Venezia prima Città metropolitana d’Italia nella raccolta differenziata

differenziata plastica

Fossalta di Piave supera il 90%, nel primo semestre 2020 la media della differenziata è al 73,57%. Percentuali di riciclaggio rifiuti ben oltre gli obiettivi europei stabiliti

73,57% di differenziata e 82% di materiale e rifiuti raccolti effettivamente riciclato. Sono i numeri registrati da Veritas nel primo semestre del 2020. Non ci sono insomma dubbi: i comuni della Città metropolitana di Venezia si stanno dimostrando sempre più virtuosi, considerato che la percentuale della raccolta differenziata è in aumento.

Raccolta rifiuti in centro storico

Non a caso il capoluogo veneto per il terzo anno consecutivo è stato dichiarato da Ispra la prima Città metropolitana e il primo grande Comune d’Italia per raccolta differenziata.

Fossalta di Piave in vetta alla classifica per differenziata, buona anche la tracciabilità

Secondo i dati rilevati a giugno 2020 ben 13 dei 34 comuni di Veritas superano l’80%. In vetta alla classifica c’è Fossalta di Piave con il 90,73%, seguita da Ceggia (89,79%), Cona (87,28%), Mira (86,50%) e San Donà di Piave (86,26%).

Buone notizie arrivano anche dai dati sulla tracciabilità delle filiere. Veritas dal 2014 le certifica attraverso un ente terzo per garantire ai cittadini che il recupero dei rifiuti dichiarato avvenga poi effettivamente.

La tracciabilità segue il rifiuto durante tutte le fasi della filiera di recupero e monitorando i dati forniti direttamente dagli impianti di trattamento coinvolti permette di valutare come il territorio si pone rispetto agli obiettivi di riciclaggio imposti dalle recenti Direttive Europee del Pacchetto Economia Circolare.

Carta, vetro, plastica, metalli e legno: cosa e quanto si recupera

Cosa ci dicono i numeri della filiera di recupero? La raccolta differenziata effettuata da Veritas nel 2018 supera di gran lunga le percentuali di riciclaggio fissate come obiettivi dall’Unione Europea che per il 2025 sono il 75% per carta e cartone, 70% per il vetro, 50% per la plastica, 50% per alluminio, 70% per materiali ferrosi, 25% per il legno. L’azienda veneziana ha infatti avviato a recupero il 95% della carta e cartone raccolto in maniera differenziata, il 79% del vetro, il 92% della plastica, il 95% dei metalli, il 67% del secco residuo, mentre il 98% del legno è diventato pannello truciolare per l’industria del mobile.

Per quanto riguarda invece le frazioni umide, il 35% del verde e ramaglie e l’11% dell’organico sono stati trasformati in compost e da quest’ultimo è stato ricavato biogas per oltre 17.000 MWhp di energia. I dati riguardano i rifiuti urbani e assimilati raccolti nei 44 comuni della Città Metropolitana e a Mogliano Veneto (Treviso). A differenza degli altri anni per il 2018 si è scelto di focalizzare l’attenzione sui rifiuti urbani e assimilati monitorando solo i materiali conferiti dalle utenze domestiche e le attività commerciali. Queste due voci concorrono al calcolo della differenziata e rappresentano la quasi totalità dei rifiuti gestiti.

I rifiuti: una risorsa nell’economia circolare

Numeri significativi che dimostrano l’importanza del riciclaggio nel modello di economia circolare. I rifiuti diventano così una risorsa importante per la produzione di prodotti costituiti da materie prime rigenerate. In questo modo c’è anche una riduzione dell’impatto ambientale e un risparmio delle materie prime di cui il pianeta è sempre più povero.

I risultati della tracciabilità sono sicuramente buoni e negli anni stanno migliorando. Purtroppo, però, non tutto ciò che arriva negli impianti di recupero, quale l’Ecodistretto di Marghera, può essere rigenerato. Questo soprattutto perché assieme al materiale recuperabile per il riutilizzo, vi è ancora un’elevata quantità di rifiuto impropriamente conferito. L’obiettivo è dunque quello di incrementare ulteriormente la quantità, ma anche la qualità, di materiali raccolti in modo differenziato per ricavare dai rifiuti più materia rinnovabile possibile. Con il traguardo da raggiungere di portare il più possibile vicino allo zero la presenza di scarti non valorizzabili.

Differenziata in aumento, bisogna però migliorare la qualità dei rifiuti raccolti

Per alleggerire il costo del servizio smaltimento e di conseguenza le bollette a carico delle famiglie è dunque necessario fare bene la differenziata, dividendo con cura i materiali ed eliminando gli scarti in modo da ridurre la quantità di rifiuto secco. E’ anche importante evitare di abbandonare in strada e nell’ambiente rifiuti e materiali ingombranti, il cui recupero comporta costi aggiuntivi a carico della collettività. La quantità dei rifiuti differenziati è progressivamente aumentata negli ultimi anni con un valore che si sta avvicinando sempre più all’obiettivo regionale del 76% al 2020.

Per valutare la differenziata domestica, sempre secondo i dati riferiti al 2018, Veritas e le aziende del Gruppo hanno effettuato un migliaio di analisi merceologiche sulle principali frazioni differenziate in ogni comune. Su scala metropolitana gli errati conferimenti rappresentano in media il 5,92% dei rifiuti di carta e cartone, in diminuzione rispetto al 2017, con valori oltre il 10% sui rifiuti derivanti da raccolta stradale e inferiori a 1,5% sulla raccolta porta a porta. Complessivamente su 48.549 tonnellate di rifiuti di carta e cartone raccolti, si stimano 2.877 tonnellate di materiali erroneamente conferiti.

Per quanto riguarda vetro, plastica e metalli, la più alta percentuale di frazioni estranee si riscontra nel multimateriale VPL (vetro-plastica-lattine) con un valore medio del 18,17% che arriva quasi al 25% nella raccolta stradale. Nel multimateriale PL (plastica-lattine) la percentuale di frazioni estranee è del 7,77% mentre nel VL (vetro-lattine) del 6,13%. Anche la raccolta monomateriale della plastica presenta valori abbastanza elevati di conferimenti non corretti con una percentuale media del 13,74%. Pur se i valori sono in diminuzione si stimano ancora 16.220 tonnellate di materiale erroneamente conferito.

 

 

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