Imbarcazione compatta di Veritas pronta a entrare in servizio tra i canali veneziani per intercettare i rifiuti galleggianti e ridurre la dispersione di plastica in laguna
E’ di dimensioni ridotte e quindi agile per muoversi attraverso rii e canali di Venezia dando un valido contributo a ridurre la dispersione di rifiuti in plastica galleggianti. Si tratta della nuova imbarcazione di Veritas, pronta ad entrare in azione per contrastare il fenomeno dell’inquinamento da plastiche che oltre a essere causa di degrado ambientale, influisce sugli oneri dei cittadini per il servizio di raccolta rifiuti. Mancano solo i collaudi e alcune certificazioni e poi vedremo il natante al lavoro per rendere le acque più pulite le acque della laguna.
La barca a caccia di rifiuti galleggianti
L’idea della nuova imbarcazione, prodotta da Belisama Yacht, è partita dal Salone Nautico del 2025 dove era stato presentato un primo mezzo di questo tipo, successivamente reso più adatto al suo compito irrobustendo lo scafo, proteggendo i motori elettrici a poppa in caso di urti e modificando lo spazio del cassone destinato alla raccolta del materiale. Come precisa Fabio Penzo, direttore Servizio Ambientale di Veritas Area Comune di Venezia, il mezzo è stato messo a punto in cinque mesi per raccogliere tutto il materiale galleggiante nei rii e nei canali del centro storico che poi sarà smaltito in base alla tipologia nei cassoni delle imbarcazioni modello moto compattatori situate nei vari attracchi del centro storico.

Già recuperati dai canali 1.700 pneumatici e 35 tonnellate di rifiuti
La barca raccogli rifiuti galleggianti rientra nelle strategie “Venezia Plastic Smart City”, l’iniziativa del WWF alla quale a livello internazionale partecipano 64 città e alla quale il comune di Venezia ha aderito per primo in Italia. L’obiettivo principale del progetto è quello di contrastare la dispersione di plastica in natura, valorizzando il contributo di tutti i portatori di interesse a livello locale e attivi sul tema. In quest’ambito rientra il progetto Pilota che in cinque anni ha già portato al recupero dai canali veneziani di circa1.700 pneumatici utilizzati come parabordi e 35 tonnellate di rifiuti, grazie a 34 immersioni dei gondolieri sommozzatori realizzate in collaborazione con Veritas.
Venezia verso una città più circolare
D’altra parte il capoluogo veneto con il 72,21% di differenziata risulta ai vertici in Italia con un ampio superamento degli obiettivi previsti dall’Unione Europea per il 2030. Sono stati recuperati il 97% di carta e cartone, l’82% del legno, il 77% dei metalli, il 73% del vetro, il 66% di rifiuti da spazzamento stradale, il 60% di plastica corepla, il 33% di rifiuti ingombranti e il 29% del verde e ramaglie. Inoltre il 29% di rifiuto urbano residuo è diventato nuova materia, mentre il 34% è stato trasformato in energia. Non solo.
Dalla ricerca realizzata da Venice Sustainability Foundation VSF in collaborazione con Boston Consulting Group e presentata nell’Agenda Acqua, Riciclo e Sostenibilità Veritas 2026, è stata individuata nell’economia circolare una leva strategica per affrontare alcune delle principali sfide ambientali, economiche e sociali di Venezia. “Per la città – sottolinea Alessandro Costa, direttore generale di VSF – significa lavorare su un modello urbano capace di ridurre gli sprechi, valorizzare le risorse locali e coinvolgere residenti, imprese, istituzioni e visitatori in una transizione sostenibile. In questa prospetiva, tutti possono diventare ambasciatori di comportamenti più consapevoli e parte attiva di una città più circolare”.



