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Pasquetta con griglia? Non sempre e non ovunque

Pasquetta con griglia? Non sempre e non ovunque

Esistono delle regole sul barbecue: ecco cosa sapere per non rovinare la festa. La brace, infatti, può costar cara

Pasquetta è un invito alle grigliate all’aperto.
Lo è per tradizione e quest’anno potrebbe esserlo ancor più grazie alle previsioni meteo: in Veneto è in arrivo un promontorio di alta pressione che promette tempo stabile e soleggiato per le festività e con temperature in lieve aumento.
Mancano solo carbonella, costine e salsicce e il profumo di barbecue nell’aria.
In realtà, bisogna tener conto anche di altri elementi.

Quanto pesa quest’anno il costo della carne sul barbecue

Se il cielo è pronto, il terreno sul quale organizzare un barbecue può infatti portare delle complicazioni.
La prima riguarda la materia prima: il costo della carne. E dei prodotti di corollario.
Secondo l’Osservatorio nazionale dei consumatori, quest’anno Pasqua porta in media un aumento di più del 5%, con il settore delle carni che si porta attorno al +10% rispetto al 2025. Agnello e coniglio stanno al vertice, arrivando a segnare anche il +20% in alcune piazze di mercato.

La griglia tra le maglie dei regolamenti

La seconda complicazione riguarda le regole sul barbecue, che non sono uguali ovunque.
Nel Comune di Venezia, ad esempio, esiste un’ordinanza antismog valida fino a settembre 2026 che riguardo a barbecue e combustioni all’aperto stabilisce che “è fatto divieto di effettuare falò tradizionali, fuochi d’artificio … e barbecue all’aperto alimentati a biomassa solida (es. legna/carbonella)” quando scattano livelli di allerta per la qualità dell’aria.
Dunque si può ancora accendere la griglia ma solo se non si usa legna o carbonella nei giorni di allerta, e purché a farlo non sia un’attività economica. Restano invece sempre ammessi i barbecue a gas, a combustione liquida o elettrici, che non rientrano nel divieto.
La stessa ordinanza raccomanda di consultare il bollettino PM10 emesso da ARPAV per sapere se e quando scattano le limitazioni, perché i livelli arancione o rosso – legati alla concentrazione di polveri sottili – possono variare rapidamente con le condizioni meteo.

 

Vicenza e Treviso: le regole che contano davvero

Spostandosi nell’entroterra, a Vicenza e nei comuni limitrofi, il focus è leggermente diverso.
L’ordinanza per il contenimento dell’inquinamento atmosferico vieta infatti – in presenza di livelli di criticità arancione o rosso – “l’effettuazione di barbecue all’aperto da parte di attività di ristorazione o rosticceria utilizzanti combustibili solidi”.
Ai privati cittadini resta invece consentito accendere il fuoco, a condizione che non usino carbonella o legna nei giorni in cui vige l’allerta e che scelgano, se necessario, alternative come il gas.

Nel trevigiano e in comuni come Sernaglia della Battaglia, le misure locali si inseriscono nel più ampio Piano regionale per la qualità dell’aria. In caso di livelli di criticità elevati, dunque, le combustioni a cielo aperto subiscono limitazioni.
Il principio è chiaro: quando l’aria è in sofferenza, la fiamma libera deve fermarsi. Non si tratta quindi di un divieto totale, ma di un sistema di precauzioni da rispettare se si vuole evitare spiacevoli sorprese.
E la scelta tra carbone e gas non è più solo una questione di gusto o di profumo della brace, ma anche una questione di legalità.
Le multe, nei casi più gravi, possono arrivare fino a qualche centinaio di euro.

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