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No al gioco patologico: il “grazie” del Comune agli esercenti

I gestori della
Nella foto in alto: I gestori della “Locanda del Druido” con l’assessore Simone Venturini

Si comincia con qualche monetina, per divertimento e per cercare la fortuna. Si finisce per diventare dipendenti da quello che non è più un gioco e che può rovinare se stessi e le proprie famiglie. La ludopatia (più correttamente “azzardopatia”) è sicuramente una delle piaghe dei nostri giorni. E colpisce soprattutto le fasce più indifese della società: anziani e pensionati, casalinghe e ragazzi, attratti irresistibilmente dalle illusorie opportunità di fare soldi “facili” con slot machine e apparecchi consimili.

La targa del Comune di Venezia

Un fenomeno che già da qualche anno sta registrando dati preoccupanti e che l’amministrazione ha deciso di prevenire contrastando il gioco patologico premiando chi non mette a disposizione dei cittadini apparecchi slot, vlt e awp. Le attività per prevenire e contrastare il gioco patologico sono molteplici e si arricchiscono ora di un gesto, piccolo ma significativo.
Una targa come riconoscimento e ringraziamento ufficiale nei confronti di quei privati esercenti che hanno deciso di dare il loro contributo in questa lotta.

Per ricevere la targa basterà compilare l’apposito modulo online (all’indirizzo https://www.comune.venezia.it/it/content/modulo-richiesta-il-rilascio-dellattestato-no-slot).
L’attestato sarà consegnato ai gestori da un rappresentante del Comune. “Un gesto semplice, ma di grande significato simbolico e morale”, ha commentato l’assessore comunale alla Coesione sociale, Simone Venturini.

le targhe rilasciate dal Comune ai locali che rinunciano alle slot machine

“Questo è un locale senza slot”

I primi a ricevere, proprio dalle mani di Venturini, la targa con scritto “Questo è un locale senza slot” sono stati Franco Zane e Simona Di Maggio, titolari della “Locanda del druido” di via Miranese. Dalla scorsa primavera, dopo i lavori di ristrutturazione, hanno deciso di non ricollocare le macchinette mangiasoldi all’interno del loro locale. “La nostra – ha spiegato Zane – è stata una scelta di vita, che abbiamo ponderato e voluto fare, pur sapendo di rinunciare a un guadagno facile”.

La parola adesso passa a tutti gli altri bar, osterie, ristoranti, pizzerie, tabaccherie ed altre attività che, pur avendone la possibilità, decideranno di compiere a loro volta la scelta “etica” del no alle slot.

Franco Zane e Simona Di Maggio

Le misure contro la ludopatia

Trattandosi di un fenomeno diffuso sull’intero territorio nazionale, si attende da tempo una normativa da parte del Governo. Anche la Regione Veneto, proprio in queste ore, ha approvato la legge sulla prevenzione e cura del disturbo da gioco d’azzardo patologico. Il Prevenzione su cui il Comune di Venezia da tempo è attivo in forte collaborazione con i servizi per le dipendenze.

Tra i provvedimenti adottati dal Comune va ricordato principalmente il nuovo regolamento comunale in materia di giochi. Si è voluto in questo modo impedire l’apertura di “sale slot” vicino a scuole e luoghi sensibili. E sono state individuate fasce orarie di tutela per i soggetti deboli.

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