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Pesce d'Aprile: quando la bufala diventa tradizione

Pesce d'Aprile: quando la bufala diventa tradizione

Dalla carcassa del mostro di Loch Ness a Google che smette di scherzare: storia, miti e nuove beffe del 1° aprile

Il pesce abbocca, si lascia ingannare, cade nella trappola. E diverte.
Per lunghi decenni è andata così.
L’1 di Aprile si apriva la rassegna degli scherzi, la giornata nella quale ogni verità poteva essere una possibile messinscena e ogni notizia una bufala.
Nel 1972 fu fatto credere che il leggendario mostro di Loch Ness fosse morto.
Nello zoo di Flamingo Park, nello Yorkshire, c’erano tutti a immortalare il momento: giornalisti, fotografi, esperti, curiosi.
Nessie è morto“, titolarono molti giornali.
La verità emerse solo dopo: quello immortalato non era un mostro ma un elefante marino.
Per molto è andata avanti così, tanto che il “Pesce d’Aprile” è diventato una tradizione.
Correva tra i banchi a scuola appiccicato sulle schiene dei bambini, s’intrufolava nelle storie -ovviamente finte- raccontate dai ragazzi. E’ stato anche reinventato nell’era digitale: social network, piattaforme, perfino grandi aziende si sono contese negli anni la trovata più bella.

Dal CERN ai Jedi: quando la scienza scherza

Negli anni, il primo aprile è diventato terreno fertile anche per istituzioni e scienziati.
Non semplici burle, ma veri esperimenti sociali.
Nel 1996 il MIT annunciò un impossibile “Internet Cleaning Day”: un reset globale del web scollegando tutti i computer.
Nel 1998 si diffuse la notizia che lo Stato dell’Alabama volesse cambiare il valore del pi greco da 3,14 a 3.
Nel 2015 il CERN dichiarò di aver scoperto la Forza dei Jedi, con tanto di ricercatore chiamato Ben Kenobi proveniente da Tatooine.

Origini misteriose tra papi, calendari e pescatori beffati

Da dove nasce questa festa dell’inganno? Le risposte sono tante, e nessuna definitiva.
C’è chi guarda al Medioevo, con la leggenda del patriarca Bertrando di Aquileia che salva un papa da una lisca di pesce, dando origine a un curioso divieto alimentare proprio il 1° aprile.
Altri spostano l’attenzione al XVI secolo e alla riforma del calendario gregoriano: con il Capodanno trasferito dal periodo tra fine marzo e inizio aprile al 1° gennaio, chi continuava a festeggiare “fuori tempo” diventava bersaglio di scherzi e regali vuoti.
E poi ci sono le letture più popolari: pescatori che tornano a mani vuote a inizio stagione, diventando oggetto di scherno. O addirittura richiami al mito di Proserpina e alle feste pagane primaverili.

Perché proprio “pesce”?

Il nome italiano è una piccola metafora perfetta: il pesce che abbocca ben indica l‘ingenuità di chi si lascia ingannare.
Nel mondo anglosassone, invece, il riferimento è più diretto: “April Fools’ Day”, il giorno degli sciocchi. 
Ma c’è sempre stata un’altrettanto ingenua volontà di divertire e stupire nel Pesce d’Aprile, non di umiliare. E le notizie strampalate facevano il giro del mondo.

Il 2020 cambia il registro

Lo stesso Google ha costruito una vera tradizione di scherzi: biciclette che si guidano da sole, ricerche telepatiche, visori per “vedere la realtà” fatti di semplice plastica.
Eppure, qualcosa nel nostro ventennio è cambiato.
Dal 2020, complice il clima globale più fragile, il colosso di Mountain View ha scelto di fermarsi: niente più scherzi ufficiali il 1° aprile.
In un clima meno leggero, il gioco si è spostato soprattutto tra utenti, creator e community online, dove il Pesce d’Aprile sopravvive tra meme e video virali. 

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