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Un tour contro le fake news: Venezia e la sua vita di tutti i giorni

stampa estera

Sveglia all’alba per vedere gli operatori ecologici all’opera in una Piazza San Marco pressoché deserta. Un giro tra le calli che iniziano a popolarsi per conoscere da vicino la raccolta dei rifiuti in centro storico. Un contatto diretto con le novità tecnologiche adottate da Venezia per contare le presenze e gestire al meglio i flussi. La scoperta di un gioiellino appena riaperto al pubblico come i Giardini Reali.

E poi un lungo faccia a faccia con il sindaco Luigi Brugnaro, per approfondire nella massima trasparenza i temi più caldi dell’attualità lagunare. All’interno del ricco calendario di appuntamenti organizzati, appositamente per loro, in questi giorni dall’Associazione albergatori, giornalisti e operatori dell’informazione delle testate internazionali hanno potuto vivere una mattinata per conoscere meglio la Venezia di tutti i giorni.

Una visita piena di curiosità

I giornalisti hanno potuto verificare in pesa diretta le modalità di pulizia della piazza, tra tecnologie avanzate e utilizzo delle ramazze più tradizionali. Ma anche il complesso sistema di raccolta porta a porta, per garantire un’efficace differenziazione dei rifiuti. Volti stupiti, commenti positivi, confronti con altre città italiane. Venezia è particolare anche in questo.
L’opinione mondiale attende con curiosità anche i risultati che darà concretamente sul campo il nuovo sistema di telecamere e sensori contapersone. Per ora, è stata illustrata loro nei dettagli la macchina organizzativa per la gestione dei flussi di turisti, che si inserisce all’interno del più ampio sistema facente capo alla nuova Smart Control Room.

La smart control room

Faccia a faccia con il sindaco

La mattinata del gruppo dei giornalisti si è conclusa ai Giardini Reali. Dopo una visita baciata dal sole all’interno del complesso che è tornato da poco più di un mese a disposizione del pubblico, la comitiva della stampa internazionale ha potuto incontrare il sindaco Brugnaro, a disposizione per ogni tipo di domanda. Molta curiosità sul Mose, desiderio di conoscere nel dettaglio le modalità del contributo d’accesso e sulle eventuali sanzioni. Confermato l’avvio a partire dal primo luglio, con la tariffa minima di 3 euro, il primo cittadino ha spiegato che si tratta di una misura “per disincentivare il turismo mordi e fuggi”, mentre per chi soggiornerà in città non ci saranno problemi perché il contributo sarà versato direttamente con la prenotazione.

Tra coronavirus e acqua alta, Carnevale e residenza

La domanda della presidente dell’ Associazione Stampa Estera in Italia Patricia Thomas, moderatrice dell’incontro, sul coronavirus ha fornito a Brugnaro l’occasione di fare chiarezza anche sull’idea che Venezia sia ancora sotto acqua. “Quel che ci preoccupa di più – ha detto – sono le ricadute che possono avere le false affermazioni. Quindi possiamo affermare che qui il virus non c’è proprio. Ma, soprattutto, possiamo ribadire che, adesso, soprattutto non c’è acqua alta”. Altre domande hanno riguardato il Carnevale e lo spopolamento del centro storico. Ricordando come la kermesse non sia solo un momento di spensieratezza ma anche “un ricchissimo evento culturale” e anticipando che quello di quest’anno “sarà più bello del solito, per la voglia di festeggiare lo scampato pericolo di novembre”, il sindaco, sullo spopolamento ha allargato la prospettiva.

@Vision/Vela

“Anche in questo, Venezia è la misura esatta dell’Italia – ha spiegato -Lo spopolamento non è un problema solo di Venezia. È una questione molto più ampia, legata alla denatalità, e quindi un problema sociale, prima ancora che economico, che va affrontato a livello centrale. Noi abbiamo fatto e stiamo facendo molte cose per favorire la residenza. Abbiamo restaurato quasi tutte le case di proprietà comunale per assegnarle ai veneziani, abbiamo attivato la priorità per l’accesso ai battelli, ristrutturato dei ponti con fondi privati e scavati i canali”.

E le grandi navi? “Il ministro De Micheli – ha reso noto Brugnaro – mi ha assicurato che a breve si riunirà il Comitatone per cominciare a spostare le navi già da questa primavera: io le credo”.

Il mondo guarda al Mose e al porto di Venezia

Nel pomeriggio, la comitiva si è spostata alle bocche di porto per una visita al Mose. Condotti all’interno della galleria principale del sistema integrato Mose, un tunnel di 400 metri costruito 19 metri sotto il mare, gli ospiti hanno ammirato la complessità di quest’opera sulla quale hanno posto moltissime domande.
Stupiti mentre si aggiravano nella cittadella degli impianti, hanno sceso i 200 gradini segnando sui loro taccuini le varie quote indicate: -3,34; –7,18; -11,02; -15,04 e infine -19,05.

Tra l’acciaio degli imponenti impianti sotterranei, microfoni alla mano e telecamere puntate, hanno comunicato ai loro telespettatori l’unicità di un sistema di progettazione al 100% italiana che ha una vita utile di calcolo di 100 anni.

 

Soprattutto, hanno spiegato come il sistema Mose, che da giugno, in caso di emergenza, è in grado di entrare in azione, può proteggere Venezia da un’acqua alta che può arrivare fino ai 3 metri.

 

 

 

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