Due laureati su tre concludono gli studi nei tempi previsti, oltre il 13% svolge un’esperienza di studio all’estero e il tasso di occupazione resta tra i migliori d’Italia
L’Università di Padova si conferma tra i punti di forza del sistema veneto per attrattività, regolarità degli studi e occupazione dei laureati. E’ quanto emerge dai dati del rapporto AlmaLaurea, secondo il quale i laureati dell’Ateneo veneto raggiungono risultati occupazionali superiori alla media nazionale già a un anno dal conseguimento del titolo con la percentuale dell’84,2%. Vantaggio che si consolida nel medio periodo, attestandosi al 94,9% a cinque anni dalla laurea, mentre i dati nazionali sono rispettivamente 80,2% e 94,4%.
Particolarmente significativo è anche il dato relativo alle esperienze internazionali che coinvolgono una quota crescente di studenti con oltre il 72% dei ragazzi che ha svolto attività lavorative durante gli studi.
I numeri dell’Università di Padova
Il rapporto di AlmaLaurea sui Percorsi di Laurea ha analizzato le performance formative di circa 335 mila laureati del 2025 di 81 università.
In particolare si tratta di 195 mila laureati di primo livello, 107 mila dei percorsi magistrali biennali e 33 mila a ciclo unico. Riguardo agli esiti occupazionali della laurea sono stati presi in considerazione circa 700 mila laureati di 81 università.
I laureati dell’Ateneo patavino coinvolti nel Rapporto sui Percorsi di Laurea nel 2025 sono stati 16.947, 9.075 di primo livello, 6.644 magistrali biennali e 1.228 a ciclo unico, con età media del conseguimento del titolo di 25,4 anni; il 66,4% completa il percorso di studi e il 13,3% dei laureati ha compiuto un’esperienza di studio all’estero, riconosciuta dal corso di laurea, in primis Erasmus.
Laurea, lavoro e retribuzione
Allargando l’orizzonte a livello nazionale, le donne rappresentano la maggioranza dei laureati italiani, il 59,6%.
Tuttavia, a parità di condizioni, gli uomini hanno il 13,7% di probabilità in più di trovare occupazione.
Un divario che si accentua quando ci sono figli e anche sul fronte retributivo rimane un gap generazionale con gli uomini che in media guadagnano 67 euro netti in più al mese.
Sempre sul versante economico, il 66% di chi sta per laurearsi è disposto ad accettare una retribuzione lavorativa netta mensile non inferiore a 1.500 euro per un impiego a tempo pieno, che comunque anche in questo caso si differenzia in percentuale tra uomini 75% e donne 61,65. Anche il territorio in cui si risiede fa la differenza: chi è al Nord ha il 34,8% di probabilità in più di lavorare rispetto a chi sta nel Mezzogiorno.



