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Turista fai da te? Non più. Ci sono i Venice Guardians.

Al centro, l'assessore al Turismo Paola Mar con alcuni Venice Guardians.
Nella foto in alto: Al centro, l’assessore al Turismo Paola Mar con alcuni Venice Guardians

Dal 13 aprile si trovano nei punti più strategici della città e nei principali  hub di accesso.
Nelle giornate di picco sono in diciotto.
In quelle meno problematiche in termini di flussi turistici, in dieci.
Ma ci sono sempre. Sono i Venice Guardians, ragazzi e ragazze multilingue pronti a fornire informazioni utili ai turisti ma, soprattutto, a diffondere le buone pratiche con le quali approcciarsi alla città.
Localizzabili soprattutto nell’area marciana, all’uscita della stazione Santa Lucia e a Piazzale Roma, i Guardians offrono supporto ai visitatori e, con le loro informazioni, contribuiscono anche a far vivere meglio i residenti.
Presenti a San Marco dalle 10.30 alle 18.30, a Piazzale Roma e alla stazione ferroviaria nella fascia oraria di maggiore transito, quella dalle ore 10 alle 13, indicano infatti itinerari alternativi a quelli classici, contribuendo a scongiurare intasamenti lungo le calli.

I Venice Guardians

Occuparsi dell’accoglienza, significa per loro soprattutto informare su quali sono i comportamenti consentiti a Venezia, su quali sono i luoghi di interesse della città, sulle aree di sosta, sulla presenza di bagni pubblici o meno, sulle fermate di trasporto pubblico e sui numeri utili da poter contattare in caso di necessità.
I Guardians fanno capo a Ve.La S.p.A, che li ha reclutati.
Ma il loro servizio è stato finanziato dall’ amministrazione comunale su proposta dell’assessore al Turismo Paola Mar. Saranno attivi sul territorio fino al 31 dicembre, per un totale di 201 giorni e con orari di servizio che possono variare in base al modificarsi della previsione di afflusso dei turisti in città.
“Il Comune ha voluto anche quest’anno investire sui Guardians mettendo sul piatto 250mila euro e garantendo 9.956 ore di servizio – ha spiegato l’assessore Paola Mar – Non si tratta però di un’iniziativa isolata, poiché si inserisce nello sviluppo del Progetto di Governance della città”.

#EnjoyRespectVenezia.

Il loro è quindi soprattutto un compito di sensibilizzazione.
Il volto umano e la mano tesa della campagna #Enjoy Respect Venezia, che trova sempre più sostenitori anche tra i personaggi famosi.
L’ultimo a essersene fatto portavoce, di recente, è stato il noto cantante livornese Enrico Nigiotti che, a Mestre per il suo “Cenerentola tour” al Teatro Toniolo, in un video ha lanciato l’appello al rispetto per la città storica.

 

Il cantante Enrico Nigiotti

I divieti di Venezia

Cosa non si può dunque fare a Venezia?
Consumare pranzi al sacco, per esempio, girare in città in costume da bagno, bivaccare sui ponti ostruendo il transito, tuffarsi in acqua, gettare i rifiuti per terra e tutto quanto riportato anche nel Regolamento di Polizia comunale.
La nuova versione, che recepisce anche alcuni recenti divieti e introduce il daspo urbano, è in attesa di approvazione da parte del Consiglio.

Il dialogo con i viaggiatori di oggi e di domani

In quante lingue saranno in grado di comunicare i Venice Guardians?  Almeno 6.
Oltre alle più note inglese, francese e tedesco, si aggiungono arabo, russo e  cinese.
I Venice Guardians sono riconoscibili per le divise e i capellini bianchi che portano, con il logo della campagna #Enjoy Respect Venezia. Pettorine e indumenti sono finanziati dall’Associazione di Piazza San Marco.

L’assessore al Turismo Paola Mar durante la presentazione del servizio dei Guardians

“Vogliamo, soprattutto, che il cittadino sia informato e ‘formato’ prima di arrivare a Venezia – ha sottolineato l’assessore Mar – Per questo motivo stiamo collaborando con la Regione, Enit e gli stakeholders internazionali per arricchire e implementare l’informazione e la comunicazione in tutti i modi possibili”.

 

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