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Al Salone Nautico di Venezia arrivano i droni che “vedono” la salute del mare

Al Salone Nautico di Venezia arrivano i droni che “vedono” la salute del mare

La scienza entra in acqua: Corila presenta boe intelligenti, droni autonomi e strategie anti-caos per salvare l’Adriatico dalla pressione del turismo e proteggere le praterie sommerse

Ci sono fiere in cui la nautica è soprattutto esposizione commerciale, business e anteprime di prodotto.
E poi ci sono appuntamenti in cui il mare diventa anche un terreno di confronto tra ricerca, tecnologia, imprese, università e scienza.
Il Salone Nautico di Venezia, la cui edizione 2026 si terrà all’Arsenale dal 27 al 31 maggio, appartiene a questa seconda categoria. Non solo vetrina, ma spazio in cui la nautica si apre a un dialogo più ampio sul futuro del mare e sulla sua tutela.
Ed è proprio qui che, nel corso di uno dei primi appuntamenti con la ricerca, droni, sensori e nuove idee non si limiteranno a raccontare l’innovazione ma proveranno a cambiare il modo in cui osserviamo e trattiamo l’Adriatico.
Sarà il Corila, il Consorzio per il coordinamento delle ricerche inerenti al sistema lagunare di Venezia , presentando il 28 maggio i risultati raggiunti negli ultimi due anni, a presentare due progetti europei, studiati in partnership con università e istituti scientifici italiani e croati: “Brigantine” e “BioPressAdria“.
L’obiettivo è quello di stimolare le aziende a operare tenendo conto di ciò che nel mare è importante proteggere: in questo caso, le praterie di posidonia oceanica per la quale il recupero dai danni causati da ancoraggi ripetuti, può richiedere decenni, o addirittura secoli.

Salone Nautico di Venezia 2023

L’attività di Corila per un diverso approccio alla pianificazione costiera e marittima

Tecnologia, tutela ambientale e gestione concreta delle coste sono pilastri che si fondono tra loro, costituendo le basi delle idee di Corila, in cui il mare è a un sistema ecologico da monitorare e tutelare. Idee che non si limitano a una semplice analisi teorica, ma già si traducono in applicazioni operative attraverso cui provare a trasformare la ricerca in governance, partendo anche dall’assunto che guarda all’Adriatico come a un macrosistema condiviso.
I due progetti propongono da un lato droni marini autonomi per monitorare gli ecosistemi sommersi, dall’altro strategie transfrontaliere per proteggere le praterie di fanerogame marine dalla pressione del turismo nautico. “Venezia – sottolinea il presidente di Corila, Francesco Musco – è un laboratorio scientifico unico al mondo, dove la complessità del sistema lagunare ha imposto di sviluppare approcci integrati alla pianificazione costiera e marittima che oggi trovano applicazione ben oltre i confini adriatici”.
Finanziati nell’ambito del programma Interreg Italia-Croazia 2021-2027, Brigantine e BioPressAdria sfrutteranno così l’occasione di guardare oltre. “Il Salone Nautico – prosegue Musco – è l’occasione giusta per mettere questa conoscenza in dialogo con chi progetta, gestisce e governa il mare, perché le sfide che ci attendono, dai cambiamenti climatici alla pressione antropica sugli ecosistemi, richiedono esattamente questo: scienza e governance che si parlano”.

Il drone marino Brigantine

Il primo progetto, Brigantine, ha al centro una nuova generazione di vettori autonomi di superficie: droni marini, cioè, sviluppati appositamente per leggere la salute dell’Adriatico attraverso il monitoraggio degli ecosistemi costieri. Al loro interno sono infatti integrati sensori chimico-fisici e camere multispettrali per raccogliere dati in modo continuo su qualità dell’acqua e stato di habitat sommersi fondamentali come le praterie di macroalghe e fanerogame marine.

salone nautico
Uno dei vantaggi derivanti dall’impiego delle moderne tecnologie in luogo dei metodi tradizionali, spesso episodici e costosi, è la possibilità di effettuare un monitoraggio più frequente, flessibile e adattabile anche in ambienti complessi come lagune e aree portuali. Tra i contributi di Corila al progetto rientra anche la messa a disposizione della propria rete scientifica e della piattaforma Hatch Adriaticum Hub, gestita dal consorzio, che raccoglie e rende accessibili in open data tutti i dati ambientali acquisiti durante le campagne di monitoraggio.
La presentazione del drone, fissata per giovedì 28 alle 10.30 alla sala Tagliapietra del Cnr-Ismar e in cui saranno approfondite le potenzialità operative di Brigantine per porti e marine, sarà seguita da una dimostrazione in acqua in cui il nuovo drone marino opererà insieme a quelli di altri progetti europei simili, chiamati “Marble” e “Dih-Innovamare”.

La strategia BioPressAdria

Il secondo progetto, BioPressAdria, punta invece su una strategia transfrontaliera condivisa per le coste adriatiche, finalizzata alla riduzione dell’impatto del turismo balneare e della nautica da diporto sulle praterie di fanerogame marine. Tra i compiti affidati a Corila, in questo caso, rientra la valutazione dei servizi ecosistemici, grazie alle proprie competenze di monitoraggio ambientale, e il coordinamento del coinvolgimento degli stakeholder locali nella costruzione di soluzioni trasferibili ad altri contesti costieri.
In concreto, come sarà illustrato nella conferenza del 28 maggio alle 15 presso la Sala Modelli di Thetis, il progetto prevede una serie di attività che vanno dalla mappatura degli habitat, all’analisi delle pressioni antropiche. La prospettiva è invece quella di riuscire a sviluppare soluzioni concrete tra cui sistemi innovativi di ormeggio sostenibile e strumenti di zonizzazione costiera applicati su siti pilota dal Golfo di Trieste alle coste della Dalmazia.
I risultati operativi raggiunti saranno quindi confrontati anche in questo caso con altri progetti gemelli (“Poseidone”, “Mare Superum” e “Undersea”), anch’essi dedicati alla gestione sostenibile dell’Adriatico. Da anni, come sottolinea il direttore generale di Corila, Pierpaolo Campostrini, il consorzio ha scelto di “portare la ricerca scientifica nei luoghi dove si decide il futuro del mare. E quest’anno arriviamo con risultati che dimostrano come conoscenza e innovazione tecnologica possano lavorare insieme per chi gestisce le coste”.

Il via all’edizione 2026 tra istituzioni, Made in Italy e giovani progettisti

L’edizione 2026 del Salone Nautico di Venezia si aprirà domani, 27 maggio, con la tradizionale cerimonia del taglio del nastro, in programma alle ore 11 all’Arsenale, alla presenza del presidente del Senato Ignazio La Russa, del sindaco di Venezia Simone Venturini e dell’ex sindaco Luigi Brugnaro, del presidente della Regione Veneto Alberto Stefani e del comandante delle Scuole della Marina Militare, ammiraglio di squadra Stefano Barbieri, insieme ad autorità civili e militari.
Lungo le banchine e negli spazi espositivi coperti saranno presenti oltre 270 espositori con circa 300 imbarcazioni, in rappresentanza delle eccellenze della nautica italiana ed europea.
Tra gli appuntamenti della giornata inaugurale spicca il convegno “La nautica italiana come ambasciatrice del Made in Italy”, in programma alle 14.30 alla Torre di Porta Nuova. Nel pomeriggio, alle 16.30, sempre alla Torre di Porta Nuova, si terrà inoltre la premiazione della settima edizione di MUVE Yacht Projects, iniziativa promossa dalla Fondazione Musei Civici di Venezia che coinvolge i principali atenei italiani del design e dell’ingegneria navale e accompagna la manifestazione fin dalla sua prima edizione.

Alberto Minazzi

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