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Una chiusura d'anno movimentata. Ecco cosa fare in caso di terremoto

Una chiusura d’anno movimentata. Ecco cosa fare in caso di terremoto

L’ultima parte dell’anno si sta chiudendo all’insegna dell’emergenza.
Quella della pandemia in corso e quella sismica.
La fortissima scossa di terremoto che c’è stata il 29 dicembre in Croazia e che è stata sentita in tutto il Veneto, è stata seguita da tre scosse, nel pomeriggio di ieri, nel veronese.
La situazione si è riproposta stamani, 30 dicembre, con altre tre scosse nella stessa area croata alle ore 6.15, e 6:26 (5° grado scala Richter) e alle ore 9:21 (4° Richter) senza per fortuna causare altre vittime.
Potrebbe già essere abbastanza.
In realtà, l’allerta riguarda anche la centrale nucleare di Krsko, in seguito al forte terremoto in autoprotezione, quindi sospesa.

Il monitoraggio costante dell’aria

“Stiamo monitorando costantemente la situazione – ha detto l’Assessore alla Protezione Civile della Regione del Veneto, Gianpaolo Bottacin, intervenuto al quotidiano punto stampa regionale sull’emergenza sanitaria per aggiornare sulla situazione in corso – L’Arpav sta precauzionalmente ponendo la massima attenzione alla rilevazione di eventuale radioattività nell’aria. L’Autorità di Sicurezza Nucleare della Slovenia per Krsko ha escluso rilasci di sostanze radioattive e a oggi, la radioattività nell’aria risulta di fatto assente”.

Tende partite nella notte per Krsko

Nonostante non sia stato necessario attivare una missione internazionale di supporto in Croazia,  la notte scorsa, dal Veneto, sono comunque partite le 48 tende richieste per dar riparo agli sfollati. Portate dalla Protezione Civile in Friuli Venezia Giulia, le tende sono state poi caricate in mezzi dell’esercito italiano per esser consegnate e messe a disposizione dei terremotati di Krsko.
La situazione resta in evoluzione e anche se gli esperti escludono che ci sia una correlazione diretta tra le scosse che ieri hanno tenuto in scacco la Croazia e il Veneto, “non è invece escluso – ha riferito l’assessore Bottacin  – che, a fronte di una possibile elevata tensione nel veronese, il sisma croato  abbia contribuito a innescare, in un’altra faglia, le ripetute scosse registrate sul nostro territorio”.

La Bassa terra “a rischio”

Tolti i dubbi sulla correlazione diretta, resta il dato di fatto che i terremoti, nella bassa veronese, sono un fenomeno tutt’altro che raro. Quello più forte del 29 dicembre (4.40 Richter) è stato sentito anche in Lombardia ed Emilia Romagna ma ce ne sono stati diversi negli ultimi due anni con valori minori.
Dal 1985 a oggi gli archivi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ne hanno registrati, oltre ai due casi di ieri, altri tre con magnitudo superiore a 3° Richter e la stessa zona era stata interessata da un evento di magnitudo addirittura di 6,5°. Era il 1117 e, quello, è rimasto agli annali “il terremoto più forte mai registrato nel Nord Italia”.

Piccoli acorgimenti da attivare prima, durante e dopo il terremoto

Proprio perché il terremoto non è nelle nostre aree un fenomeno così atipico, può essere utile adottare piccoli accorgimenti utili ad affrontare eventuali altri momenti di paura.
I consigli arrivano dalla Protezione Civile ed è lo stesso assessore a ricordarli.

Prima:

Fissare alle pareti scaffali, librerie e altri mobili alti. Appendere quadri e specchi con ganci chiusi, che impediscano loro di staccarsi dalla parete

bloccare con le ante dei mobili della cucina e degli armadi, in modo che non si aprano durante una scossa.

-sapere dove chiudere i rubinetti di acqua e gas, oltre all’interruttore generale della luce in caso di occorrenza

-Informarsi su quanto prevede il Piano di protezione civile del proprio comune

-individuare a priori i punti sicuri della propria abitazione: angoli delle pareti, vani delle porte, tavoli e letti sotto i quali eventualmente ripararsi

-tenere in casa una cassetta di pronto soccorso, una torcia elettrica e una radio a pile

Durante

-ripararsi in un luogo protetto: vicino a un muro portante, sotto una trave, sotto un letto

-fare attenzione all’uso delle scale e non usare l’ascensore, che potrebbe bloccarsi

-se all’aperto, allontanarsi da edifici, alberi, linee elettrche e quant’altro possa colpire

Dopo

-Uscire in strada con prudenza, mettendo le scarpe per non ferirsi

-assicurarsi dello stato di salute delle persone e attivarsi eventualmente per i primi soccorsi

-raggiungere le aree di attesa previste dal Piano di Protezione civile della propria città

-Se c’è in vicinanza il mare, allontanarsi dalla spiaggia e raggiungere un posto elevato

Limitare l’uso di auto e di cellulari

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