci saranno un nuovo parcheggio e l’apertura di una pista ciclo pedonale di collegamento di via San Damiano con il sottopasso per il centro di Mestre.
“La rigenerazione urbana deve diventare uno strumento per trattenere residenti, attrarre nuove famiglie e trasformare un problema in un ‘opportunità di crescita – sottolinea il sindaco di Venezia Simone Venturini -. Siamo pronti a discutere ogni progetto, purchè sia di alto profilo. Casi concreti come l’ex edificio Telecom e il recupero storico di via Sarpi e Piazza Barche dimostrano la nostra visione: più immobili ad alta classe energetica, meno cubature complessive rispetto al passato, più verde pubblico, servizi e spazi a favore della città. Per garantire che il patrimonio sia mantenuto a regola d’arte affiancheremo anche la tutela del decoro urbano avviando controlli e prevedendo diffide ed eventuali sanzioni per chi lascia gli immobili in stato di abbandono”.

Il Piano Casa del Comune di Venezia
Il Piano casa del Comune di Venezia guarda al rafforzamento dell’edilizia residenziale pubblica e sociale per aumentare l’offerta di alloggi accessibili e recuperare il patrimonio esistente e alla rigenerazione urbana con un investimento complessivo 2024-2026 per circa 27,7 milioni di euro. In particolare punta al recupero degli alloggi sfitti, al social housing e alla manutenzione delle pari comuni degli edifici.
Il Nuovo Piano Urbanistico comprende invece misure per favorire nuove residenze, regolamentare gli affitti turistici in alcune aree e incentivare il recupero di immobili esistenti. Negli ultimi mesi si è intervenuti in via Postumia alla Gazzera a Mestre, riqualificando un edificio con 12 alloggi e in via Case Nuove a Marghera su un complesso di 72 alloggi con la realizzazione di nuove aree verdi, percorsi ciclopedonali, spazi di socialità e riorganizzazione della viabilità interna.
Silvia Bolognini



