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TERRA ROSSA VENEZIANA

Alla scoperta del campione di tennis Matteo Viola, mestrino e punta di diamante veneta. Ha 25 anni, una carriera in forte ascesa e mira ad entrare tra i migliori 100 al mondo

Matteo Viola, il figliol prodigo del pianeta tennis. È iniziato sui campi in terra rossa veneziani il brillante percorso del mestrino Matteo Viola sul palcoscenico internazionale, sempre sotto le amorevoli cure del coach Andrea Mantegazza. A Mestre, giovane scalpitante agli inizi di carriera (quest’anno ha compiuto 25 anni), Matteo ha mosso i primi passi nel firmamento professionistico scalando via via il ranking mondiale partendo dal n. 917 (nel 2005) per posizionarsi al n. 213 a dicembre 2010 e infine al 155 a fine 2011. Una continua e costante ascesa in virtù dei brillanti risultati ottenuti a livello internazionale prima nel circuito ITF e ultimamente anche nei tornei dell’ATP Challenger e del Grande Slam. Attualmente ha chiuso l’anno al numero 135 nel ranking mondiale (ma con un best ranking n. 123 a novembre u.s. dopo il recente successo nel Challenger di Yokohama in Giappone), settimo nella classifica nazionale e punta di diamante del movimento tennistico in Veneto: questo è il lusinghiero biglietto da visita del “nostro” Matteo.

«Ho cominciato a giocare all’età di 5 anni all’ATS di Spinea con il maestro Gianlorenzo Scodellari per poi passare a 11 anni sotto la guida del maestro Andrea Mantegazza, coach attuale assieme al maestro Enrico Bettini e al preparatore atletico Massimo Pietrogrande, allenandomi in diverse realtà locali quali il TC Mestre, lo Sporting Club Mestre, Green Garden SC e poi a Padova e Vicenza. I primi risultati di rilievo sono stati ottenuti come under 14 e under 16 con la vittoria nei Campionati Italiani di doppio e il titolo nazionale a squadre sempre under 16. Arriva inoltre anche la convocazione dalla FIT (Federazione Italiana Tennis) per le varie nazionali under 14, under 16 e under 18 (con la conquista di un terzo posto europeo)».

Poi il professionismo e la rincorsa ai top-100 … «Tra il 2004 e il 2005 avviene il passaggio nel mondo professionistico con la solita trafila iniziale dei tornei Futures in giro per il mondo e il primo trofeo conquistato nel 2006 ad Imperia, davvero un momento particolare ed indimenticabile che ricordo ancora con grande emozione. Fanno seguito poi altri successi ed exploit sempre nei tornei Futures (tra cui a Mestre nel 2010, davvero profeta in patria, ndr) sino alle vittorie di rango maggiore nei Challenger da 50.000 $ in Ecuador (2011) e in Giappone (2012) che mi hanno consentito di assestarmi a fine anno al n. 135 a livello mondiale».

Grinta e determinazione alla base di tutto. «Non posso senz’altro lamentarmi dei risultati raggiunti ed in particolare dell’ottima stagione appena terminata. Credo di essere migliorato, grazie anche alla continua assistenza del coach Andrea Mantegazza, sotto il profilo tecnico, tattico e caratteriale, con un salto di qualità che mi ha portato ai risultati attuali e pronto ora ad ulteriori obiettivi».

Anche fuori dal campo Matteo è una persona semplice e riservata, che evita i grandi riflettori. Si dedica a hobby come calcio, calcetto, musica e documentari sulla natura ma ha un’unica grande passione: il tennis. «Il tennis per me è anche come girare il mondo in vacanza – ammette con un sorriso Matteo – ma si fa per dire perché la vita del tennista è un vero e proprio tour de force, fatta soprattutto di sacrifici, allenamenti, stress e viaggi, con poche pause tra un torneo e l’altro, salvo qualche infortunio e il canonico periodo di relax e riassestamento di fine stagione. Io solo ora, dopo aver masticato tanto pane e tennis in tutti questi anni, sto finalmente cominciando a ripagare me stesso e anche la mia famiglia dei sacrifici sin qui sostenuti».

Ad un giocatore professionista non mancano mai numerosi episodi da ricordare o da dimenticare. Per te quali le maggiori delusioni ed exploit? «Tra le delusioni ricordo un incontro perso in maniera rocambolesca contro il top-100 Volandri nel Challenger Roma RAI del 2010 dove sul 6/7 e 6/4 conducevo al terzo 5/2, 40/30 e servizio … Davvero una performance negativa da non ripetere! Invece l’exploit più esaltante è arrivato dalle qualificazioni nell’ultima edizione degli Australian Open (una delle 4 tappe del Grande Slam, ndr) dove ho vissuto tre turni di gioco sempre in salita e sempre recuperando sino alla conquista del tabellone principale. Addirittura al primo turno contro il serbo Lajovic mi sono trovato al terzo set “sotto” 0/5, 0/40 e servizio sino a recuperare e vincere 8/6! È da dire che in tema di emozioni i tornei del Grande Slam hanno un fascino particolare, ma Wimbledon è davvero il top, l’aria che si respira è unica e inebriante, anche se Roma è comunque il torneo più amato. E poi magari capita di incontrare Federer – il migliore, oltre che per il gioco, per la signorilità. Davvero un gentleman – oppure addirittura di palleggiare con Nadal, come mi è capitato a Wimbledon nel 2012».

L’annata 2013 si presenta fondamentale nel percorso professionistico di Matteo, un vero e proprio spartiacque per il tennista veneto, con un programma intenso ed impegnativo. I primi appuntamenti come di consueto sono in estremo oriente per affrontare prima l’ATP 250 di Doha, poi le tappe di Sidney ed infine Melbourne con gli Australian Open, andando poi a privilegiare i tornei sul cemento «Sono nato sulla terra rossa, ma dall’anno scorso mi trovo davvero bene sul cemento e sulle superfici sintetiche. Sogni? Senz’altro quello di entrare nei top-100 e magari con la speranza di poter arrivare ancora più avanti …». E allora auguri Matteo! I sogni sono merce rara. Non costano niente e aiutano a vivere.

 DI ROBERTO BONIGOLO

 

MATTEO VIOLA

Età: 25 anni (nato il 07/07/1987)
Luogo di nascita: Mestre/Venezia
Residenza: Marghera/Venezia
Altezza: 188 cm
Peso: 80 kg
Gioco: destrorso
Professionista: dal 2004
Coach: Andrea Mantegazza
Ranking (current): n. 135
Best ranking: n. 123 (19/11/2012) in singolare e n. 171 in doppio
Principali successi in carriera: vittoria ai tornei Futures da 10.000 $ di Imperia (2006), Budapest (2008), Vilnius (2008), Bucarest (2009), Orange Park (2010), Mestre (2010) e nei 15.000 $ di Modena (2010), Este (2010) e Casablanca (2011). Vittoria nei Challenger da 50.000 $ di Guayaquil (Ecuador 2011) e di Yokohama (Giappone 2012)

 

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