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E' italiano l'orologio atomico a idrogeno che sarà utilizzato nello spazio da Galileo

E' italiano l'orologio atomico a idrogeno che sarà utilizzato nello spazio da Galileo
Orologio atomico a idrogeno

Lo spazio parlerà anche italiano. E’ italiana l’azienda scelta dalla Commissione europea e dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa) per realizzare gli orologi atomici a idrogeno di Galileo, il sistema di navigazione satellitare sviluppato dall’Esa e dall’industria europea.
L’azienda fornirà all’Esa i Phm (Passive Hydrogen Maser) per i nuovi 12 satelliti. Ma cos’è un Phm?
Ebbene questo è un orologio atomico che mai prima d’ora era stato realizzato per esser impiegato nello spazio. Ha uno scarto di errore di un secondo ogni tre milioni di anni.
E’ tra gli elementi fondamentali per il progetto Galileo, progetto strategico per l’Europa che consente il posizionamento e la navigazione satellitare civile.
Si compone di 30 satelliti di cui ventisette operativi e tre di riserva ed è il primo progetto portato avanti insieme da Unione europea e European Space Agency.
Con il preciso obiettivo di migliorare la precisione, la disponibilità e la copertura della navigazione, il progetto Galileo permette la geolocalizzazione a livello europeo ed è in grado di raggiungere tunnel, gallerie e strade con un servizio gratuito e accessibile dal proprio smartphone. E’ attualmente il sistema di navigazione più preciso al mondo.
Dopo aver lavorato su oltre 70 orologi per Galileo, Leonardo, l’azienda italiana, fornirà due orologi per ogni nuovo satellite. Questi sono in grado di lavorare per più di 12 anni e garantiscono assoluta precisione.
Ancora una volta l’Italia capofila con le sue eccellenze nel campo aerospaziale, una fra tutte l’astronauta Samantha Cristoforetti che sarà la prima donna europea e italiana a guidare la stazione spaziale internazionale.
Non solo. L’Italia infatti sarà parte attiva nella missione Veritas che volerà su Venere entro il 2030 sviluppando e realizzando tre importanti strumenti di bordo ovvero il trasponditore indispensabile per le comunicazioni e per gli esperimenti di radio scienza che servono a capire la forza di gravità del pianeta, la parte a radiofrequenza del VISAR (Venus Interferometric Synthetic Aperture Radar) che serve allo studio morfologico del pianeta e dei suoi vulcani e infine l’antenna HGA (High-Gain Antenna).

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