Nel nuovo pacchetto da 10 miliardi non ci sono solo case e affitti calmierati: arriva anche la stretta sugli immobili occupati, con procedure più rapide per gli sgomberi e tempi ridotti per gli sfratti
Dieci miliardi sul tavolo e un obiettivo chiaro: rimettere in circolo 100mila case a prezzi accessibili nei prossimi dieci anni. È qui che si gioca la partita del nuovo Piano Casa varato dal Governo, nel tentativo di allentare la pressione su un mercato immobiliare sempre più inaccessibile per una fascia sempre più larga di italiani.
Da Palazzo Chigi, la premier Giorgia Meloni rivendica la centralità del tema, parlando di un “bene primario” e di una priorità che ormai non riguarda più soltanto le categorie più fragili, ma anche chi, pur lavorando, fatica a sostenere affitti e mutui.
Al Piano Casa, si aggiunge un disegno di legge sugli sgomberi degli immobili occupati. Ed è allo studio anche un’ulteriore misura destinata ai genitori separati.
Le linee di fondo del nuovo Piano Casa
Sono 3 i “pilastri” su cui si basa il nuovo Piano Casa: edilizia popolare, housing sociale e investimenti privati.
L’obiettivo è arrivare a 100mila alloggi tra popolari e a canone calmierato, con una spinta iniziale pubblica da 10 miliardi che dovrebbe attivare ulteriori investimenti privati, producendo così un “effetto-moltiplicatore”.
In questa prospettiva, il Governo ha introdotto una serie di semplificazioni burocratiche e procedure più veloci, a partire dalla previsione, in alcuni casi, della nomina di un commissario straordinario e il rilascio di provvedimenti unici di autorizzazione.

Questa sorta di “corsia preferenziale” sarà riservata agli investimenti superiori al miliardo di euro, ma non solo. A potervi accedere saranno infatti solo quei costruttori che si impegneranno a destinare almeno il 70% degli edifici all’edilizia convenzionata, concedendo in tal modo uno sconto minimo del 33% sul prezzo di mercato.
Edilizia popolare e social housing
Il Piano Casa punta però in primo luogo al recupero di migliaia di alloggi popolari al momento non utilizzabili in quanto privi dei requisiti di agibilità. Nel piano del Governo sono 60 mila gli immobili inutilizzati da reimmettere sul mercato entro 1 anno dall’approvazione del decreto. Le risorse destinate ammontano a 1,7 miliardi, integrabili fino a 4,8 con i fondi per la rigenerazione urbana.
Accanto al recupero del patrimonio immobiliare esistente, è previsto, come secondo pilastro del Piano, un intervento da 3,6 miliardi di euro per la creazione di nuovi alloggi a canone calmierato, da destinare al social housing. Per garantire l’assegnazione delle risorse, ha spiegato la presidente del Consiglio, all’interno del fondo “saranno creati comparti specifici per le singole regioni”.
Il coordinamento di questa operazione sarà affidato alla società del Ministero dell’Economia specializzata nella gestione di fondi comuni di investimento immobiliare Invimit (Investimenti immobiliari italiani). Sempre nell’ambito dell’edilizia sociale, inoltre, verrà favorita la formula del “rent to buy”, ovvero la possibilità di riscattare l’immobile per chi paga affitti per lunghe locazioni.

I destinatari degli alloggi
Sono stati anche già previsti i requisiti per l’assegnazione dei 100mila alloggi nei prossimi 10 anni. Non ci sono preclusioni sulla nazionalità, purché gli stranieri, anche extra Ue, siano in possesso di un regolare permesso di soggiorno per attività lavorativa. Sul fronte del reddito. L’Isee familiare dovrà invece superare il limite dei 20 mila euro, al di sotto del quale si può accedere alle case popolari.
Secondo quanto anticipa il quotidiano “Il Sole 24 Ore”, sarà richiesta anche la dimostrazione, da parte di chi intende ottenere l’assegnazione, della condizione di difficoltà nella ricerca di un immobile ai prezzi determinati sul mercato libero. Come prevede il Piano, tale condizione si verificherà quando gli oneri annuali per acquisti o affitti a valori di mercato superano il 30% del reddito disponibile.
Nel caso in cui, ottenuta la casa, si scoprisse la non sussistenza del diritto ad averla, la sanzione prevede la copertura della differenza con i prezzi di mercato per l’intero periodo contestato. Inoltre, in caso di rivendita anticipata, questa dovrà avvenire a prezzo calmierato. Infine, tra le categorie a cui guarda il Governo rientrano anche studenti fuori sede, lavoratori dipendenti e stagionali.
Il disegno di legge “Sgomberi”
Nel pacchetto casa entra anche una stretta sugli immobili occupati: il Governo accelera sugli sgomberi con un disegno di legge pensato per ridurre drasticamente tempi e incertezze.
Oggi tra notifiche, ricorsi e rinvii passano spesso mesi, se non anni. Con le nuove regole, invece, si punta a una corsia rapida in tribunale, con procedure più snelle che consentano ai proprietari di ottenere più velocemente il titolo esecutivo, cioè il via libera del giudice per rientrare in possesso della casa.
In alcune ipotesi, si parla di pochi giorni per lasciare l’immobile dopo la notifica e di un iter complessivo che potrebbe chiudersi nell’arco di settimane.
Non è solo una questione giudiziaria. La mossa ha un obiettivo preciso: rimettere sul mercato case oggi bloccate dalla paura di morosità o occupazioni. Più tutele per i proprietari, quindi, ma anche un tentativo di aumentare l’offerta di affitti.

Verso un contributo per i genitori separati che escono di casa
Come collegato al Piano Casa, il Governo ha previsto inoltre uno stanziamento triennale di 60 milioni da destinare al sostegno dei genitori che, in seguito alla separazione, devono lasciare l’abitazione principale.
Sul tema, come ha annunciato Salvini, il Governo sta lavorando per garantire loro l’erogazione, per un anno, di un contributo tra i 400 e i 500 euro al mese da destinare all’affitto.
Il vicepremier ha previsto che, a beneficiare di questo contributo, già ipotizzato in passato ma per il quale mancano norme attuative e relativi bandi, potrebbero essere circa 15 mila genitori separati che, spesso, pur dovendo uscire dalla casa familiare, devono continuare a pagarne il mutuo o parte dell’affitto. Al momento, però, mancano le indicazioni ufficiali sulle tempistiche del provvedimento.
Alberto Minazzi




