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Università svelate 2026: dietro le quinte del sapere

Università svelate 2026: dietro le quinte del sapere

Il 20 marzo le università apriranno le porte diventando spazio di scoperta, incontri inaspettati e sorprese scientifiche… compresa la possibilità di incontrare l’astronauta Samantha Cristoforetti

Aprire una porta può cambiare tutto.
Ed è questo che faranno, il 20 marzo, 85 atenei italiani in occasione della giornata di Università Svelate 2026, l’evento in cui i campus saranno aperti alla città.
Tra lezioni che diventano spettacoli di sapere, laboratori in cui la scienza diventa gioco e musei che raccontano secoli di storia, per un giorno l’università non sarà più un luogo esclusivo per studenti e docenti ma un’occasione di conoscenza e di scoperta in cui ogni cittadino può entrare, osservare, ascoltare e forse imparare che il sapere è più vicino di quanto immagini.

A lezione aperta nelle sedi Ca’Foscari di Venezia, Mestre e Treviso

L’iniziativa proposta dall’ateneo veneziano Ca’ Foscari è tanto semplice quanto densa di significato: aprire le porte delle lezioni universitarie ai cittadini. Nessun obbligo di prenotazione: è solamente richiesta la cura nel dare la precedenza agli studenti e alle studentesse che normalmente hanno accesso alle aule.

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Seguendo la lista fornita dall’università Ca’ Foscari, è possibile visionare le quasi 300 lezioni, distribuite tra le sedi di Venezia, Mestre e Treviso, alle quali sarà possibile assistere per scoprire come funziona l’insegnamento universitario nell’ambito delle discipline umanistiche, dell’economia e delle lingue.
Alle lezioni aperte si appaiano, in contemporanea, eventi di divulgazione e seminariali – sia in presenza che online – degli argomenti più vari: dal supporto psicologico ai laboratori artigianali di tessuto, dagli incontri di diritto al gioco degli scacchi. La lista completa è consultabile qui.

A Verona l’ospite d’eccezione è Samantha Cristoforetti

All’università di Verona Università Svelate si fa in tre, con eventi e incontri che si susseguiranno da giovedì 19 marzo a sabato 21, secondo tre filoni principali: durante il venerdì dedicato alla manifestazione, sono previste visite guidate nelle sedi universitarie della biblioteca centrale Frinzi e della sede dei corsi in ambito umanistico (zona via San Francesco), nella sede del Rettorato in via dell’Artigliere 8, del polo delle discipline economiche, del museo dell’Informatica e del museo Contemporaneo di Polo Santa Marta.

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La sede di Santa Marta dell’Università di Verona

Sempre al museo dell’Informatica, ma giovedì 19 marzo, si terrà un laboratorio per famiglie (partecipanti dagli 11 anni in su) dove il curatore Marco Cristanini insegna come produrre codici con l’antesignano del moderno pc, il Commodore 64: il computer più venduto al mondo e al quale si deve la diffusione del microprocessore nelle case di milioni di persone. Due giorni più tardi, al museo del Contemporaneo, si tiene invece un laboratorio di immagini in trasformazione dal titolo Scomporre, ricomporre, inventare (attività per bambine e bambini tra i 5 e 10 anni di età, accompagnati da massimo due persone).

Due infine, gli eventi dedicati ai ragazzi e alle ragazze delle scuole superiori: la lectio magistralis di Gian Mario Villalta dal titolo Poesia e voce, e Unistem Day, la XVIII edizione della giornata internazionale che promuove la cultura scientifica, dove sarà ospite l’astronauta italiana Samantha Cristoforetti.
Tutte le informazioni legate ai tre giorni di Università Svelate a Verona si possono trovare nella pagina ufficiale dell’ateneo scaligero.

Samantha Cristoforetti
Samantha Cristoforetti

Padova, tra musei e racconti scientifici

A Padova, invece, la seconda università più antica d’Italia concentra le proprie aperture sull’ampio sistema museale che la contraddistingue. Tredici sono i luoghi in cui si raccoglie il sapere sviluppatosi in oltre 800 anni di storia dell’Università di Padova: dall’ultimo arrivato museo della Natura e dell’Uomo al museo di Geografia, passando per il museo di medicina veterinaria e quello di Zoologia adriatica “Giuseppe Olivi”, fino al museo delle macchine “Enrico Bernardi”, inventore del motore a scoppio in Europa.

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Palazzo Bo a Padova

Oltre alle collezioni universitarie, l’ateneo padovano apre le porte a due delle sue sedi principali, la Sala dei Giganti di palazzo Liviano e Palazzo Bo, nelle visite serali dedicate alle “Tracce di medicina” e accompagnate, subito prima, da un talk scientifico aperto, dove la comunità accademica racconterà le proprie ricerche su temi attuali legati alla medicina e alla salute. Il programma completo delle iniziative padovane è consultabile qui.

Damiano Martin

 

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