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Turismo e disabilità: in Veneto è anche un'occasione di lavoro

Turismo e disabilità: in Veneto è anche un'occasione di lavoro
Spiaggia di Jesolo accessibile ai disabili

Il bilancio del progetto “Turismo Sociale e Inclusivo”: 60 disabili inseriti nel tessuto dell’attività turistica regionale

Non c’è solo l’aspetto dell’accoglienza, abbattendo le barriere e rendendo così accessibili agli ospiti con disabilità spiagge e strutture, organizzando nel contempo specifiche attività ludiche, sportive e di svago: dalla pet therapy, al tennis sulla sabbia, all’uso di speciali tavole da surf.
Organizzare un turismo “ a misura di disabile” significa anche creare opportunità lavorative sull’altro fronte, quello delle strutture ricettive. E il progetto “Turismo Sociale e Inclusivo”, promosso dal 2017 dalla Regione Veneto ha dimostrato nei fatti di funzionare anche in questa prospettiva.
Come è emerso nell’evento organizzato a Chioggia dall’Ulss 3 Serenissima per trarre un bilancio dell’iniziativa, sono infatti una sessantina le persone con disabilità inserite nel tessuto dell’attività turistica del Veneto (di cui 8 nell’ultimo biennio nella sola area di riferimento dell’azienda sanitaria veneziana).
Un’iniziativa di successo, al punto che il Ministero per la Disabilità ha garantito da quest’anno il suo finanziamento nella prospettiva di riproporre il progetto negli altri territori italiani a forte vocazione turistica, per contribuire alla massima diffusione dell’attenzione all’inclusione delle persone disabili.

Il progetto “Turismo Sociale e Inclusivo”

La promozione di un cambiamento culturale, che mira a pensare e progettare gli spazi ed i servizi delle strutture turistiche in modo tale da renderli accessibili a tutti senza distinzioni, è del resto fin dall’inizio alla base dell’iniziativa sperimentale della Regione Veneto.
L’adozione di modello sociale maggiormente inclusivo ed evoluto si è ispirata all’esperienza della “Spiaggia di Nemo” del Lido di Jesolo Lido, estendendola alle spiagge e strutture ricettive aderenti su tutto il litorale veneto e traducendo i concetti in azioni concrete anche grazie alla condivisione con le Ulss.

I parametri delle spiagge inclusive

Insieme alle azioni di sensibilizzazione e formazione si è dunque mirato a individuare una lista di criteri suddivisi per aree.
Queste ricomprendono accoglienza e progettazione (di parcheggi, reception, spiagge, aree fronte mare, servizi igienici, punti ristoro, spogliatoi, aree ludiche), comunicazione (cartelli, segnaletica, avvisi) e manutenzione degli spazi.

Si è quindi passati a identificare criteri oggettivi e misurabili, per valutare la spiaggia inclusiva e accessibile a livello sufficiente o eccellente. Tra questi, la larghezza delle pedane (da 1,5 a 1,8 metri), il numero dei parcheggi dedicati (da 1 a 3 ogni 50 parcheggi), la formazione degli operatori di spiaggia (almeno 5 per spiaggia/bagno), la dotazione carrozzine Job o Sand (da 1 a 2 ogni 500 ombrelloni), un servizio di accompagnamento e di video interpretariato in Lingua Italiana dei Segni (almeno 1 dispositivo).

Le spiagge inclusive venete

Sono 9 le spiagge inclusive inserite nel progetto oltre alla Spiaggia di Nemo di Jesolo, partendo da ovest troviamo nel Veneziano anche il settore Regolo di Bibione (un’area naturalistica da sempre considerata la spiaggia delle famiglie), la spiaggia Levante L5 di Caorle e la spiaggia Metebeach di Eraclea.

Si continua con il villaggio San Paolo di Cavallino-Treporti; il Blue Moon e le altre spiagge di lungomare D’Annunzio, fino a San Nicolò, al Lido di Venezia; la spiaggia Indiga a Sottomarina. Passando alla provincia di Rovigo, infine, i bagni Ferro di Rosolina e la spiaggia di Barricata – lido Boccasette sul Delta del Po, a Porto Tolle.

Alberto Minazzi

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Tag:  spiagge