Tra un mese, precompilata disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Ecco cosa cambia per le detrazioni
Anche nel 2026, si sta avvicinando il momento di presentare la dichiarazione dei redditi, con la contestuale documentazione delle spese detraibili sostenute nel 2025.
Al riguardo, anche se la scadenza ultima per la presentazione è fissata al 30 settembre, con l’arrivo di aprile inizia la possibilità di verificare i dati inseriti automaticamente dal sistema nel modello 730 precompilato.
Un controllo che, quest’anno, diventa ancor più consigliabile fare, visto che ci sono diverse novità sul piano delle possibili detrazioni, in particolare per quanto riguarda i familiari a carico e quelle previste per i lavoratori dipendenti.
Precompilata: le tempistiche
Il modello 730/2026 sarà disponibile online per la consultazione, nell’area riservata sul sito dell’Agenzia dell’Entrate, esattamente dal 30 aprile. I contribuenti avranno quindi a disposizione almeno 2 settimane per la valutazione del modello. Dal 15 maggio verrà infatti aperta la possibilità di apportare concretamente le eventuali modifiche, attraverso l’integrazione dei dati riportati dal modello precompilato. In alternativa, dalla stessa data, si potranno accettare integralmente i dati e quindi procedere con l’invio della dichiarazione. Intervenendo sul modello precompilato è anche possibile correggere eventuali errori nelle dichiarazioni inviate online negli anni precedenti, risalendo fino a quella relativa al 2020. In questo caso, si può chiedere un rimborso, sia nel caso in cui il credito effettivo sia maggiore di quello riportato che in quello in cui sia invece minore il debito. Al contrario, quando risulta un debito ulteriore, va versata l’integrazione dell’imposta, più gli interessi e una sanzione ridotta, secondo le regole del ravvedimento operoso.

Le detrazioni per i familiari a carico
Fermi restando i 3 scaglioni di reddito determinati dall’accorpamento delle 2 fasce intermedie operato attraverso la recente riforma, le novità che incidono sul calcolo dell’imposta sul reddito riguardano le detrazioni.
Tra queste, un pacchetto rilevante è quello relativo alle detrazioni per i “familiari a carico”.
Da questa categoria sono stati infatti eliminati i fratelli e le sorelle, nuore, generi e suoceri.
Il riconoscimento della detrazione avviene allora solo per il coniuge (con esclusione del caso di un’intervenuta effettiva separazione legale), gli ascendenti (genitori e nonni) conviventi con il dichiarante e i figli.
Le detrazioni per i figli
Riguardo a questi ultimi, che comprendono anche quelli del coniuge deceduto, la disciplina è articolata.
In primo luogo, non sono previste detrazioni per i figli under 21, che danno già diritto all’assegno unico, e dallo scorso anno è stata abolita anche quella per gli over 30, mentre non ci sono limiti di età per i figli con disabilità accertata. Nella fascia 21-30 anni, la somma detraibile massima è di 950 euro annui, che diminuiscono progressivamente all’aumentare del reddito del genitore, azzerandosi quando questo è pari ad almeno 95 mila euro.
C’è anche un riferimento al reddito del figlio, per considerarlo fiscalmente a carico: non deve superare i 4 mila euro per gli under 24 e i 2.840,51 tra i 24 e i 30 anni.
La scuola e le altre spese detraibili
Sono numerose, le categorie di spese detraibili: da quelle sanitarie a quelle sportive per i figli minorenni, dalle spese universitarie a contributi previdenziali, premi assicurativi, interessi passivi sul mutuo, bonifici per ristrutturazioni edilizie e risparmio energetico.
Anche le spese funebri, le erogazioni liberali a enti del terzo settore e, almeno in parte, le spese condominiali (legate a ristrutturazioni) possono essere detratte. Tra le categorie di spese detraibili per cui si registrano novità spiccano le spese scolastiche per la frequenza di scuole dell’infanzia, del primo ciclo e della secondaria di secondo grado, il cui limite massimo percentuale è del 19%, con un tetto massimo che sale a 1.000 euro per studente. Quanto alle spese sanitarie, chi si rivolge a un Caf per la dichiarazione può stamparne la lista direttamente dal sito “Tessera Sanitaria”, senza necessità di presentare in originale scontrini e fatture, salvo i casi in cui le spese siano state sostenute all’estero, online o in negozi diversi dalle farmacie o da quelli di articoli sanitari.

Le altre detrazioni: dal lavoro dipendente ai bonus edilizi
Il secondo importante nucleo di modifiche introdotte da quest’anno riguarda le detrazioni per lavoro dipendente.
Queste aumentano da 1.880 a 1.955 euro per chi guadagna fino a 15 mila euro l’anno.
In più, viene prevista la non tassabilità, non concorrendo alla formazione del reddito, anche di una somma aggiuntiva, pari al 7,1% del reddito per chi percepisce fino a 8.500 euro, il 5,3% tra 8.500 e 15 mila euro, il 4,8% tra 15 mila e 20 mila euro. Superata questa soglia, la detrazione è pari a 1.000 euro fino a 32 mila, decrescendo poi progressivamente fino ad azzerarsi a 40 mila. Quanto alle detrazioni legate ai bonus edilizi, dipendenti cioè da interventi antisismici, di risparmio energetico o di ristrutturazione e recupero, la percentuale è del 50% delle spese per l’abitazione principale e del 36% per le seconde case.
Alberto Minazzi



