A Burano (Ve) prende il via il 21 aprile una mostra che ripercorre l’ascesa del manufatto come autentica espressione artistica
C’è un’arte preziosa e antica che ancora oggi continua a tramandarsi nella colorata e vivacissima isola di Burano: quella del merletto. Un sapere artigianale ormai concentrato in poche merlettaie esperte, un prodotto sempre più orientato a oggetti decorativi e da collezione che racconta una lunga storia. Di strada il merletto ne ha fatta tanta, al punto da diventare un’autentica espressione artistica. A celebrarlo proprio nel luogo in cui ha preso vita, è la mostra “Merletti d’autore” che apre il 21 aprile nel Museo del Merletto di Burano e è visitabile fino all’8 gennaio 2027.
L’esposizione è organizzata nell’ambito della quinta edizione della Biennale del Merletto che ospiterà in laguna altri appuntamenti dedicati a quest’arte.
Una forma autonoma di arte decorativa
Negli spazi del Museo del Merletto sono in esposizione significative opere degli anni Venti e Trenta del Novecento affiancate da disegni preparatori, cartoni e pubblicazioni d’epoca, che aiutano il visitatore a ripercorrere l’ascesa del merletto d’autore come espressione artistica.

E’ nel 1927, alla terza Biennale di Monza, che nasce il merletto d’autore quando viene presentato il Corteo in costume di Giulio Rosso per Jesorum. Proprio tra quell’anno e il 1932, si afferma come forma autonoma di arte decorativa al pari del vetro e della ceramica e si consolida una nuova concezione progettuale fondata sulla collaborazione tra manifatture di eccellenza e artisti e designers, non solo esclusivamente in ambito veneziano, ma estesa anche ad altri importanti centri produttivi italiani.
Nasce il merletto d’autore
Il viaggio nella storia del merletto propone opere di artisti e progettisti come Giulio Rosso, un importante pittore, decoratore e illustratore italiano attivo nella prima metà del Novecento che negli anni ’20 e ’30 collaborò alla modernizzazione del design dei merletti veneziani realizzando disegni e progetti per merletti di alto artigianato, in particolare per la ditta veneziana Jesorum. Insieme a lui altri artisti come Vittorio Zecchin e Tomaso Buzzi, Fausto Melotti e Giovanni Gariboldi hanno contribuito al rinnovamento dei merletti alle mostre internazionali del periodo, portando nuove linee grafiche che presero il nome di “merletti d’autore”.

Tra i celebri lavori di Rosso si distingue il disegno per la striscia da tavolo in punto Venezia ad ago famosa come “La leggenda del merletto”. L’opera raffigura la tradizione del merletto veneziano con motivi di fiori e uccellini. Il suo contributo in questa trasformazione è documentato in saggi critici, quello ad esempio di Doretta Davanzo Poli, tra le più autorevoli studiose del merletto italiano, scomparsa alla fine del 2022, alla quale è dedicata la mostra.
Il percorso espositivo
L’esposizione si apre con i lavori di Doretta Davanzo Poli e la conoscenza delle due principali tecniche di realizzazione del merletto: quella ad ago di Venezia e Bologna e quella a tombolo di Cantù e Rapallo.
Una sezione speciale è dedicata alla Mostra Internazionale di Arti decorative italiane che si è tenuta nel 1931 ad Amsterdam.
Fu quella una delle prime occasioni in cui il merletto italiano si affermò all’estro accanto a vetri e ceramiche di Murano.
Tra le opere che si possono scoprire in quest’area il catalogo originale e uno dei capolavori originali presentati allora: la Festa del Redentore di Tomaso Buzzi per Melville & Ziffer.
Silvia Bolognini



