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Scoperto il test nasale che “fiuta” l’Alzheimer prima dei sintomi

Scoperto il test nasale che “fiuta” l’Alzheimer prima dei sintomi

Bastano pochi minuti e un semplice tampone per rilevare cambiamenti cellulari precoci. La diagnosi apre la strada a trattamenti più efficaci

Diagnosticare l’Alzheimer negli stadi iniziali, quando i nuovi trattamenti potrebbero essere più efficaci per la malattia.
E’ il ragguardevole traguardo al quale è arrivato un team di scienziati americani grazie a uno studio pubblicato su Nature Communications. Per farlo è sufficiente un test nasale rapido eseguito in ambulatorio.
Si apre così una nuova frontiera contro una malattia che colpisce milioni di persone in tutto il mondo.
In Italia sono oltre 1,4 milioni le persone che convivono con la demenza che colpisce circa il 5% degli over 60 prevalentemente donne. I casi sono in forte aumento a causa dell’invecchiamento della popolazione con previsioni di oltre 2,2 milioni di malati entro il 2050.

La diagnosi precoce

Gli scienziati hanno utilizzato un tampone delicato inserito nella parte alta del naso per raccogliere cellule nervose e immunitarie e successivamente le hanno analizzate riuscendo a individuare schemi ben definiti che distinguevano le persone con Alzheimer in fase iniziale o diagnosi confermata da quelle senza malattia.
La raccolta delle cellule nasali si fa velocemente, bastano solo pochi minuti.

alzheimer

La successiva analisi permette di vedere quali geni sono attivi, in altre parole sono spia di quello che sta succedendo nel cervello. Lo studio in questione ha messo a confronto i campioni di 22 partecipanti, misurando l’attività di migliaia di geni in centinaia di migliaia di singole cellule per un totale di milioni di data point. Il tampone nasale è stato in grado di rilevare precocemente cambiamenti nelle cellule nervose e immunitarie anche in persone che avevano mostrato segni di Alzheimer attraverso esami di laboratorio pur non presentando sintomi.

I risultati dello studio che aprono a una nuova strategia per individuare la malattia

I risultati del test hanno dimostrato che il tampone nasale può individuare i primi cambiamenti biologici legati all’Alzheimer ancora prima che si manifestino i problemi cognitivi e di memoria associati alla patologia.
Un punteggio genetico combinato, basato sull’analisi del tessuto nasale, ha correttamente distinto i pazienti con Alzheimer in fase iniziale e clinica dai soggetti sani nell’81% dei casi.
Secondo gli scienziati coinvolti nello studio, questo esame supera quelli basati su prelievi di sangue in quanto potrebbe fornire un’indicazione più precoce e diretta dei cambiamenti legati alla malattia, contribuendo a identificare con anticipo le persone a rischio. Il team sta ora estendendo la ricerca a gruppi più ampi e valutando se il tampone possa aiutare anche a monitorare l’efficacia dei trattamenti nel tempo.

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