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“Mille Ponti”: il diffiile amore che attraversa Venezia e arriva al Senato

“Mille Ponti”: il diffiile amore che attraversa Venezia e arriva al Senato

Il lavoro di Nicolò Novek premiato e selezionato tra migliaia di opere da WeShort dopo il passaggio alla Mostra del Cinema e l’approdo istituzionale al Senato

Mille Ponti, cortometraggio firmato da Nicolò Novek e prodotto da WowProduction, è una “piccola” opera considerata rappresentativa del nuovo cinema breve internazionale.
E’ la storia di un amore che inciampa nel rapportarsi con gli ostacoli di una vita quotidiana segnata dalla disabilità e da spazi che non sono mai neutri.
Ed è un film che ha avuto la capacità di diventare “dibattito pubblico”.
Debuttato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, ha avuto infatti una successiva presentazione istituzionale al Senato della Repubblica.
Un passaggio raro, soprattutto per un cortometraggio.
Ma questo corto in cui l’amore non cerca eroi e la trama non trova soluzioni finali, si afferma come uno dei titoli più significativi del nuovo cinema breve italiano.
Selezionato da WeShort tra oltre 4.000 opere il film di Nicolò Novek, unendo racconto intimo e riflessione civile in una storia in cui Venezia non solo è protagonista ma vera e propria struttura narrativa, è stato portato come esempio di cinema in grado di incidere sul reale.

mille ponti

La metafora del vivere quotidiano

In fondo, la quotidianità è fatta di tanti ostacoli.
E non sempre i grandi amori riescono a superarli. A volte si incrinano lentamente, proprio come accade ai due protagonisti del film di Novek: una coppia in cui uno dei due è disabile e che vive in uno spazio urbano affato neutro, in cui ogni gesto, anche il più semplice, ha un peso diverso a seconda del corpo che lo compie.
Venezia è bella. Ma non per tutti allo stesso modo.
Non è una città che si guarda. E’ una città che si attraversa.
E tra le sue calli e i suoi ponti, una storia d’amore si spezza e ricompone senza mai trovare una soluzione facile: ogni ponte è una scelta, ogni passaggio una negoziazione tra possibilità e limite.
Venezia nel film non è una città “contro” l’inclusione: è semplicemente una città che non è stata pensata per il corpo di tutti. Rappresenta per questo meglio di altre la normalità delle difficoltà quotidiane.

Una città da leggere

“Mille ponti” è la storia di un amore che si trasforma senza drammaticità e senza retorica.
Di un amore che nasce e vive in una città storica, vincolata, stratificata e perfino fragile dove ci sono passerelle e soluzioni accessorie ma dove tutto ciò è sempre frutto di un adattamento continuo, mai di una piena appartenenza.
Un’aggiunta che la regia essenziale di Nicolò Novek attraversa insieme ai personaggi, condividendone fatica e ritmo.
L’assunto di base resta: la città è unica, anche organismi internazionali come l’UNESCO ne hanno riconosciuto il valore universale, proprio per la sua eccezionalità.
Ma nel suo mostrare, il film interroga: come si tiene insieme la conservazione e il diritto a vivere gli spazi?

Mille ponti

Come si abita la bellezza

I ponti sono architetture che collegano. Ma non uniscono tutti allo stesso modo.
C’è chi li attraversa senza pensarci, e chi li misura prima ancora di avvicinarsi.
E la disabilità, che non è alla fine il vero nodo di Mille Ponti ma il “pretesto”, mostra come la crisi della coppia non sia solo una crisi tra due persone ma tra i corpi e il mondo che li ospita.
Non c’è una soluzione a questo, non c’è un gesto che sistema tutto.
Solo la consapevolezza che alcune distanze si attraversano con fatica e altre, semplicemente, restano.
Mille Ponti non racconta la vittoria, ma la complessità.

Il linguaggio del corto

Il film ha la forza del cortometraggio: un linguaggio che condensa temi complessi in uno spazio breve e diretto e che rivendica la sua natura di forma autonoma di racconto contemporaneo.
Novek riesce a farci stare alla fine tre diverse storie senza semplificarle: la storia d’amore, la condizione della disabilità e quella degli spazi urbani, mai neutri rispetto ai corpi, di cui Venezia diventa metafora.
E il risultato è un’opera che di fatto va oltre la storia, costruendo un’esperienza.
“Crediamo fermamente che il cinema non debba solo intrattenere, ma agire come un potente catalizzatore di cambiamento sociale – dichiara Nicolò Mazzurco, founder di WowProduction, che fa parte della galassia di WowHaus -. Il successo di “Mille Ponti” rappresenta perfettamente questa nostra missione: abbiamo voluto investire su una storia di resilienza e amore che affronta il tema dell’inclusione senza retorica, mettendo a nudo la complessità delle barriere umane e architettoniche. Vedere quest’opera celebrata in un contesto istituzionale prestigioso come il Senato e selezionata da una realtà globale come WeShort è per noi motivo di grande orgoglio. È la dimostrazione che il cortometraggio è oggi un linguaggio maturo e necessario, capace di connettere sensibilità diverse e di avviare dialoghi urgenti su temi universali.

Consuelo Terrin

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Tag:  cinema