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Venezia: si riparte con il sole nel cuore

Progetto senza titolo-3

Scuole, cultura, la vita di tutti i giorni. La settimana da incubo di Venezia è finita e i Veneziani cominciano a rialzare la testa.
L’acqua, tecnicamente, resta “alta”. Ma non ai livelli toccati tra martedì e domenica scorsi. E la resilienza dei cittadini riemerge.
Così come sta riemergendo la città, stretta nell’abbraccio di tutto il mondo, che non ha mancato di far sentire ai veneziani l’amore per Venezia.
Si ricomincia in una giornata di sole che apre alla speranza.

Una settimana da (non invidiabile) record

187 cm martedì 12, 154 venerdì 15, 150 domenica 17.
In cinque giorni, Venezia ha registrato maree da “top ten” storica.
Le rilevazioni ufficiali partono dal 1923. E, nei giorni scorsi, la classifica si è riaggiornata rispettivamente con il secondo (187), il settimo (154) e il nono (150) picco assoluto.

Ma non è l’unico record dei giorni scorsi. Mai, dal 1872, si erano presentati anche solo 2 eventi mareali superiori a 150 cm nel corso di un solo anno.
Né, sempre nello stesso periodo di quasi un secolo e mezzo, si erano registrati nello stesso anno 3 eventi superiori a 140 cm.
In questo novembre 2019 si è arrivati a quota 4. Perché anche mercoledì 13 si è toccata quota 144 cm. Uguagliando, in questo caso, il 29 ottobre 2018, quando la marea aveva toccato 2 volte in 24 ore un picco superiore a 140 cm.

Eccezionale, nei giorni scorsi, anche il numero di volontari di Protezione civile impiegati sul territorio. Sono state almeno 280 le persone attive sul campo, provenienti non solo da Venezia e dalla Città metropolitana, ma anche da Padova, Treviso e Rovigo.

volontari della Protezione Civile al lavoro

Rimborsi: assistenza agli anziani per la modulistica

Anche se è passata la settimana di picchi eccezionali, la marea in città resta ancora sopra la norma.
Si parla infatti tecnicamente di “acqua alta” quando il livello supera gli 80 cm.
La situazione, quantomeno, è ora più gestibile.  Da oggi, è così partita anche la conta dei danni lasciati dall’acqua alta eccezionale. Le prime stime parlano di oltre un miliardo di euro.

I danni vanno documentati, utilizzando l’apposita modulistica. Questa potrà essere compilata anche online e il sistema di raccolta delle denunce dovrebbe essere operativo tra domani e dopodomani. Si cerca infatti di abbreviare al massimo i tempi, per poi procedere quanto prima con la liquidazione dei danni di minore entità (soglie di 5.000 euro per i privati e 20.000 per le aziende).

Per aiutare le persone meno avvezze alla tecnologia, in particolare gli anziani, si stanno nel contempo organizzando attività di assistenza ai fini della corretta compilazione delle pratiche per ottenere il ristoro dei danni subiti.

Tutti a scuola

Le acque alte eccezionali dei giorni scorsi hanno costretto l’Amministrazione comunale a sospendere anche le attività didattiche. Da oggi, si può finalmente dire che anche questa emergenza è rientrata. Da questa mattina, sono infatti riprese regolarmente le lezioni negli istituti di ogni ordine e grado. Sia in centro storico, che nelle isole del Lido e di Pellestrina.

Le scuole che dipendono dal Comune sono asili nido e scuole d’infanzia. Di queste, solo in due plessi stanno continuando le operazioni di ripristino. I bambini della San Francesco della Giudecca e della Santa Teresa a Dorsoduro, così, sono stati ospitati rispettivamente alla Duca d’Aosta e alla Comparetti. Questi istituti, in campo Junghans e in campo del Ghetto vecchio, sono infatti agibili e puliti come tutti gli altri della città d’acqua.

Anche l’Università Ca’ Foscari è stata pesantemente colpita dall’acqua. La quantificazione dei danni è ancora in via di definizione, ma intanto è ripartita l’attività: si è riaperta la sede, con i relativi uffici, e sono ricominciati i corsi.

Musei: ripartenza progressiva

A chiudere al pubblico, nelle giornate più difficili, sono stati anche i Musei civici. Passo dopo passo, tutte le 11 sedi gestite dalla Fondazione stanno riaprendo i battenti.
I primi a farlo, già sabato, sono stati il Correr (aperto anche domenica), Palazzo Ducale e la Torre dell’Orologio, oltre al Museo del Vetro di Murano e il Museo del Merletto di Burano.

Sfruttando la chiusura di turno del lunedì, da domani riaprono anche il Museo di Storia naturale Giancarlo Ligabue e il Museo di Palazzo Mocenigo, Centro studi di storia del tessuto, del costume e del profumo. Il Museo del Settecento veneziano di Ca’ Rezzonico, chiuso il martedì, sarà nuovamente visitabile da mercoledì 20.
Data che, abbandonando brevemente i musei, ma restando in Piazza San Marco, dovrebbe vedere anche la riapertura dello storico Caffè Florian.

Giovedì 21 sarà la volta della Casa di Carlo Goldoni, dove la situazione era più complicata. Ovviamente, ci vorrà qualche giorno anche per riaprire al pubblico la Galleria internazionale di Arte Moderna di Ca’ Pesaro, colpita anche da un principio di incendio e dal crollo di un solaio: resterà chiusa fino a lunedì 25.
Per Palazzo Fortuny, che viene aperto per eventi speciali, è stata invece anticipata di una settimana la chiusura già programmata per il 24 novembre, dopo la fine di MUVE Contemporaneo 2019.

Fenice: al lavoro verso la “prima”

La Fenice aveva fissato per domenica 24 l’apertura della stagione lirica, con il “Don Carlo” di Giuseppe Verdi.
Nonostante i pesanti danni subiti dal teatro (fortunatamente non a sala e palcoscenico, ma “solo” alle parti elettriche e ai generatori), la buona notizia è che la scadenza dovrebbe essere rispettata.


In questi giorni, orchestra, coro e solisti hanno continuato a lavorare agli ordini del maestro Chung, effettuando le prove musicali al teatro di Treviso.
Il reparto tecnico è rientrato in servizio sabato e gli impiegati amministrativi questa mattina. Per domani è fissato l’inizio delle prove di regia in palco e mercoledì dovrebbe tenersi la prima prova con orchestra, coro e regia in sala, per poter andare in scena domenica.

Al riguardo, va ricordata la solidarietà tra teatri lirici lanciata dalla Scala.
Il teatro milanese terrà infatti venerdì 29 una rappresentazione straordinaria del trittico di balletto col Bolero di Ravel. I fondi raccolti saranno destinati alla Fenice.

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