La colletta dei libri sbanca in solidarietà: Acqua Alta riprende, altre librerie si riassestano

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Nella foto in alto: L’interno della libreria Acqua Alta di Venezia con la caratteristica gondola

È trascorso un mese, la ferita resta, ma è più forte la voglia di guardare avanti. E farlo insieme è decisamente più facile.
La libreria Acqua Alta, uno dei simboli dell’alluvione del 12 novembre 2019, ha ripreso la sua attività. E ha potuto farlo soprattutto grazie all’aiuto e alla generosità di tanti.

Gli effetti dell’alluvione del 12 novembre all’interno della libreria Acqua Alta

Il danno subito

Come spiega Lino Frizzo, figlio di Luigi, titolare della libreria, non è stato facile quantificare il danno subito nei giorni di marea straordinaria.
«Posso dire solo che sono servite tre barche di Veritas dedicate appositamente a noi per rimuovere i libri e i materiali cartacei ormai inservibili», sottolinea.

Una prima stima del danno economico, in ogni caso, Frizzo l’ha provata a fare: «Sono circa 40.000 euro di libri usati, ovvero circa 8.000 volumi, e 37.000 di libri nuovi. A questi, bisogna aggiungere circa 30.000 euro tra calendari e stampe». Il tutto senza contare i danni riportati dalla libreria e dal suo arredamento.

Una colletta “di libri”

La libreria Acqua Alta ha così lanciato la sua richiesta di aiuto. Una richiesta, peraltro, del tutto particolare: «Abbiamo espressamente chiesto – spiega Lino Frizzo – di non darci denaro, ma di convertire un eventuale dono in libri usati. Una modalità che abbiamo ritenuto al tempo stesso più etica, ma anche più facile per le persone. E la solidarietà è stata veramente incredibile, perché sono in tantissimi ad aver risposto, anche nell’organizzazione della raccolta. Sinceramente, pensavamo a una risposta più leggera da parte della gente, tant’è che ci hanno quasi messo in difficoltà. E non mi stupirei, alla fine, di arrivare ad almeno 8.000 libri. Ma aspettiamo ancora a fare i calcoli».

Il ritiro dei libri? Un po’ per volta

Anche se la libreria è già tornata a riaprire, i lavori di risistemazione continuano. Per questo, i gestori di Acqua Alta chiedono a chi vuole contribuire con la propria donazione di non portare ancora fisicamente i libri in negozio. «Ci stiamo organizzando – riprende il figlio del titolare – per effettuare noi i ritiri nei punti di raccolta in cui i libri usati sono confluiti. Siamo per ora riusciti a completare un paio di ritiri: il primo da circa 1.500 volumi, il secondo da circa 900. Speriamo, prima di metà dicembre, di poter fare qualcos’altro. Il problema che ci costringe a tenere alcuni punti di raccolta in stand by è legato al fatto che, prima di raccogliere nuovi libri, dobbiamo sistemare quelli già arrivati».

Il libri danneggiati vengono caricati sulle barche di Veritas

Solidarietà tra librerie

Nella disgrazia, la libreria Acqua Alta ha potuto sfruttare la propria notorietà per trovare aiuti e sostegno. Ma, ovviamente, non si tratta dell’unica libreria veneziana ad aver riportato danni, lo scorso novembre. Un fatto che è ben chiaro, ai suoi titolari. Che, a loro volta, hanno cercato di dare il proprio contributo ai colleghi. «Fin da subito – riprende Lino Frizzo – abbiamo detto a chi preferisse dare il suo contributo in denaro di indirizzarlo ad altre librerie, che magari lo accetterebbero. Essendo rimaste poche le librerie che trattano l’usato, una donazione come quella fatta a noi in altri casi non avrebbe avuto la stessa utilità. Però sono tante le librerie di Venezia e vogliamo rimanere in tanti. Non ci si deve focalizzare solo su di noi, solo perché siamo forse più conosciuti.”

Volontari al lavoro per asciugare i libri

“Grazie ai volontari: avremmo rischiato il fallimento”

Prima ancora della raccolta di libri, la libreria Acqua Alta ha toccato con mano la generosità della gente fin dalle prime ore dal disastro.
«Ci ha stupito veramente tanto – ammette Frizzo – vedere tanti ragazzi favolosi che sono venuti a darci una mano. Se la libreria è potuta tornare operativa in così poco tempo, visti i danni subiti, è soprattutto grazie alle centinaia di volontari che ci hanno aiutato. E non hanno lesinato energie, visto che un lavoro che, senza di loro avrebbe richiesto quattro mesi, è stato completato in quattro giorni. Un risultato fondamentale, per mantenere viva la nostra attività: tra affitti e spese elevate, a Venezia, avremmo altrimenti rischiato davvero il fallimento».

3 commenti su “La colletta dei libri sbanca in solidarietà: Acqua Alta riprende, altre librerie si riassestano”

  1. Mariella Citterio

    Avevo letto che effettuavano una raccolta di libri a Treviso, davanti al Duomo. Carico in auto 9 scatoloni di libri, arrivo a Treviso, (45 km da casa), e non c è nessuno incaricato per la raccolta dei libri. Con me c erano altre persone in inutile attesa. Ho aspettato per un ora circa, poi ho fatto dietro front, e sono tornata a casa un po’ incazzata. Mi sarei aspettata un pochino di educazione, poteva almeno venire qualcuno per dire che non veniva effettuata la raccolta. Di sicuro, la prossima volta eviterò di fare 90 km per niente. I miei libri non so che fine faranno, a questo punto non voglio nemmeno saperlo. Mariella

    1. Ci dispiace per questa sua disavventura Mariella. Le persone che abbiamo intervistato noi e che, come lei, hanno donato i loro libri offrendo una bellissima dimostrazione di solidarietà, non hanno riscontrato problemi nella consegna. Raccogliamo la sua testimonianza, che ci rammarica, ma la invitiamo a segnalare la cosa alle librerie alle quali i suoi libri erano destinati. Buona giornata.

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