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Superbonus 110: cosa cambia sulle cessioni del credito

Superbonus 110: cosa cambia sulle cessioni del credito

L’approvazione di un emendamento del decreto semplificazioni rimette in moto il superbonus con lo sblocco delle cessioni dei crediti

All’improvviso, niente più sconti in fattura, cessioni dei crediti bloccati: tutte le agevolazioni previste dal Superbonus e dagli altri bonus edilizi rischiavano di venir meno.
E di mettere in seria difficoltà aziende e privati, che non ne avrebbero più potuto beneficiare a causa di un articolo del Decreto Semplificazioni che fissava alla data del 1 maggio 2022 il termine ultimo entro il quale far decorrere le cessioni facilitate dei bonus.
Ora, non è più così in quanto, con l’approvazione del 27 luglio, alla Camera (355 voti a favore, 31 contrari e 11 astenuti), di un emendamento correttivo del decreto legge 50, vengono riammesse al regime facilitato anche le cessioni e gli sconti in fattura comunicati all’Agenzia delle Entrate in momenti successivi da partite Iva e professionisti.
Il decreto corretto, che ora passa al Senato per l’approvazione definitiva, deve essere convertito in legge entro il 20 agosto.

Patrick Zaki
Palazzo Madama, sede del Senato italiano, Roma

Rischio scampato : tornano in campo 13,5 miliardi di euro

L’incongruenza del decreto rischiava di far saltare lavori per 13,5 miliardi di euro.
Tante sono, infatti, le risorse relative a cessioni del credito o sconti in fattura che, non essendo stati comunicati all’Agenzia delle Entrate prima dell’1 maggio 2022, potevano restare escluse e che invece sono state sbloccate.
Il Superbonus, secondo i dati rilevati dall’Associazione delle società di ingegneria e architettura (Oice), nel periodo compreso tra l’1 luglio 2021 e il 31 maggio 2022, ha messo in moto in tutta Italia 150 mila interventi per un valore di 27 miliardi di euro.
Per lo più hanno riguardato condomini, secondo le stime dell’Associazione Nazionale Costruttori Edili (Ance) soprattutto in Lombardia (23.139), Veneto (18.444 ) e Lazio (13.121), seguiti da Emilia Romagna (11.691), Toscana (11.214),  Piemonte (10.440), Sicilia (10.363), Puglia (9008) e Campania (8.658).
A questi, ora, se ne aggiungeranno molti altri.

Le proroga del Superbonus

La proroga del Superbonus al 31 dicembre 2022 era stata decisa nella legge di bilancio 2022 “per gli edifici unifamiliari o per le unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari funzionalmente indipendenti che avessero effettuato almeno il 30% dei lavori entro il 30 giugno 2022.
Ma la scadenza diventa quella del 2025 “per gli interventi effettuati su condomini e su edifici da 2 a 4 abitazioni anche se posseduti da un’unica proprietà o in comproprietà.
I lavori, però -si legge nel testo della legge – potranno essere conclusi entro il 31 dicembre 2023 con una detrazione del 110%; la detrazione spetta poi nella misura del 70% nel 2024 e del 65% nel 2025“.

cessioni del credito
L’aliquota, dunque, è  decrescente, a meno che i lavori non siano effettuati  “nei comuni dei territori colpiti da eventi sismici verificatisi a partire dal 2009, dove sia stato dichiarato lo stato di emergenza”. In questi casi, la detrazione resta del 110%  fino al 31 dicembre 2025.
Per quanto riguarda gli immobili di proprietà delle cooperative, infine, la scadenza viene allineata a quella degli ex IACP, ovvero il 31 dicembre 2023 sempre e quando alla data del 30 giugno 2023 sia stato effettuato il 60% dei lavori.

Il fotovoltaico

Riallineata ai lavori del Superbonus è stata anche la scadenza delle detrazioni per l’installazione di un sistema solare fotovoltaico.
Per chi sceglie la detrazione nella dichiarazione dei redditi, questa cambia a seconda dell’anno in cui vengono sostenute le spese: in cinque rate di pari importo se avvenute nel 2020 e nel 2021; in quattro rate di pari importo se effettuate nel 2022. Per le spese sostenute fa fede il principio di cassa, vale a dire che si considerano sostenute nell’anno in cui sono state effettivamente pagate.

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