Volontari: una grande risorsa contro le emergenze.

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Nel comune di Venezia anche gli angeli portano gli stivali.

 

Ogni giorno centinaia di persone dedicano tempo e competenze alla comunità.
Sono nostri vicini di casa, colleghi di lavoro, amici che hanno deciso di dare la loro disponibilità per intervenire in situazioni di emergenza.
Nel nostro territorio sono 230 e 90 tra loro domenica e lunedì si sono prodigati per liberare la viabilità ostruita da tronchi d’albero abbattuti da un vento furioso sia nella città storica che in terraferma.
Hanno lavorato fino all’alba,  distribuiti tra Mestre, Lido, Venezia e le isole di Burano e Murano.
Il downburst che si è scatenato sulla città metropolitana ha causato molti danni, allagamenti, ha lasciato rami e alberi sulle strade, ribaltato cassonetti, abbattuto camini e infissi pericolanti.

Loro, i volontari della Protezione Civile, sono intervenuti prontamente ovunque.
Motosega in mano e stivali ai piedi, hanno ripristinato la viabilità in numerose strade del Lido (dove si sono verificati problemi soprattutto in via Sandro Gallo e Riviera Pasquali e a Malamocco, area depuratore), di Mestre (Via Milosevich, via Monte Cervino, Via Miranese, Viale Garibaldi, Via Castellana, Via Fradelletto, Asseggiano, Via Grimani), a Burano e nelle isole.

Volontari all’opera a Mestre

Il loro lavoro ha consentito a tutti di riprendere presto le normali condizioni di vita.
Eppure la loro presenza non è poi così scontata.

I volontari

Mentre i Vigili del Fuoco lunedì, dopo le 21,00, ricevevano 150 chiamate ed effettuavano 70 interventi urgenti, a loro volta molti volontari venivano allertati dai vari gruppi di zona. I primi si sono portati in strada già pochi minuti dopo la chiamata, altri sono giunti a destinazione appena possibile. Hanno lavorato di notte, liberando la viabilità stradale e pedonale da rami e alberature cadute al suolo per il forte vento e a prosciugare zone per allagamenti dovuti alle fortissime piogge. I volontari dei gruppi comunali e delle associazioni di Lido e Burano sono stati impegnati in una trentina di interventi, soprattutto a Mestre, nella terraferma veneziana e al Lido, ma anche a Burano e a Venezia centro storico. Il coordinamento delle squadre di volontari sul territorio è stato effettuato da sette funzionari dell’Ufficio comunale di Protezione civile, in costante contatto con la sala operativa dei Vigili del Fuoco. 

Il downburst

Sono sempre più frequenti e violenti i nostri temporali. Spesso, come è accaduto domenica e lunedì, sono caratterizzati da scoppi di vento simili a quelli di una tromba d’aria. Gli esperti spiegano che in realtà si tratta di cose diverse e che se si immagina di lanciare con forza un sasso in una pozzanghera si capisce perché. Il fenomeno, a volte preceduto da una nube tanto nera da far paura, è generato infatti da una colonna di aria fredda che da quella nube scende a una velocità che può superare anche i 100 km/h, accompagnata da forti piogge. Nel momento in cui impatta al suolo, come il sasso nella pozzanghera, la colonna d’aria devia espandendosi orizzontalmente. Può creare seri danni e determina raffiche di vento fortissime. Lunedì, secondo le stime, il vento ha toccato i 90 km/h, ma un downburst può superare anche i 130-150 km/h.

La protezione civile veneziana

Nata nel 1997, la Centrale Operativa della Protezione Civile, nel comune di Venezia, può contare sulla disponibilità di 230 volontari e di alcune Associazioni presenti sul territorio. Ognuno mette in campo la propria volontà, le proprie competenze, professionalità e mestiere. Alcuni gruppi sono di specifica specializzazione, come il Gruppo di Marghera specializzato negli interventi in caso di incidenti industriali (ma molto attivo anche sul fronte della prevenzione, con lavoro di divulgazione delle informazioni tra la cittadinanza) e il gruppo specializzato in Beni culturali, che si occupa di intervento emergenziale in caso di eventi calamitosi che si verificano nei luoghi d’arte.

 

 

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