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La variante inglese è più letale. I consigli dell'immunologa Viola

La variante inglese è più letale. I consigli dell’immunologa Viola

“Nuovi dati provenienti dal Regno Unito indicano che la variante inglese è non solo più trasmissibile ma anche più letale. Il rischio potrebbe essere tra il 40% e il 60% in più. La buona notizia è che i vaccini funzionano anche contro questa variante e quindi le nostre RSA e i nostri ospedali sono protetti. Bisogna accelerare con le vaccinazioni dei soggetti fragili e mantenere bassa la circolazione del virus“.

La notizia circola da qualche ora, ma lo studio inglese che fornisce i nuovi dati  non è ancora disponibile al pubblico nel momento in cui si inizia a cercarlo.
La conferma della maggior letalità di questa variante arriva però anche dall’immunologa Antonella Viola, che in un suo post facebook, senza creare allarmismi, cerca di fornire consigli utili per affrontare il nuovo corso della pandemia.

post di Antonella Viola
Il post di Antonella Viola

I consigli dell’immunologa Viola

Non è il caso di proporre aperture e forse andrebbero rivisti alcuni parametri (in senso restrittivo) per decidere come regolarsi nelle varie regioni – scrive ancora Viola nel suo post – A prescindere da quello che farà il governo, quello che possiamo fare noi è:
1) vaccinarci quando chiamati
2) usare mascherine FFP2 negli ambienti chiusi, inclusi negozi e scuole (per strada bastano quelle chirurgiche o anche di stoffa)

L'immunologa Antonella Viola
L’immunologa Antonella Viola


3) non organizzare ritrovi in casa con amici o parenti
4) andare al ristorante solo con i propri conviventi
5) evitare sempre di incontrare persone fragili senza le dovute precauzioni (anche i nonni!)
Condividiamo i suoi consigli, che pubblichiamo anche noi di Metropolitano.it.

Lo studio inglese

Ma continuiamo la ricerca dello studio inglese che sembra aver allertato tutta Europa e che in Italia ha determinato il dietro front immediato del ministro della Salute Roberto Speranza riguardo l’apertura degli impianti sciistici oltre ad aver indotto numerosi esperti a chiedere un nuovo lockdown.
Il documento è stato redatto dal New and Emerging Respiratory Virus Threats Advisory Group (NEVRTAG) ed è a firma degli esperti che stanno affiancando il Regno Unito nella gestione della pandemia.
Rileva che la variante inglese del coronavirus, indicata come 20B/501YD1 o B.1.1.7, è caratterizzata da 23 mutazioni.
Di queste, 14  sono localizzate sulla proteina Spike del virus.

La posizione 501YD1

Quella nella posizione 501 rende il virus più contagioso dal 30 al 50% rispetto alle altre varianti. Ma potrebbe avere anche una letalità superiore alle altre dal 40 al 60%.
Il documento pubblicato dal New and Emerging Respiratory Virus Threats Advisory Group mette insieme i dati rilevati da 12 diversi studi indipendenti e gli esperti sottolineano che gli stessi dati devono comunque essere analizzati ulteriormente, perché fra loro ci sono delle evidenti differenze.

Più di una variante inglese

Oltre alla variante B.1.1.7, sempre in Gran Bretagna, ma anche in Danimarca, Stati Uniti e Australia, è stata individuata un’ulteriore variante: la B1525, della quale si stanno studiando le mutazioni. Tra queste, infatti, preoccupa la mutazione denominata E484K sulla proteina Spike, individuata anche sulle varianti africana e brasiliana e potenzialmente capace di ridurre l’immunità da vaccino o da precedente malattia Covid.

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