Venezia: l’ospedale resterà presidio di Primo livello

Mauro Codussi, Facciata, Scuola Grande di San Marco, Venezia
Nella foto in alto: Il monumentale ingresso dell’ospedale Ss Giovanni e Paolo di Venezia

L’ospedale di Venezia non sarà declassato.
Il rischio di diventare semplice ospedale “di base”, come inizialmente previsto dalle schede regionali, non c’è più.
L’inversione di rotta è arrivata con un disegno di legge della Giunta regionale che, recependo le richieste dell’amministrazione veneziana e delle migliaia di cittadini che nelle ultime settimane si sono mobilitati, ha individuato la chiave giuridica per risolvere la situazione.
“L’ospedale del Centro Storico di Venezia è classificato come presidio di Primo Livello, tenuto conto che il bacino d’utenza di afferenza dell’ospedale è comprensivo, oltre che della popolazione del territorio insulare, anche della forte presenza turistica e della mobilità urbana giornaliera, e considerate le peculiari e disagiate condizioni geomorfologiche e insulari, in conformità all’articolo 15, comma 3, dello Statuto del Veneto”.
Poche ma importantissime righe che tutelano lo status quo di una tipologia di ospedale fondamentale per la città.
La dichiarazione ora contenuta nel Piano Sociosanitario 2019-2023 mette quindi un punto fermo alla questione.

 

Lo storico accesso dell’ospedale di Venezia

I risultati si ottengono quando si lavora insieme con diplomazia

“Venezia è una città viva – ha commentato il Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro – Evidentemente tutto l’allarmismo sullo spopolamento, raccontato come sempre con una certa prosopopea, produce dei danni. Come amministrazione abbiamo prodotto dei documenti che dimostrano come stanno davvero le cose e sono sinceramente grato al Presidente Luca Zaia e a tutta la Regione, perché questo è un bel modo di fare politica. Non strumentalizzando l’errore ma con la diplomazia, che era una delle grandi arti storiche di Venezia e che resta una grande arte della politica. A questo proposito – ha concluso Brugnaro – ringrazio soprattutto i cittadini, che si sono mobilitati con grande senso di responsabilità. Abbiamo vinto tutti”.

 

L’elicottero per el emergenze dell’ospedale di Venezia

Venezia e i suoi residenti

I numeri sono stati fondamentali in questo.
Nella relazione che correda il ddl regionale viene messa in evidenza infatti una realtà veneziana diversa da quella di cui normalmente si legge a proposito dello spopolamento.
A Venezia, insomma, vivono molte più persone di quelle che ufficialmente possono dirsi residenti.
Agli 80.725 che risultano in questa condizione, sono così stati aggiunti coloro che quotidianamente si recano a Venezia per studio e per lavoro (tra i 10 e i 20 mila), la presenza turistica giornaliera media (che in agosto arriva anche a 44.900 presenze) e i giovani universitari, una popolazione che conta circa 25.000 studenti.
Sono stati proprio questi dati a fornire alla Giunta regionale l’assist per intervenire .
“Appena è apparso il problema, legato alla normativa nazionale sulle caratteristiche che determinano le qualificazioni degli ospedali – ha commentato il Governatore Luca Zaia – ho chiesto un lavoro tecnico giuridico urgente ma approfondito per individuare una norma che risolvesse la questione, e consentisse di dare al Civile di Venezia il rango che merita”.

 

Santi Giovanni e Paolo: un ospedale con le sue eccellenze

Oltre ai numeri, a delineare la strada in senso positivo per Venezia sono stati elementi tecnici imprescindibili.
L’Ospedale Santi Giovanni e Paolo, infatti, ha tutte le carte in regola per essere riconosciuto come ospedale di Primo Livello.
Oltre al Pronto Soccorso, all’unità di Emergenza-Urgenza per le maggiori complessità e all’Osservazione Breve Intensiva, quello veneziano è un presidio che annovera anche diverse eccellenze. Rientra infatti nelle reti di patologie tempo dipendenti dell’Ictus (ospedale di primo livello in collegamento con la stroke unit di secondo livello), dell’infarto acuto del miocardio (con presenza dell’emodinamica) e del trauma (Centro Trauma di Zona).

 

Pazienti nella sala d’attesa del Pronto Soccorso dell’ospedale di Venezia

La specificità di Venezia

Non da ultimo, com’è riportato nella scheda tecnica unita al disegno di legge regionale, a giustificare la permanenza dell’ospedale veneziano tra i presidi di Primo livello ci sono anche le condizioni geomorfologiche della città.
Venezia -si legge nella relazione della Regione – presenta infatti “criticità nella mobilità urbana tali da rendere complessa la gestione dell’urgenza-emergenza” se si dovesse ricorrere a un ospedale al di là della Laguna “tenuto conto delle difficoltà e dei tempi dei collegamenti con la terraferma”.

 

1 commento su “Venezia: l’ospedale resterà presidio di Primo livello”

  1. Abito in centro storico a Venezia. Recentemente sono stato colpito da ictus cerebrale; se non fossi stato soccorso rapidamente con idroambulanza ed immediato intervento medico non potrei scrivere questa nota.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi sui social

Condividi su facebook
Condividi su twitter