Ambiente +

Il caldo non molla. E il clima, secondo gli scienziati, potrebbe aver cambiato marcia

Il caldo non molla. E il clima, secondo gli scienziati, potrebbe aver cambiato marcia

Temperature estreme, notti tropicali e un’Italia già nella morsa del caldo prima ancora dell’estate piena. Il weekend si annuncia rovente

L’Italia è già nella morsa del caldo con temperature estreme e notti tropicali, mentre il weekend si annuncia rovente su tutta la Penisola.
Mentre si affronta l’ennesima ondata di calore, uno studio riaccende il dibattito: il riscaldamento globale potrebbe non solo continuare, ma aver accelerato proprio nell’ultimo decennio.

L’Italia nella fornace: una lunga estate

Siamo a giugno, eppure lo scenario somiglia già a pieno agosto. Dopo la fase dominata dall’anticiclone Cerbero, nei prossimi giorni l’alta pressione di origine africana — ribattezzata Caronte — si prepara a rafforzarsi ulteriormente, imponendo la sua presenza su buona parte dell’Europa meridionale e centrale.
Secondo i meteorologi de iLMeteo.it rappresenta uno degli episodi più estremi mai osservati in questo periodo dell’anno per durata e diffusione.
“Stiamo vivendo un mese di giugno che probabilmente batterà persino il tristemente noto giugno 2003 – ricorda Lorenzo Tedici – All’epoca registrammo in Italia due fiammate distinte, una all’inizio e una alla fine del mese, durate 6-7 giorni ciascuna. Questa volta, invece, l’ondata, iniziata il 17 giugno, si protrarrà come un unico, ininterrotto blocco rovente per oltre due settimane. A livello di stress fisiologico per il corpo umano, una fase opprimente così prolungata risulterà di gran lunga peggiore di due fasi più brevi”.
Nel corso della settimana si andrà via via a salire.
“Verranno frantumati numerosi record storici mensili – annuncia Tedici -. Milano, ad esempio, dovrebbe superare il suo precedente primato assoluto di 37°C spingendosi almeno a 38°C. Ancora più estrema la previsione per Firenze, che entro lunedì 29 giugno potrebbe raggiungere la soglia dei 41°C”.
E mentre il termometro continua a collezionare record, tra città che non si raffreddano e notti sempre più tropicali, la domanda di fondo è: si tratta solo meteo o c’è qualcosa di più profondo in atto?

caldo
@iLMeteo.it

Il clima potrebbe aver cambiato ritmo dal 2013-2014

In questo contesto, uno studio condotto dall’Università dell’Aquila e del CNR, con l’CNR-Istituto sull’Inquinamento Atmosferico, evidenzia che, tra il 2013 e il 2014 si sarebbe verificata una variazione significativa nel ritmo del riscaldamento globale.
Secondo gli autori, il pianeta sarebbe passato da un aumento di circa 0,16–0,18 °C per decennio a circa 0,34–0,42 °C per decennio, raddoppiando la velocità del riscaldamento.
Analizzando le principali serie storiche di temperatura globale (NASA, NOAA, HadCRUT, Berkeley Earth ed ERA5) con un metodo statistico mirato a individuare eventuali cambiamenti strutturali, il risultato dello studio mette di fronte, quindi, al fatto che siamo potenzialmente davanti a un cambio di pendenza nella curva del clima.

Non una “soglia magica”, ma un cambio di velocità

Il clima, spiegano gli esperti, non si comporta come una linea retta. È un “sistema in cui si sovrappongono forze diverse: l’aumento dei gas serra, certo, ma anche oscillazioni oceaniche, variabilità atmosferica e fattori naturali che possono amplificare o attenuare temporaneamente le temperature su scale anche decennali”.
Il punto centrale sul quale punta lo studio non è dunque tanto fissare una data simbolica in cui tutto è cambiato, come se il sistema climatico funzionasse a interruttori, ma verificare se esistano fasi in cui il riscaldamento procede a ritmi diversi, accelerando o rallentando all’interno di una tendenza di fondo già nota.

Perché un cambio di pendenza è un segnale importante

Se la velocità del riscaldamento cambia in modo strutturale, non cambia solo il numero finale, ma cambia il tempo.
Un’accelerazione significa che soglie climatiche critiche potrebbero essere raggiunte prima del previsto, riducendo i margini di adattamento. Significa anche che eventi estremi — ondate di calore, notti tropicali, stress idrico — possono diventare più frequenti in tempi più brevi.
Se invece il cambiamento osservato fosse legato a oscillazioni temporanee, il quadro resterebbe comunque quello di un riscaldamento continuo, ma con variazioni interne che non modificano la traiettoria complessiva.
In entrambi i casi, però, il messaggio non cambia: il sistema climatico non sta evolvendo in modo lineare.

Il caldo di oggi come spia del clima di domani

E’ qui che la scienza incontra la quotidianità.
Le città italiane, in questi giorni, stanno vivendo condizioni sempre più ricorrenti: aria stagnante, accumulo di calore urbano, notti che non scendono sotto i 20 gradi e consumi energetici in crescita costante.
Non è un singolo evento estremo a fare la differenza, ma la loro frequenza. E la sensazione — sempre più diffusa — che ciò che una volta era eccezione stia diventando regola.
La ricerca apre quindi una questione più ampia: non solo quanto si stia scaldando il pianeta, ma con quale velocità. E’ questo il fattore che determina quanto tempo resta per reagire.

La rete contro le ondate di calore

Nel frattempo, le città iniziano far fronte al problema con piani concreti di assistenza e prevenzione.
A Venezia, per esempio, l’Amministrazione comunale ha deciso di rafforzare la rete di supporto alla popolazione puntando soprattutto sulla prevenzione.

caldo
“Il caldo non è uguale per tutti: la risposta alle alte temperature varia da persona a persona e, nei soggetti più fragili, può comportare conseguenze anche molto gravi, fino a rappresentare un rischio per la vita – ha evidenziato Federica Boin, del Dipartimento di Prevenzione della Ulss 3 Serenissima – Per questo è fondamentale prestare particolare attenzione alle persone più vulnerabili. La mappa della vulnerabilità non coincide soltanto con l’età anagrafica, ma comprende anche condizioni di salute fisiopatologiche, fattori ambientali e situazioni sociali che possono aumentare l’esposizione ai rischi legati al caldo. La prevenzione è una responsabilità collettiva. Ognuno di noi può dare un contributo concreto, prestando attenzione ai familiari, ai vicini e alle persone sole o fragili, affinché nessuno venga lasciato senza supporto durante i periodi di temperature elevate”.

I rifugi urbani

Accanto al fronte sanitario, Venezia ha attivato una rete diffusa di spazi climatizzati e accessibili, trasformati di fatto in punti di rifugio urbano. Le biblioteche comunali, distribuite su tutto il territorio e dotate quasi interamente di climatizzazione, diventano luoghi rifugio nelle ore più calde. A queste si aggiungono i Musei Civici, che aprono i propri spazi ora non solo alla cultura ma anche alla tutela della salute pubblica e i centri anziani climatizzati, pronti ad accogliere chi cerca refrigerio durante le giornate di caldo più intenso.
Lo stesso schema si sta estendendo in molte altre realtà italiane: da Milano a Bologna, da Firenze a Roma, fino alle città costiere e del Sud, dove l’anticiclone africano amplifica gli effetti dell’umidità e delle temperature elevate. Ovunque, il principio è lo stesso: trasformare gli spazi pubblici in infrastrutture di resistenza climatica.

Come far fronte alle ondate di calore

Le autorità ricordano anche le regole base per affrontare le ondate di calore: evitare l’esposizione nelle ore centrali della giornata, idratarsi regolarmente, preferire ambienti freschi o climatizzati e prestare particolare attenzione alle persone fragili.
A casa, tenere chiuse imposte e finestre esposte al sole, aprire le finestre solo al mattino presto e la sera tardi o la notte.
Se non si dispone di aria condizionata, passare almeno tre ore al giorno in un ambiente condizionato.
Altri accorgimenti per attenuare l’afa sono le docce e, se non si può farle, bagnare spesso viso, mani, polsi e braccia con acqua fresca. E poi bere: non alcolici e non bevande ad alto contenuto di caffeina o di zuccheri. L’acqua resta la bevanda perfetta, così come la frutta ricca d’acqua come l’anguria o il melone, le verdure crude (pomodori, insalata, cetrioli, ecc.).
Per uscire, il consiglio è quello di indossare abiti leggeri e ampi, in lino, cotone o canapa, meglio se di colori chiari. E di mettere un cappello in testa.
In caso di malesseri gravi, il riferimento resta il SUEM al numero 118, mentre per informazioni e assistenza sono attivi il 116117 e gli altri servizi territoriali.

Consuelo Terrin

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Il campo nome è richiesto.
Il campo email è richiesto o non è corretto.
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.