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Curling, gnocchi e meme: così Milano-Cortina 2026 conquista il mondo

Curling, gnocchi e meme: così Milano-Cortina 2026 conquista il mondo

Dall’incredibile trionfo di medaglie alle parodie con pentole e scope, passando per le recensioni virali del cibo olimpico: Milano-Cortina  conquista il web e il cuore dei fan di tutto il pianeta

Milano-Cortina 2026 non sta regalando solo un record storico di medaglie agli azzurri25 già conquistate, quattro in più rispetto a Lillehammer ’94, e 9 ori contro i 7 di allora — ma ha trasformato le Olimpiadi in uno spettacolo globale che va ben oltre il ghiaccio.
Se le imprese sportive restano il cuore pulsante dei Giochi, sui social hashtag come #CurlingMania2026 e #ItalianCurling stanno infatti facendo il giro del web, tra reel, meme e video virali che raccontano l’Italia che ride, scherza e si entusiasma.
Chi avrebbe mai pensato che il curling, uno sport antico quanto la Scozia del XVI secolo, diventasse protagonista di sfide con scope e pentole in cucina, selfie di Snoop Dogg con campioni britannici e parodie domestiche da milioni di visualizzazioni? Eppure è proprio così: dalle piste olimpiche ai salotti di casa, la curling-mania sta contagiando tutti, trasformando una disciplina tradizionalmente pacata in un fenomeno pop e social.
E non finisce neanche qui: tra una spazzata e un tiro preciso, le Olimpiadi sono diventate anche una vetrina gastronomica virale, grazie a #OlympicsFood.
Ben Richardson, atleta statunitense di curling, ha conquistato TikTok con recensioni di gnocchi, spaghetti, tiramisù e cappuccini, trasformando il Villaggio Olimpico in un vero e proprio “tour del gusto” da milioni di visualizzazioni.

curling

Dal bob alle scope

Se all’edizione di Cortina 1956 aveva fatto seguito il boom in Italia del bob, sull’onda delle medaglie portate a casa sulla pista intitolata oggi proprio a uno dei protagonisti di allora, Eugenio Monti, è ora il momento del curling.
Non a caso, proprio il Comune di Cortina d’Ampezzo si è mosso nelle ultime ore per realizzare un nuovo stadio dedicato da 6,8 milioni, a completamento del complesso di impianti che comprende l’Olimpico e la pista da bob.
Già l’inatteso oro a Pechino del doppio misto Amos Mosaner-Stefania Constantini aveva del resto richiamato grandissima attenzione da parte degli italiani su questa disciplina.
Adesso, però, trascinato ancor più da Milano-Cortina, a crescere nella sua dimensione internazionale è l’intero movimento del nostro curling.

L’Italia del curling a caccia di medaglie

In tal senso, poco conta che Mosaner-Constantini, stavolta, si siano fermati al bronzo: le loro imprese sono state in grado di fare da volano anche alle squadre maschili e femminili. E le loro partite sono ormai seguite quotidianamente dai tifosi non solo in tv, ma ancor prima in uno stadio olimpico cortinese che fa registrare costantemente numeri da tutto esaurito. Qui, la nuova passione degli italiani ben si incrocia per esempio con quella dei rumorosi sostenitori statunitensi, dando vita sugli spalti a incroci di cori assai insoliti per questo sport, tradizionalmente contrassegnato da grande pacatezza e fair play.

#ItalianCurling conquista anche il The Sun

#CurlingMania2026 è diventato in questi giorni un tag usatissimo su TikTok e Instagram da parte dei tifosi di tutto il mondo per reagire, commentare e condividere video e meme legati alle loro squadre.
Così come #ItalianCurling e #OlympicViralMoments .
E hanno attirato l’attenzione anche di diversi media stranieri, tra cui il The Sun, che ha pubblicato un articolo dal titolo “Fans suddenly ‘become big Italian curling supporters’ as glamorous Winter Olympians steal the show in Milan” e Reuters, che ha raccontato come i tifosi presenti al Cortina Curling Olympic Stadium non siano silenziosi come nei tradizionali tornei di curling, ma cantino e suonino cori generando un’atmosfera simile a una partita di calcio e attirando reazioni entusiastiche dagli altri team e dal pubblico internazionale.

Stefania Cotantini su The Sun

La curling-mania, d’altra parte, non risparmia davvero nessuno. Per esempio, il rapper e attore Snoop Dogg, inviato speciale della Nbc a Cortina, si è fatto scattare un selfie con le stelle britanniche Bruce Mouat e Jennifer Dodds, che a loro volta hanno lanciato un appello allo staff dell’artista affinché condivida la foto.

Le parodie-video virali che trascinano il curling

Il post virale considerato da alcuni utenti il primo vero “meme” delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 è quello di un uomo che scivola in modo buffo. Ma, soprattutto, a riscuotere un grandissimo successo su TikTok e compagnia sono i video domestici parodistici in cui sono riprese persone che usano pentole, robot per la pulizia del pavimento e secchi al posto delle “stone” o scope e mocio per le spazzate. Una combinazione che, in un continuo rimbalzo tra la dimensione della rete e la realtà, è stata riprodotta anche concretamente in maniera goliardica al di fuori delle piste dedicate. In tal senso, esemplare è il caso di piazza Battisti, a Trento, dove è allestita una pista di pattinaggio, divenuta per l’occasione un’improvvisata location in cui si sono affrontati, con pentole a pressione e scope, una serie di atleti per una versione casalinga fai da te del curling.

Olimpiade è anche… recensire il cibo

Arriva proprio da questo sport, pur indirettamente, anche un altro curioso hashtag che sta riscontrando un notevole successo: “#OlympicsFood”, con cui vengono postate le recensioni culinarie provenienti direttamente dal villaggio olimpico.
A lanciare l’idea è stato l’ atleta statunitense di curling Ben Richardson, che ha raccolto milioni di visualizzazioni su TikTok per le sue recensioni del cibo italiano nel Villaggio Olimpico, diventando quindi virale con i suoi giudizi su piatti come gnocchi di patate (promossi), spaghetti alla bolognese e tiramisù, fino ai ravioli con salsa di pomodoro, che hanno raccolto 2,8 milioni di visualizzazioni e oltre 250 mila “mi piace”, nonostante il giudizio finale di 6,7 su 10 (per l’atleta, buono il sapore, anche se avrebbe preferito ci fosse un po’ di più formaggio). Un vero e proprio “tour gastronomico” all’interno di un contesto olimpico tradizionalmente riservato agli atleti, in cui non sono mancate promozioni (particolarmente apprezzato per esempio un cappuccino “davvero liscio”) e bocciature (spicca quello per il waffle “che suona come una roccia quando tocca il piatto”).

Alberto Minazzi

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