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G20 Women Rome Summit: la riscossa delle donne

G20 Women Rome Summit: la riscossa delle donne

“A troppe di noi è stato detto che dovevamo scegliere tra essere madre e fare carriera. Come madre di sette figli e come presidente della Commissione Europea, mi permetto di dissentire. Ma conosco gli ostacoli che le donne affrontano”.
Ursula Von der Leyen ha iniziato così il suo intervento al W20 Women Summit in corso a Roma (13-15 luglio) e centrato sui temi della disoccupazione femminile , del gender pay gap e sulla violenza sulle donne.
Aperto dalla presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, il summit ha raccolto l’adesione di 98 delegate da tutto il mondo.
La presidente Von der Leyen ha partecipato attraverso un videomessaggio, ricordando come l’Unione Europea si sia posta come obiettivo la riduzione del divario occupazionale di genere del 50%.

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Ursula Von der Leyen @W20 social

“Dobbiamo fare i giusti investimenti per una ripresa solida e sostenibile e con il contributo del W20 riusciremo a gettare la base per rappresentare gli uomini e le donne in maniera equa – ha detto Von der Leyen – Dobbiamo pretendere un accesso equo al mondo del lavoro e poter allo stesso tempo crescere i nostri bambini. Per questo, abbiamo bisogno dei pagamenti dei congedi parentali, di consolidare l’assistenza per l’infanzia e per gli anziani. Ma anche di investire di più nell’istruzione perché –ha ricordato- 11 milioni di bambini e bambine potrebbero essere costretti all’abbandono scolastico. La commissione europea aumenterà dunque di un terzo i fondi stabiliti per l’istruzione, raggiungendo i 100 milioni”.

Il gender pay gap

Sulla disparità delle retribuzioni tra uomini e donne ha puntato il dito la presidente Casellati.
“In 18 paesi del G20 – ha continuato – le donne continuano ad essere pagate oltre il 15% in meno degli uomini e solo il 55% delle donne è coinvolto nel mercato del lavoro rispetto al 71% degli uomini – ha sottolineato -Ci sono ancora troppi pregiudizi culturali che impediscono al mondo femminile di esprimere il talento e i meriti. Il lavoro che il vertice porta avanti rappresenta un contributo fondamentale con l’individuazione delle tre priorità strategiche: lavoro, imprenditorialità femminile e digitale“.

“Una battaglia ancora da vincere”

A rilevare come “la battaglia di fondo che anima il senso del W20 Women sia una battaglia ancora da vincere in ogni parte del mondo”, e che anche nel nostro Paese “facciamo i conti quotidianamente con residui di una cultura di un tempo che vorremmo metterci alle spalle” è stato anche il ministro della Salute Roberto Speranza, che si è detto convinto anche della necessità di rafforzare la “medicina di genere”.
In relazione alla prevenzione, agli screening, alla lotta contro il cancro “ e in tutti i terreni che riteniamo prioritari in quanto – ha chiarito – la medicina di genere deve essere la lente attraverso la quale guardare al Servizio Sanitario del futuro”.

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Una nuova ottica, una svolta culturale che riguarda il lavoro, certo, ma che parte da quella che la stessa Casellati ha definito “una piaga globale inaccettabile”: la violenza contro le donne.

“Servono politiche attive che rovescino gli stereotipi”

“Colpisce 1 donna su 3 nel mondo e rappresenta una violazione dei diritti umani e uno dei principali ostacoli al raggiungimento dell’eguaglianza di genere – ha denunciato – Un fenomeno inaccettabile, che nel periodo della pandemia si è purtroppo aggravato, perché il lockdown ha in molti casi amplificato la tensione domestica e familiare in cui spesso tali eventi accadono. A fronte di questo – ha concluso – servono quindi  politiche attive che rovescino gli stereotipi e promuovano un cambiamento profondo della percezione della donna e del rapporto tra i sessi”.

“Le donne sono pronte ad avere il potere”

Se la pandemia ha aggravato alcune situazioni, amplificando le disuguaglianze già in essere, la stessa “ha acceso i fari sulle strategie e sulle energie che possiamo mettere in campo per riequilibrare il mondo, dando finalmente vitalità al protagonismo femminile – ha affermato la ministra per le Pari Opportunità e per la Famiglia, Elena Bonetti – Le donne non sono una minoranza da includere ma persone capaci di portare un’energia necessaria per riattivare il sistema. Il potere è la possibilità di agire e oggi – ha concluso –le donne sono pronte ad avere il potere. Stiamo provando ad attuare un cambio strutturale delle politiche sociali attraverso la riforma del Family Act, volta a promuovere l’empowerment femminile, considerata la leva del futuro sui fronti economici e culturali”.

Consuelo Terrin

 

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