Mestre rende omaggio alle Donne

Mestre, percorso tra via Amerigo Vespucci e via Ugo Vallenari,

La toponomastica riscopre il femminile

Dopo i tanti uomini, è la volta delle donne.  La toponomastica cittadina si colora di rosa per raccontare le micro e macrostorie di  8 donne  che, nel corso della vita, hanno  lasciato un segno intangibile.

La proposta, accolta dalla giunta comunale, è arrivata dall’assessore alla Toponomastica Paola Mar, che ha indicato otto nomi femminili per una nuova strada, un ponte e sei rotatorie di Mestre.

Non è la prima volta che l’amministrazione accoglie compatta proposte in tal senso. E’ di pochi giorni fa, a esempio,  l’intitolazione della rotatoria di Zelarino alla fondatrice del “Movimento dei Focolari Silvia Lubich ed è recente anche l’omaggio a Eunice Kennedy, alla quale è dedicato il parco di Viale don Sturzo a Carpenedo.

L'assessore al Turismo, alla Toponomastica e al Decentramento Paola Mar

Ma chi sono queste otto nuove donne i cui nomi compariranno presto tra via Amerigo Vespucci e via Ugo Vallenari, a Mestre?

“Sono donne eccezionali che con le loro azioni e i loro successi hanno reso lustro a Venezia, all’Italia, all’Europa e al mondo intero –spiega l’assessore Paola Mar- Questa toponomastica al femminile vuol dimostrare che la Città di Venezia riconosce a queste donne di essere, ancor oggi, un esempio”.

Maria Boscola visse nel Settecento. Era un’ortolana di Sottomarina con il talento del remo. Nelle grandi occasioni la Serenissima, per omaggiare i sovrani stranieri, organizzava all’epoca delle regate femminili. Maria Boscola divenne presto la regina della voga. Remò in onore di Federico Cristiano di Polonia, del  duca di Wurtemberg, di re Gustavo III di Svezia,  dell’arciduca d’Austria e di Beatrice d’Este. La sua fama di donna forte e sportiva fu tanta da meritarle un ritratto a olio  che oggi si può ammirare al museo Correr di Venezia. Oggi a portare il suo nome è una rotonda vicina a via Amerigo Vespucci.

Marie Curievisse e studiò a Parigi. Due volte laureata (in fisica e in matematica), ha insegnato alla Sorbona e ha ottenuto ben due premi Nobel.

Lyde Posti Cuneo, genovese, si è trasferita nel corso della sua vita a Venezia. Aveva la sclerosi multiplae  non ha mai smesso di lottare. Proprio a Venezia è diventata presidente della Sezione provinciale dell’A.I.S.M.. Ha fondato ‘il Circolo’, luogo in cui i disabili e i loro familiari potevano incontrarsi uscendo dall’isolamento e recuperando la socialità perduta.

Norma Cossetto. Giovane, studentessa, istriana, fu uccisa dai partigiani slavi nel 1943 nella foiba di Villa Surani. In seguito fu insignita della medaglia d’oro al merito civile alla memoria.

Edith Stein E’ stata proclamata Santa e Patrona d’Europa da Papa S Giovanni Paolo II.  Di origine ebraica, Edith Stein si è in realtà convertita diventando una suora dell’Ordine delle Carmelitane scalze. Diventata suor Teresa Benedetta della Croce, fu arrestata durante un rastrellamento nazista e condotta ad Auschwitz, dove morì.

Ondina Valla. Ostacolista e velocista, è’ stata la prima campionessa olimpionica italiana. Suo anche il primato per la conquista della medaglia d’oro ai Giochi olimpici. Ondina, il cui vero nome era Trebisonda, nel 1936 conquistò l’oro sugli 80 metri a ostacoli a Berlino.

Maria Bellisario  visse invece a Torino nel 1900. E’ considerata la donna manager più famosa d’Italia. Classe 1935, si è sempre battuta per la meritocrazia. E’ stata presidente  della Olivetti Corporation of America, dirigente di Italtel e, nel 1984, ha fatto parte della Commissione Nazionale per la realizzazione della parità tra uomo e donna.

Tina AnselmiDeputata della Democrazia Cristiana, è stata la prima donna Ministro della Repubblica italiana. Mantenne questo ruolo per due mandati, coprendo il dicastero del Lavoro e successivamente quello della Salute.  

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