Una Mostra da Oscar

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Chiuso il “buco”, il Lido può ripartire (finalmente) con nuovi spazi per la Cittadella del cinema e film di qualità

 

Tanto era l’entusiasmo, che già al termine della prima settimana i vertici della Biennale potevano permettersi un primo, positivo bilancio. Il Lido quest’anno ha accolto nel modo migliore i propri ospiti ed è stato ricambiato da un importante ritorno di giovani e residenti, che non si sono lasciati scappare l’occasione di ammirare la nuova mise della mostra e di lasciare “like” e commenti sui social.

Il Piazzale del Casinò al Lido di Venezia durante la Mostra del Cinema

Chiuso dall’Amministrazione il buco della vergogna in tempo record, il nuovo look dell’area a lungo vituperata ha contribuito a decretare un successo tale da aver permesso al Festival cinematografico più antico del mondo di festeggiare la sua rinascita e di riaffermare con orgoglio il proprio primato. Niente più voragini da nascondere, niente più decorazioni alla meno peggio, niente più defezioni da contare, ma nuovi spazi, tecnologie all’avanguardia e scelte coraggiose. Non un nuovo Palazzo del cinema, che non ha mai visto la luce, ma una Cittadella con 5.700 posti e nove sale, distribuite tra il lungomare, la zona delle Quattro Fontane e, per la prima volta, un’isola: quella del Lazzaretto Vecchio.

«La Cittadella del cinema al Lido – ha commentato il presidente della Biennale Paolo Baratta – va completando la sua rinascita. Sta procedendo con sistematicità il programma avviato dopo l’ annnus horribilis del 2010, anno che rappresentò il culmine delle fragilità e criticità accumulate nel tempo. Grazie all’impegno del Comune di Venezia, il piazzale antistante il Casinò e la Sala Grande è stato quest’anno completamente rinnovato. E al Casinò saranno dedicate altre risorse nell’immediato futuro per ulteriori adeguamenti e rinnovi».

La scalinata del Palazzo del Casinò al Lido di Venezia

L’emblema della rinascita è stato l’avveniristico cubo “rosso-Biennale” collocato proprio dove prima c’era il buco, a spiccare tra il bianco della nuova pavimentazione del piazzale antistante il Casinò e il rinfrescante verde di aceri e pini marittimi. Proprio come aveva felicemente twittato qualche tempo fa il direttore artistico del Festival, Alberto Baratta: «La notizia c’è. Il buco davanti al Casinò è chiuso. Lì sorgeranno altri giardini e una nuova sala». La Sala Giardino, appunto: 450 posti a sedere e alta tecnologia destinati esclusivamente al pubblico. Fuori, una fontana a più getti d’acqua e la scala monumentale del Casinò, sempre bella e maestosa. Presto le sorgeranno accanto due rampe laterali per permettere l’accesso anche ai disabili e l’intero Palazzo sarà rimesso a nuovo: dal rifacimento dell’intonaco, alla sistemazione degli impianti, fino alla manutenzione straordinaria degli infissi.

La Sala Giardino al Lido di Venezia

Nel frattempo, con i suoi cambiamenti, che hanno interessato anche la facciata del Palazzo del Cinema, il Lido ha riaperto felicemente le porte ai grandi produttori di Hollywood, tornati alla caccia di un posto alla mostra per i loro film, agli attori più in vista e a numerosi vip. Merito anche delle scelte capaci (negli ultimi anni i film presentati al Lido hanno conquistato gli Oscar più importanti) e coraggiose del Festival, che ha puntato nel 2017 su una delle isole più antiche di Venezia per presentare, primo nel mondo, una nuova sezione all’avanguardia: quella delle produzioni della realtà virtuale. Il Lazzaretto Vecchio ha colpito il cuore di molti, tanto che già è stato riconfermato per il Festival Internazionale del Cinema 2018.

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